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La Famiglia nel bosco presenta il progetto della nuova abitazione: “Tutta green, pronta in 6 mesi”



Sembrava una storia chiusa tra polemiche, tribunali e accuse di vita troppo estrema. Invece, la cosiddetta “famiglia nel bosco” prova ora a riaprire una strada concreta: costruire una nuova casa, ecologica ma pienamente in regola.



I protagonisti sono Catherine Birmingham e il marito Nathan Trevallion, i genitori diventati noti per aver vissuto con i figli in un’area boschiva a Palmoli, in provincia di Chieti. La loro precedente abitazione era stata giudicata non adeguata a ospitare minori, soprattutto per la mancanza delle condizioni igieniche ritenute necessarie. Da lì era arrivata la decisione del tribunale dell’Aquila: l’allontanamento dei bambini, oggi ospitati in una comunità protetta a Vasto.

Adesso la coppia tenta un nuovo passo. Attraverso il loro legale, l’avvocato Simone Pillon, è stato annunciato che è stata presentata al Comune di Palmoli una richiesta formale di permesso di costruire. L’obiettivo è realizzare una nuova abitazione proprio sul terreno di proprietà dove la famiglia viveva prima che il caso finisse al centro dell’attenzione pubblica.

La casa, secondo quanto spiegato, non sarà una costruzione tradizionale in muratura. Il progetto prevede una struttura in gran parte prefabbricata, pensata con tecnologie green e criteri ecologici. A occuparsi della documentazione è stata l’architetta Maria Mascarucci, incaricata dalla famiglia. L’idea è quella di un’abitazione vicina alla natura, come desiderato dai genitori, ma questa volta conforme alle norme edilizie italiane ed europee.

Il punto centrale è proprio questo: la coppia non sta chiedendo semplicemente di tornare alla vita di prima, ma prova a dimostrare di voler mantenere il proprio stile di vita rispettando però le regole richieste dalle istituzioni. Secondo l’avvocato Pillon, se il Comune darà il via libera, serviranno circa sei mesi per completare la nuova casa.

Nel frattempo, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion continueranno a vivere nell’immobile messo provvisoriamente a disposizione dal Comune di Palmoli, dove si sono trasferiti ad aprile. La speranza dei genitori è che questo progetto possa pesare positivamente anche sul percorso per il ricongiungimento con i tre figli.

Il dettaglio interessante è che la nuova abitazione dovrebbe sorgere nello stesso bosco da cui tutto è iniziato. Non si tratta quindi di un cambio radicale di vita, ma di un tentativo di adattare quella scelta familiare a requisiti considerati indispensabili dalla legge: sicurezza, igiene, abitabilità e tutela dei minori.

Questa vicenda resta delicata perché mette insieme due temi molto sensibili: da una parte il diritto dei genitori a scegliere uno stile di vita alternativo, dall’altra il dovere delle istituzioni di garantire condizioni adeguate ai bambini. Il nuovo progetto edilizio potrebbe diventare un passaggio decisivo, ma non basterà da solo: saranno le autorità competenti a valutare se ci siano davvero le condizioni per il rientro dei minori.

Per ora, la “famiglia nel bosco” prova a ripartire da una casa nuova. Green, prefabbricata e regolare. Resta da capire se questo basterà per ricostruire anche l’unità familiare.

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