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Insulti a Meloni, l’ambasciatore russo in Italia risponde a Tajani dopo la convocazione annunciata alla Farnesina



Gli offesi commenti rivolti alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal conduttore televisivo Vladimir Solovyev, noto come il «propagandista in capo» del Cremlino, hanno quasi determinato una crisi diplomatica tra la Russia e l’Italia. Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha già comunicato la sua intenzione di convocare l’Ambasciatore di Mosca per presentare formali proteste.  Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua indignazione per l’attacco alla Premier.



La posizione dell’Ambasciata russa

L’Ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ha commentato sui social media la convocazione al Ministero degli Affari Esteri italiano, affermando: «Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno commesso un errore, convocandomi per presentare proteste in merito a presunti attacchi da parte di Mosca alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni».

L’Ambasciatore Paramonov ha sottolineato che «Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, eletta dal consenso popolare, e guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni. Durante questo periodo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei suoi confronti o nei confronti dell’Italia.  Ciò contrasta con alcuni membri della leadership italiana che, occasionalmente, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa nel suo complesso».  Inoltre, ha evidenziato che «il pretesto della convocazione al Ministero (le dichiarazioni di un noto giornalista russo, peraltro assai competente e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può essere considerato conforme alla prassi diplomatica generalmente accettata. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente di interpretare valutazioni personali, emotive e private di un individuo come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato».

È imperativo evitare di attribuire alla leadership russa e all’intera popolazione russa le scelte lessicali e di registro adottate da un giornalista.  La Russia, in tal senso, non ha mai sfruttato le dichiarazioni relative alla Russia e alla sua leadership, formulate da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, quale pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane.

L’Ambasciatore russo in Italia sostiene che il tentativo di amplificare questo episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico sia il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto “deep state” italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina.  Si evidenzia un chiaro intento di mettere i popoli della Russia e dell’Italia gli uni contro gli altri, indebolendo i nostri contatti diplomatici e recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma.

Infine, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di cittadini italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia.

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1 comment

Rispondi a Raffaele Caliò Cancel reply

  • Bravo l’ambasciatore russo,quello che scrivono i giornalisti non sono da attribuire alle istituzioni.E poi da che pulpito viene la predica?La Russia,se dovesse prendere sul serio quello che alcuni “giornalai” italiani…..dovrebbe bombardarci!