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Crisi in Iran, le parole di Meloni e la reazione dell’ambasciata russa: perché è scoppiata la polemica



Un acceso confronto diplomatico si è sviluppato tra il governo italiano e l’ambasciata russa a Roma dopo alcune dichiarazioni della premier Giorgia Meloni. Durante un’intervista al Tg5, la presidente del Consiglio ha collegato l’attuale crisi del diritto internazionale all’invasione russa dell’Ucraina, suscitando una dura reazione da parte dei diplomatici del Cremlino.



Le affermazioni di Meloni sono arrivate in risposta a una domanda sull’escalation di tensioni in Medio Oriente, in particolare dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran. La premier ha dichiarato: “Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. Secondo la premier, l’aggressione russa avrebbe dato il via a un progressivo indebolimento delle norme internazionali, portando a una fase di instabilità globale. Ha aggiunto: “Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.

Meloni ha inoltre espresso preoccupazione per un possibile allargamento del conflitto in Europa, citando l’attacco a Cipro come esempio recente. “L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi, ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei Paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”, ha concluso.

Queste parole hanno provocato una reazione immediata da parte dell’ambasciata russa in Italia, che ha scelto di rispondere alla premier tramite un post pubblicato sui social media. Nel messaggio, i rappresentanti russi hanno accusato Meloni e altri leader occidentali di diffondere informazioni distorte e false riguardo alle violazioni della Carta delle Nazioni Unite. Nel post si legge: “Pur rimanendo coerenti con la logica della presidente del Consiglio italiano, possiamo tuttavia offrire una spiegazione più accurata”.

L’ambasciata ha poi criticato apertamente i Paesi occidentali, accusandoli di aver contribuito alla crisi del diritto internazionale con interventi militari condotti senza giustificazione. “A nostro avviso, la fonte dell’attuale crisi del sistema di diritto internazionale risiede nella menzogna con cui i leader occidentali cercano di giustificare i loro sconsiderati attacchi alla Carta delle Nazioni Unite, a partire dalla loro brutale e immotivata aggressione armata contro gli Stati membri indipendenti delle Nazioni Unite: Jugoslavia (1999), Iraq (2003), Libia (2011) e ora Iran (2026)”, si legge nel comunicato.

La nota dell’ambasciata si è poi concentrata sulla crisi ucraina, sostenendo che il conflitto sia stato provocato dall’Occidente e dal governo di Kiev. Secondo quanto riportato nel post: “Anche l’attuale posizione dell’Occidente riguardo alle cause profonde della crisi Ucraina, scoppiata nel 2014 a seguito di un sanguinoso colpo di stato e della successiva guerra scatenata da Kiev contro una parte della propria popolazione russofona residente nel Donbass e in Novorossiya, nonché a seguito del sabotaggio da parte dell’Occidente degli accordi di Minsk, sanciti dalla risoluzione 2202 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si basa su menzogne, ovvero su una violazione diretta di una delle norme del diritto internazionale”.

La risposta russa evidenzia un profondo disaccordo sulle responsabilità della crisi globale. Da parte sua, Meloni non ha ancora replicato direttamente al messaggio dell’ambasciata. Tuttavia, il dibattito sottolinea le tensioni crescenti tra Roma e Mosca, in un contesto internazionale già segnato da numerosi conflitti e divisioni.



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