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"Sapete, lui...". Elicottero precipitato, la terribile notizia su una delle vittime: chi era e cosa si scopre

Vittime italiane nell’incidente dell’elicottero in Bosnia: chi era il tenente Franco Adriano Zecchillo

Aveva sessantaquattro anni e una lunga carriera come infermiere perfusionista e soccorritore



Aveva sessantaquattro anni e una lunga carriera come infermiere perfusionista e soccorritore



Il drammatico incidente dell’elicottero militare precipitato a Brčko, in Bosnia, ha provocato quattro vittime, suscitando profondo dolore nel mondo del volontariato e della sanità italiana. Tra le persone che hanno perso la vita c’è Franco Adriano Zecchillo, tenente del Corpo militare della Croce Rossa Italiana, nato a Milano nel 1961. Il trentuno ottobre avrebbe compiuto sessantacinque anni. Infermiere tecnico perfusionista, aveva dedicato decenni alla cardiochirurgia, contribuendo in maniera determinante alla nascita e allo sviluppo di un servizio specialistico all’ospedale di Legnano.

L’elicottero Italiano caduto in Bosnia era impegnato nella missione europea Eufor-Althea. Nell’episodio hanno perso la vita due Volontari del Corpo militare Volontario della Croce Rossa Italiana e due militari dell’Esercito Italiano. Tra le vittime figura anche la sergente Laura Procacci, soccorritrice stimata del Corpo militare. È rimasto ferito anche un terzo membro del team di evacuazione medica del Corpo militare, le cui condizioni di salute vengono seguite con grande attenzione dai vertici dell’associazione umanitaria.

Rosario Valastro, illustre Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, ha espresso un dolore indicibile per la scomparsa improvvisa dei due colleghi, confermando che la grande organizzazione sta già supportando attivamente le famiglie colpite e mantenendo stretti contatti con il componente del team rimasto ferito durante le delicate operazioni.

Prima di questa tragica missione internazionale, Zecchillo aveva lavorato all’ospedale di Legnano dal 1999 fino al 2022, anno del suo pensionamento. Aveva maturato una significativa esperienza anche in altre strutture sanitarie, tra cui l’ospedale San Raffaele di Milano, dove aveva conosciuto il cardiochirurgo Germano Di Credico. Proprio quest’ultimo, oggi direttore dell’Unità Operatoria di Cardiochirurgia dell’Asst Ovest Milano, ha ricordato il collega scomparso all’Ansa. Il medico ha evidenziato il contributo fondamentale offerto da Zecchillo alla crescita dell’attività cardiochirurgica.

L’esperienza del professionista non era rimasta confinata nelle sale operatorie, poiché era diventato anche docente della scuola di perfusione dell’Università dell’Insubria, trasmettendo le proprie competenze alle nuove generazioni di operatori sanitari. Accanto all’attività ospedaliera, una grande parte della sua esistenza era stata dedicata al soccorso e all’assistenza. Il suo percorso nel volontariato era cominciato nel 1983 come soccorritore della Croce Bianca, mentre nel 1984 era entrato nel Corpo militare della Croce Rossa Italiana, aggregato al terzo Centro Mobilitazione di Milano. Da quel momento aveva portato avanti la professione e l’impegno umanitario con grande costanza.

Dopo il pensionamento del 2022, il suo coinvolgimento nelle operazioni di soccorso era diventato ancora più intenso. Germano Di Credico ha raccontato di averlo incontrato pochi mesi prima della tragedia per un caffè, occasione in cui l’ex collega gli aveva spiegato di essere di servizio in strutture private e con la Croce Rossa sia sulle ambulanze sia sull’elicottero. La direzione dell’Asst Ovest Milanese e l’intera azienda hanno espresso cordoglio per la scomparsa, ricordando l’impegno di una figura di riferimento per la cardiochirurgia locale.

Rosaria Valastro ha inoltre rivolto un pensiero e un profondo cordoglio ai familiari delle altre vittime dell’incidente e allo Stato Maggiore della Difesa, ringraziando pubblicamente il Presidente della Repubblica per la vicinanza dimostrata alla Croce Rossa Italiana in questo momento di grande dolore per tutta la comunità Nazionale e internazionale che oggi piange la scomparsa dei quattro connazionali deceduti durante lo svolgimento della delicata missione internazionale Eufor-Althea in Bosnia.

La Presidente Nazionale ha voluto sottolineare con forza la straordinaria importanza del supporto istituzionale ricevuto dalle più alte cariche dello Stato in questa difficilissima circostanza, ribadendo la ferma volontà dell’organizzazione umanitaria di rimanere sempre vicina a tutte le persone colpite da questa immane tragedia e confermando il costante impegno profuso da ciascun operatore e Volontario della Croce Rossa Italiana che ogni singolo giorno presta servizio con dedizione assoluta.



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