Adamo Massa, un uomo di 37 anni originario di Torino, è deceduto in ospedale dopo un tentativo di rapina avvenuto in una villa a Lonate Pozzolo, nel Varesotto. A rivelare la notizia della sua morte è stato un cugino della vittima, che ha parlato con i giornalisti durante la trasmissione Ore 2 Sera, condotta da Milo Infante su Rai2. Massa lascia tre figli, uno dei quali è ancora un neonato, mentre gli altri due sono adolescenti.
Il cugino di Massa, intervistato all’interno del campo rom di Torino dove viveva anche la vittima, inizialmente ha mostrato reticenza nel commentare l’accaduto. “La mia idea conta zero”, ha dichiarato, prima di esprimere il suo punto di vista. “Non è una cosa giusta, non è una cosa giusta neanche il nostro lavoro. Però non è una cosa giusta ammazzare”, ha aggiunto. Quando gli è stato chiesto di descrivere Adamo, ha risposto: “Normale. Come me, come lei”, sottolineando che si trovava lì per lavorare.
La dinamica dell’incidente è al centro delle indagini. Jonathan Maria Rivolta, il proprietario della villa, al momento non risulta indagato. Secondo quanto riportato dall’Ansa, gli inquirenti considerano plausibile la sua versione dei fatti. Rivolta ha dichiarato di essere stato svegliato dai tre ladri che suonavano al campanello per verificare se l’abitazione fosse vuota. Mentre scendeva per controllare, ha sentito il rumore del vetro della portafinestra in frantumi.
In quel momento, Rivolta ha afferrato un coltello presente nel suo zaino da trekking e si è trovato faccia a faccia con Massa, che stava rovistando in una cassapanca. Secondo la ricostruzione, Massa avrebbe colpito il proprietario con un pugno, facendolo sbattere contro uno stipite. Rivolta, reagendo, ha accoltellato Massa due volte all’addome. Le tracce di sangue rinvenute all’interno dell’abitazione sono compatibili con la versione fornita dal proprietario.
Un altro cugino di Massa ha parlato a Ore 14, esprimendo il dolore della famiglia. “Ci è arrivata una telefonata verso mezzogiorno e ci hanno detto che non si sapeva ancora se fosse morto o no”, ha raccontato. “Io sono di Verona, abbiamo avuto la notizia e siamo corsi qua. Altri parenti sono di Torino, siamo una famiglia grande. Siamo tutti scossi”, ha aggiunto. Il cugino ha confermato che non conoscono ancora la dinamica esatta dell’incidente, ma hanno appreso che Massa è stato ucciso. “Siamo subito corsi qua e stiamo aspettando. Non ci hanno detto nulla di specifico, sappiamo solo che è morto e che l’hanno ammazzato”, ha dichiarato.
L’incidente ha sollevato interrogativi sulla legittimità della reazione del proprietario di casa e sulla situazione di Massa, che, come affermato dai familiari, stava cercando di lavorare. La questione della sicurezza e della legittima difesa è ora al centro del dibattito pubblico, con molti che si interrogano sulla necessità di proteggere le proprie abitazioni e sulla responsabilità di chi si impegna in attività illecite.



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