Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, è stato condannato a risarcire 780.000 euro per i danni causati a seguito dell’omicidio di due rapinatori avvenuto nel suo negozio nell’aprile del 2021. L’uomo, di 71 anni, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e ha ricevuto una pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione in Appello, oltre a una provvisionale esecutiva a titolo di risarcimento.
La somma di 780.000 euro, tuttavia, potrebbe subire modifiche nel corso del processo civile. Le 15 parti civili coinvolte nella vicenda hanno richiesto un risarcimento complessivo di circa 3 milioni e 300 mila euro. Di questa cifra, Roggero ha già versato 300.000 euro, mentre restano da pagare 480.000 euro. Due dei suoi immobili erano stati sequestrati in via provvisoria e successivamente pignorati. Ora si attende il terzo e ultimo grado di giudizio in Cassazione.
I legali di Roggero hanno cercato di sostenere la legittima difesa, ma le prove video hanno giocato un ruolo cruciale nel processo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, sia interne che esterne al negozio, mostrano i tre rapinatori mentre tentano di fuggire a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze, mentre Roggero li insegue armato di pistola. Durante l’inseguimento, il gioielliere ha aperto il fuoco, uccidendo due dei rapinatori: Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli. Il sostituto procuratore generale Davide Greco ha descritto l’azione come una “illegittima vendetta”.
Dopo la sentenza di primo grado, emessa nel dicembre 2023, Roggero era stato inizialmente condannato a 17 anni di reclusione, nonostante la richiesta del pubblico ministero fosse di 14 anni. È stato ritenuto colpevole di duplice omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo di arma, poiché l’arma utilizzata per uccidere i ladri non poteva essere portata al di fuori del negozio.
Le vittime della rapina, Andrea Spinelli, 44 anni, e Giuseppe Mazzarino, 58 anni, erano entrati nella gioielleria di Roggero armati di un coltello e di una pistola, che si è poi rivelata essere un’arma giocattolo. Durante l’assalto, i rapinatori hanno immobilizzato la figlia del gioielliere con delle fascette, mentre la moglie di Roggero si trovava anch’essa nel negozio.
Il conflitto a fuoco è scoppiato quando Roggero ha inseguito i rapinatori all’esterno del negozio, sparando nella direzione di due di loro, mentre il terzo complice fuggiva a piedi. La dinamica dell’incidente ha suscitato un acceso dibattito sull’uso della forza in situazioni di emergenza e sulla legittimità della difesa personale.
La situazione di Roggero ha messo in luce le complesse questioni legate alla sicurezza dei commercianti e alla necessità di proteggere i propri beni. La condanna e le conseguenze economiche che ne derivano sollevano interrogativi su come il sistema giuridico gestisca tali situazioni, soprattutto in un contesto in cui i proprietari di negozi possono sentirsi minacciati.
In attesa del terzo grado di giudizio, la comunità di Grinzane Cavour osserva con attenzione l’evoluzione della vicenda, che ha già attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. La questione dell’equilibrio tra legittima difesa e responsabilità legale continua a essere un tema di discussione rilevante, non solo per i commercianti, ma per la società nel suo complesso.



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