L’inchiesta sull’omicidio della donna svela la strategia dell’ex infermiere Nadir Rossi, accusato di aver sfruttato l’intelligenza artificiale per fabbricare prove e depistare gli inquirenti.
Le carte giudiziarie concernenti la scomparsa di Jessica Dalla Chiara rivelano costantemente dettagli sconcertanti desunti direttamente dai provvedimenti di cattura. Attualmente ristretto in prigione con la severa imputazione di aver soppresso la propria moglie tramite la somministrazione di una dose mortale di insulina, l’ex infermiere Nadir Rossi avrebbe consultato in modo costante la risorsa ChatGPT allo scopo di programmare l’omicidio e orchestrare una fitta serie di sviamenti. In base alla ricostruzione degli ufficiali inquirenti, le attività telematiche dell’indagato si suddividono in sei specifici ambiti tematici, tutti diretti a manipolare la realtà per allontanare i sospetti dal femminicidio avvenuto durante il mese di giugno del 2024.
Un segmento primario dell’investigazione giudiziaria interessa la fabbricazione di referti medici apocrifi e file digitali mendaci ideati dall’individuo. Gli investigatori hanno verificato con certezza che Rossi ha adoperato l’intelligenza artificiale per compilare una fittizia lettera di dimissioni intestata al nosocomio di Padova e il resoconto interamente falsificato di un ipotetico scontro a fuoco. Tale articolata messa in scena permetteva all’indagato di motivare davanti alla propria amante un inesistente ematoma polmonare patito durante un intervento di polizia mentre faceva da scorta a un magistrato. Con uguale freddezza calcolata, l’ex infermiere ha predisposto una missiva elettronica attribuita alla sposa defunta e trasmessa alla nuova compagna, con il fine di simulare un consenso alla nuova storia d’amore e conquistare maggiore vicinanza affettiva.
Oltre alla creazione dei falsi messaggi elettronici, le domande rivolte alla piattaforma informatica riguardavano anche la tracciabilità telematica dei messaggi stessi. L’indagato voleva capire se gli investigatori avrebbero potuto risalire al mittente reale di quella comunicazione o all’indirizzo IP associato all’invio, valutando con attenzione i margini di rischio di un’identificazione personale. Analogamente, le ricerche si sono spinte verso i dosaggi letali di farmaci sottratti nel reparto di Pronto Soccorso in cui prestava servizio lavorativo, come la morfina e il Fentanyl, adoperati successivamente per inscenare un finto tentativo di suicidio in ospedale che risultava finalizzato alla riscossione di una seconda polizza assicurativa dopo quella ottenuta per il decesso della moglie.
La magistratura sottolinea con fermezza come l’utilizzo seriale dello strumento informatico, unito a quasi ottocento interrogazioni online effettuate simultaneamente, evidenzi una spiccata sfrontatezza e una lucida preparazione dell’atto criminoso. Fra le questioni sottoposte all’intelligenza artificiale figurano altresì istanze inerenti strategie legali da seguire, scenari consueti dei procedimenti giudiziari e consulenze in tema di diritto di famiglia per la compilazione di testamenti olografi. Il fine precipuo, in tale contesto, era amministrare la custodia della figlia quattrenne tagliando fuori i nonni materni, ribadendo la risolutezza con cui l’uomo tentava di blindare qualunque dettaglio del proprio comportamento prima e dopo la morte della consorte.




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