Una denuncia-querela con richiesta di sequestro probatorio è stata depositata presso la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania riguardo alla morte di Noah Amiyn Conti, un giovane di 19 anni originario di Capaccio, deceduto oggi nel presidio ospedaliero della città. A presentare la denuncia è stato il compagno della madre del ragazzo, il quale chiede un’indagine approfondita sulle cure sanitarie ricevute da Noah e sulle circostanze che hanno portato al suo decesso, ipotizzando il reato di omicidio colposo in ambito sanitario.
Secondo quanto riportato nella denuncia, il 20 dicembre 2025, Noah, che godeva di buona salute, ha iniziato a manifestare un disturbo a un occhio. Dopo una prima visita specialistica a Capaccio Paestum, gli è stato consigliato di effettuare un approfondimento ospedaliero. Nella stessa giornata, il giovane è stato ricoverato all’ospedale di Vallo della Lucania. Due giorni dopo, il 22 dicembre, è stato dimesso con l’indicazione di tornare per controlli il 7 gennaio 2026. I familiari ritengono che questa decisione sia stata prematura, poiché le condizioni cliniche di Noah sono rapidamente peggiorate nei giorni successivi, rendendo necessario un nuovo ricovero e il trasferimento nel reparto di rianimazione.
Durante la seconda degenza, i medici hanno programmato un intervento chirurgico al cervello. Al termine dell’operazione, i familiari sono stati rassicurati circa il buon esito dell’intervento e le prospettive di recupero del giovane. Tuttavia, a distanza di pochi giorni, il 30 gennaio, è stata comunicata la tragica notizia del decesso di Noah. Secondo il denunciante, la sequenza degli eventi presenta numerosi profili critici, tra cui la dimissione anticipata, la possibile sottovalutazione del quadro clinico e il nesso di causalità tra le condotte sanitarie e il decesso.
Tra le richieste avanzate alla Procura figurano il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia, il sequestro dell’intera cartella clinica, dei referti e dei consensi informati, nonché dei campioni biologici e istologici prelevati durante l’intervento. Si richiede anche di ascoltare come persone informate sui fatti tutti i sanitari coinvolti, compresa la dottoressa che ha effettuato la prima visita e i familiari presenti al momento delle rassicurazioni post-operatorie. Il denunciante ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Aniello Natale del Foro di Vallo della Lucania e come consulente tecnico di parte il dottor Adamo Maiese.
Ora spetterà alla Procura accertare eventuali responsabilità e verificare se la morte del giovane potesse essere evitata o ritardata con una diversa gestione clinica del caso. Questa indagine si preannuncia delicata e riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza delle cure e della responsabilità sanitaria. La comunità locale attende sviluppi in merito a questa triste vicenda, che ha colpito profondamente la famiglia di Noah e l’intera cittadinanza di Capaccio.
Il caso di Noah Amiyn Conti mette in luce la necessità di una maggiore attenzione e rigore nella gestione delle cure sanitarie, specialmente nei confronti dei pazienti più giovani. La richiesta di chiarimenti e giustizia da parte della famiglia potrebbe rappresentare un passo importante per garantire che simili tragedie non si ripetano in futuro.
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Monica



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