Millie Smith e il suo compagno, Lewis Cann, erano colmi di gioia quando scoprirono di aspettare un bambino. Poiché nella famiglia di Millie ci sono precedenti di gravidanze gemellari, lei ebbe fin da subito la sensazione che questa gravidanza potesse essere diversa—e aveva ragione.
Una prima ecografia confermò che stava aspettando due gemelli, portando con sé un misto di felicità e preoccupazione. I medici spiegarono con delicatezza che, mentre una delle due bambine si stava sviluppando bene, l’altra affrontava gravi difficoltà mediche. Fin dall’inizio, Millie e Lewis si prepararono ad affrontare un percorso fatto di speranza ma anche di dolore, determinati a vivere e custodire ogni momento con amore.
Quando Millie entrò in travaglio prematuramente alla trentesima settimana, la coppia diede alla luce due figlie. Una di loro fu diagnosticata con una rara condizione incompatibile con la vita: non sarebbe sopravvissuta a lungo dopo la nascita.
Con questa consapevolezza, Millie e Lewis decisero di dare alla loro bambina tutto l’amore e la dignità possibile nel breve tempo a disposizione. La chiamarono Skye, un nome scelto con profondo significato. Per Millie, rappresentava un luogo di pace e memoria—un modo per sentirsi vicina alla sua bambina ogni volta che alzava gli occhi al cielo. Skye visse solo poche ore, ma furono colme di calore, carezze delicate e un amore profondo che i suoi genitori porteranno sempre con sé.
Dopo l’addio a Skye, Millie ricevette il supporto affettuoso del personale ospedaliero, incluso uno spazio dedicato dove le famiglie possono trascorrere momenti intimi con i propri piccoli. Tuttavia, con il passare dei giorni e delle settimane, emerse un dolore inaspettato: le persone avevano smesso di riconoscere la sua perdita. Mentre la piccola Callie, la gemella sopravvissuta, continuava a ricevere cure, altri genitori e visitatori non sapevano che Millie aveva perso una delle sue figlie. Commenti innocenti—spesso detti con buone intenzioni—potevano causare ferite profonde. Millie capì che un piccolo segno visibile avrebbe potuto evitare questi momenti e informare con discrezione che quella famiglia aveva vissuto un lutto, pur continuando ad accudire un altro figlio.
Da questa intuizione nacque un’idea. Millie creò un semplice simbolo: una farfalla viola da applicare sulle incubatrici, per rappresentare quei bambini ricordati e profondamente amati. La farfalla simboleggiava chi aveva “spiccato il volo”, mentre il viola fu scelto come colore universale. Quello che iniziò come il gesto premuroso di una madre, si trasformò nella Skye High Foundation, un’organizzazione che oggi aiuta ospedali in tutto il mondo ad adottare l’iniziativa della farfalla viola. La fondazione offre anche ricordi simbolici e risorse a sostegno delle famiglie colpite.
Oggi Millie continua a onorare la memoria di Skye attraverso la sensibilizzazione e la compassione, mentre vede crescere Callie. La sua storia dimostra che anche i gesti più semplici possono avere un impatto profondo, portando conforto e riconoscimento a chi vive il delicato equilibrio tra amore e perdita.



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