“Sono scelte sue, non spetta a noi decidere quello che fa. È indipendente, non parteciperà ad alcuna riunione di maggioranza, può votare come vuole”. Queste le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, pronunciate durante un punto stampa a Bruxelles, in risposta alla decisione dell’eurodeputato Roberto Vannacci di lasciare la Lega e il gruppo dei Patrioti per l’Europa per unirsi al gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane, affiliato ad Alternative für Deutschland. Il passaggio di Vannacci dovrebbe essere formalizzato nelle prossime ore.
La reazione di Vannacci non si è fatta attendere. In un post su Facebook, ha scritto: “E ci mancherebbe pure che io chieda a Tajani cosa fare, come votare e con chi stare”. Ha poi criticato il ministro, affermando che dovrebbe preoccuparsi dei suoi eurodeputati che votano affinché “i trans siano considerati donne a tutti gli effetti e che gli uomini possano essere incinti”. Secondo Vannacci, questo rappresenta il rispetto che Forza Italia esprime per le donne, quelle vere.
In un altro passaggio del suo post, Vannacci ha affrontato la questione del conflitto in Ucraina, dichiarando: “I nostri figli a morire per Kiev”. Ha accusato i politici come Carlo Calenda, Elly Schlein e il partito Azione di voler inviare i giovani italiani a combattere, esortandoli a dare l’esempio e a recarsi personalmente in guerra: “Diano l’esempio: ci vadano loro! Prendano zaino, scarponi e fucile (sempre che sappiano come si usano) e vadano a morire in Donbass”. Vannacci ha ribadito che quella in Ucraina non è la guerra dell’Italia, sottolineando che l’Ucraina non è un membro dell’Unione Europea.
L’eurodeputato ha anche richiamato l’attenzione su un altro conflitto, quello di Cipro, che è stato invaso dai turchi dal 1974. Ha messo in evidenza come, nonostante questo, i leader europei come Ursula von der Leyen e Calenda non stiano proponendo un “Rearm Europe” per affrontare la questione turca. “C’è un paese che fa parte dell’Unione Europea ed è dal 1974 che è invaso dai turchi: è Cipro”, ha affermato Vannacci, criticando la narrativa secondo cui il conflitto in Ucraina sarebbe la guerra dell’Europa.
La situazione politica interna si complica ulteriormente con la frattura tra Vannacci e la Lega, un partito che ha sempre sostenuto una linea dura nei confronti dell’immigrazione e delle politiche europee. La scelta di Vannacci di unirsi a un gruppo euroscettico come quello delle nazioni sovrane potrebbe riflettere un crescente malcontento all’interno della Lega riguardo alla direzione politica del partito.
Il ministro Tajani, da parte sua, ha cercato di minimizzare l’importanza della scelta di Vannacci, sottolineando che ogni eurodeputato ha la libertà di prendere decisioni autonome. La sua dichiarazione sembra mirare a mantenere un certo equilibrio all’interno della coalizione di governo, evitando di alimentare ulteriormente le divisioni.
La polemica si inserisce in un contesto più ampio di tensioni politiche in Italia, dove le questioni legate all’immigrazione, ai diritti civili e alla partecipazione italiana nei conflitti esteri continuano a suscitare dibattiti accesi. Con le prossime elezioni europee all’orizzonte, le posizioni di esponenti come Vannacci potrebbero influenzare non solo il futuro della Lega, ma anche le dinamiche politiche nel paese.



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