“Vi invito per piacere a non parlare più di comunicazioni, qua c’è stato un tentativo di occultamento, ok? Io non risponderò più a chi mi parla di poca comunicazione”. Con queste parole, Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, morto dopo un trapianto non riuscito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha lanciato pesanti accuse nei confronti della struttura sanitaria. Il bambino, di soli due anni, è deceduto dopo un ricovero durato due mesi, e Petruzzi ha sottolineato che l’ospedale ha tentato di nascondere la verità sulla situazione del piccolo.
La questione è diventata così complessa da coinvolgere anche la Procura della Repubblica, che ora dovrà indagare sulla morte di Domenico. Patrizia Mercolino, madre del bambino, si è seduta accanto al suo avvocato mentre rispondeva alle domande dei giornalisti. Ha chiarito che nessuna raccolta fondi a nome di suo figlio è stata autorizzata dalla famiglia e ha espresso il desiderio di istituire una fondazione intitolata “Domenico Caliendo”. La sua intenzione è quella di trasformare un dolore in un’opportunità per aiutare gli altri, nonostante le difficoltà nel comunicare la sua esperienza.
Durante il ricovero di Domenico, molte informazioni sono state apprese dai giornalisti, ha spiegato la madre. “Noi troviamo folle”, ha dichiarato l’avvocato Petruzzi, “che all’interno della cartella clinica che ormai abbiamo, ci sia scritto proprio il cuore ghiacciato e che un ospedale intero abbia taciuto la notizia alla mamma”. Le accuse si fanno più dirette e si intrecciano con i discorsi di giornate particolarmente difficili. “Ci hanno consigliato di non parlare”, ha continuato Petruzzi. “Se il nostro obiettivo era tenere Domenico in lista, era meglio che non diffondessimo la notizia sul parere del Bambin Gesù, che era contrario a quello del Monaldi. Cioè, è stato proprio detto che… dal responsabile dell’ufficio stampa e voglio dire avallato dalla direttrice generale, la direttrice sanitaria del Monaldi, ci è stato dato questo consiglio. A nostro avviso, è stato un tentativo di occultamento, di chi ha cercato di condizionare psicologicamente la madre, ponendola dinanzi a un bivio difficile”.
Petruzzi ha spiegato che questi “consigli” non sono stati messi per iscritto, ma sarebbero stati espressi in presenza della madre e dei suoi legali. “Lo dichiareremo in ogni sede, ci prendiamo la responsabilità delle dichiarazioni”, ha affermato. Durante la conferenza stampa, sono stati sollevati numerosi temi, e Fanpage.it ha tentato di contattare l’Azienda Ospedaliera dei Colli, a cui il Monaldi afferisce, per una replica, ma non ha ricevuto risposta.
La vicenda di Domenico ha suscitato una forte reazione sia da parte della famiglia che del pubblico, con richieste di maggiore trasparenza e responsabilità da parte della struttura sanitaria. La madre ha sottolineato che è arrivato il momento della verità, mentre l’avvocato ha evidenziato l’importanza di fare chiarezza su quanto accaduto. La richiesta di giustizia per Domenico si fa sempre più pressante, e la famiglia è determinata a perseguire ogni strada per ottenere risposte.
Il caso di Domenico rappresenta un dramma che non solo ha colpito la sua famiglia, ma ha anche sollevato interrogativi sulla gestione della comunicazione all’interno degli ospedali e sulla responsabilità delle istituzioni sanitarie. La speranza della famiglia è che, attraverso la creazione della fondazione, possa nascere qualcosa di positivo da questa tragica esperienza, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi legati alla salute e alla trasparenza nella comunicazione.



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