In preparazione alle elezioni del 12 aprile, i canali di comunicazione del Primo Ministro ungherese trasmettono un video contenente messaggi di sostegno da parte dei principali leader sovranisti. Tra questi figurano i due politici italiani, nonché Alice Weidel, Marine Le Pen, Santiago Abascal e Benjamin Netanyahu.
Thank you for your support! @MorawieckiM, @RobSchneider, @GiorgiaMeloni, @predsednikrs, @MLP_officiel, @matteosalvinimi, @AndrejBabis, @JMilei, @Alice_Weidel, @Santi_ABASCAL, @netanyahu, @herbert_kickl pic.twitter.com/7JI021IgRq
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) January 11, 2026
Giorgia Meloni e Matteo Salvini figurano nello spot elettorale di Viktor Orbán, realizzato in previsione delle elezioni ungheresi del 12 aprile. Il video, che riunisce alcuni dei principali leader della destra europea e internazionale, vede la Presidente del Consiglio intervenire in lingua inglese, mentre il Vicepresidente del Consiglio Salvini si esprime in italiano, concludendo con un’esortazione in ungherese: “Fel, győzelemre!”, ovvero “Avanti fino alla vittoria!”. Accanto a loro sono presenti figure di spicco quali Alice Weidel, Marine Le Pen, Santiago Abascal e Benjamin Netanyahu. Il messaggio politico veicolato è esplicito: un sostegno convinto al leader di Fidesz, volto a consolidare l’asse sovranista in Europa.
Viktor Orbán: la prosecuzione dell’attuale situazione potrebbe portare alla distruzione dell’economia europea da parte dell’Ucraina
Il Primo Ministro ungherese ha ribadito la sua opposizione agli aiuti a Kiev, affermando, durante il congresso di Fidesz tenutosi sabato, che ritiene che la politica dell’Unione Europea rappresenti una minaccia per la sicurezza del suo Paese. Durante il congresso del partito Fidesz a Budapest, tutti gli oratori hanno concordato sul fatto che una vittoria del partito al governo alle prossime elezioni parlamentari di primavera garantirà la pace, mentre una vittoria del partito di Tisza potrebbe portare alla guerra in Ungheria.
Inoltre, i principali esponenti del partito hanno espresso la convinzione che la leadership dell’Unione Europea intenda trascinare il continente verso il conflitto. Il Ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha addirittura parlato di una cospirazione volta a coinvolgere l’Ungheria nella guerra, affermando che solo il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, sia in grado di impedirlo.
Il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, ha focalizzato il suo intervento di sabato sulla crescente minaccia di conflitto. Sulla sua pagina Facebook, ha sottolineato che, in un contesto globale caratterizzato da incertezza, la sicurezza rappresenta il valore più prezioso. Ha inoltre ribadito che l’Ungheria si è sempre dimostrata un partner affidabile per l’Europa, un impegno che rimane valido anche in questo momento critico, in cui, a suo avviso, i funzionari di Bruxelles e i loro alleati locali tentano di trascinare l’Ungheria nel conflitto che imperversa nei paesi limitrofi.
Il Primo Ministro Orbán ha evidenziato le azioni del governo ungherese, che testimoniano il suo impegno per la pace, citando esempi concreti quali l’introduzione della quattordicesima mensilità, il raddoppio degli assegni familiari, il più ampio programma europeo di edilizia residenziale, la realizzazione di 150 nuove fabbriche e la costruzione di nuove autostrade.
Nel suo discorso al Congresso del partito Fidesz, ha espresso la sua convinzione che il sostegno all’Ucraina rappresenti uno spreco di risorse economiche a causa della corruzione diffusa nel paese. Ha condiviso la posizione del governo ceco, affermando: “Lasciateli rubare, ma non da noi”. Il Primo Ministro Orbán ha inoltre criticato la politica estera del governo del Partito Democratico statunitense, accusandolo di aver trascinato l’Europa in un conflitto dal quale gli Stati Uniti sono ora usciti con un nuovo presidente favorevole alla pace. Al contrario, ha osservato, l’Europa continua ad essere guidata da leader che hanno coinvolto i propri paesi in guerra. Ha concluso affermando che chi agisce con saggezza non modificherebbe le proprie economie in modalità di guerra.
“L’Ucraina non sta rafforzando la nostra posizione, ma la sta indebolendo e, se questa situazione dovesse persistere, rischia di compromettere l’intera economia europea”, ha dichiarato il Presidente del partito Fidesz Viktor Orbán al congresso di Fidesz a Budapest sabato.
Anche il Ministro degli Esteri ungherese ha espresso posizioni critiche sulla situazione attuale.
Il Ministro degli Affari Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha espresso preoccupazione riguardo a una presunta cospirazione tra Bruxelles e Kiev, volta a coinvolgere l’Ungheria in un conflitto armato. Ha affermato che le recenti riunioni del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea si sono trasformate in riunioni di guerra, a causa della perdita di buon senso a Bruxelles.
Il Ministro ha sottolineato che l’Ungheria sarebbe la nazione più esposta a un’eventuale intensificazione del conflitto, data la vicinanza geografica all’Ucraina. Ha inoltre criticato la politica anti-ungherese adottata dal governo ucraino. Secondo Szijjártó, un piano congiunto tra Bruxelles e Kiev mira a trascinare l’Ungheria in guerra.
Szijjártó ha indicato il governo nazionale e sovrano di Viktor Orbán come l’unico ostacolo alla realizzazione di questo piano. Ha quindi accusato Bruxelles e Kiev di tentare di rimuovere tale ostacolo.
In riferimento alle prossime elezioni parlamentari, il Ministro ha definito il governo guidato dal partito Tisza, ipotizzabile in caso di cambio di governo, un governo fantoccio di Bruxelles. Ha inoltre affermato che il leader di questo potenziale governo sarebbe tenuto in ostaggio e che la sua immunità parlamentare garantirebbe la realizzazione del presunto piano diabolico di Bruxelles e Kiev.



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