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Dopo la condanna in Ungheria del socio della Salis, le zecche rosse minacciano nuovi scontri



La recente condanna a otto anni per Maja T, coinvolta in un’aggressione contro manifestanti ungheresi nel febbraio 2023, ha riacceso la furia degli antagonisti in Europa. Gruppi di estrema sinistra, inclusi quelli italiani, stanno iniziando a organizzarsi, con il rischio di incidenti e distruzioni nelle città, simili a quanto accaduto durante i cortei a sostegno di Alfredo Cospito. La testata Libero ha evidenziato come le città più colpite dalle azioni violente dei sostenitori dell’anarchico siano state Milano e Torino, dove si sono verificati attacchi contro le forze dell’ordine e devastazioni di vario genere.



Il 24 gennaio 2025, a Milano, i gruppi più radicali si erano riuniti nei Navigli, esprimendo slogan come “No estradizioni, no galere”. Tra i partecipanti alla manifestazione c’erano anche membri dei centri sociali “Cuore in gola” e “T28”. La condanna di Maja T ha spinto ora gli antagonisti italiani a prepararsi per un presidio in Piazza Missori, previsto per il pomeriggio del 14 febbraio. Due giorni prima, è programmato un raduno all’Università di Pisa, nell’aula “R”, autogestita dal 1990 presso il dipartimento di Scienze politiche. I militanti di estrema sinistra hanno dichiarato: “Siamo in un momento storico che vede l’inasprirsi della repressione su ogni fronte, repressione che oggi sta colpendo in particolare gli antifascisti”.

Dopo il presidio a Milano, l’attenzione si sposterà verso Roma, dove è prevista un’altra manifestazione antagonista il 21 febbraio. Questo clima di tensione si sta diffondendo anche in altre nazioni europee. Considerando la nazionalità di Maja T, sono state organizzate proteste in Germania, in diverse città tra cui Berlino. L’estrema sinistra ha lanciato un appello: “Organizzatevi, scendete in strada, fate rumore! Unitevi o coordinatevi nelle vostre città, ogni città, ogni azione conta”. Questo movimento si riunisce sotto il simbolo di “Free all antifas”, chiedendo la liberazione di tutti gli antagonisti e anarchici detenuti. Il simbolo del gruppo, un martello, è lo stesso utilizzato dai contestatori violenti durante gli scontri a Torino.

In un contesto di crescente repressione e autoritarismo, gli attivisti di sinistra si sentono particolarmente bersagliati. I canali antifascisti tedeschi denunciano che “coloro che si oppongono costantemente al fascismo, al razzismo e all’ingiustizia sociale sono particolarmente colpiti”. Questi attivisti affermano di essere sorvegliati, criminalizzati e frequentemente portati in tribunale o incarcerati. Tuttavia, sostengono di non essere soli, affermando che “la nostra solidarietà non finisce ai muri delle prigioni”.

Le associazioni di sinistra stanno avviando raccolte fondi per coprire spese legali e supporto per i prigionieri politici e le loro famiglie. “La resistenza non deve fallire a causa del denaro e i prigionieri politici non devono essere dimenticati”, affermano. Le donazioni serviranno per sostenere gli arrestati e per garantire loro una vita dignitosa dietro le sbarre. Gli antagonisti hanno invitato a contribuire: “Che si tratti di una donazione una tantum o di un sostegno regolare, ogni donazione conta. Dona solo quanto puoi, né un centesimo di troppo, né una solidarietà troppo piccola”.



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