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Lutto nel giornalismo: Roberto Arditti muore nella notte a soli 60 anni



Roberto Arditti non ce l’ha fatta. Un infarto lo ha colpito nella notte e il giornalista, già direttore del quotidiano Il Tempo, ci ha lasciati all’età di 60 anni.



Nato a Lodi il 28 agosto 1965 e laureato in discipline economiche e sociali all’Università Bocconi di Milano, è stato dirigente della Gioventù Repubblicana e ha lavorato dal 1987 al 1992 nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini. Da lì il passaggio al giornalismo e alla comunicazione, ambiti nei quali avrebbe costruito una carriera trasversale, tra media, politica e grandi eventi. Dal 1992 al 1997 è stato direttore delle news di RTL 102.5, rete per cui ha anche condotto la trasmissione “L’indignato speciale” con Andrea Pamparana e Fulvio Giuliani. E poi autore di “Porta a Porta” su Rai 1.

Durante il governo Berlusconi II, insediatosi nel 2001, è stato portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. Dal dicembre 2008 al gennaio 2010 è stato direttore del quotidiano Il Tempo, continuando poi a collaborare con il quotidiano come editorialista. Ha pubblicato diversi articoli per il quotidiano Il Foglio e le testate on line Linkiesta. Insegnava occasionalmente all’Università Iulm di Milano il corso di Laboratorio di giornalismo. Da aprile 2018 è stato direttore editoriale e membro del consiglio di amministrazione di Base Per Altezza, società che edita le testate Formiche, Formiche.net ed Airpress.

Parallelamente all’attività giornalistica, Arditti ha sviluppato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e corporate. È stato tra i protagonisti della macchina organizzativa di Expo 2015, di cui ha guidato la comunicazione. Ha inoltre fondato insieme a Swg la società di consulenza strategica Kratesis, lavorando su dossier legati a politica, sicurezza e relazioni internazionali.

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