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Oggi Giovanni Franzoni è diventato quello che tutti aspettavano, con Matteo Franzoso dentro di sé



La discesa libera maschile di Milano-Cortina 2026 ha segnato un importante passaggio generazionale per lo sci italiano, con Dominik Paris che ha conquistato la sua prima medaglia olimpica, un bronzo, e Giovanni Franzoni che ha ottenuto un sorprendente argento, chiudendo a soli 20 centesimi dal vincitore, il svizzero Franjo von Allmen. Questo evento ha rappresentato un momento significativo per il futuro dello sci italiano, con Paris che passa il testimone a un giovane talento.



Giovanni Franzoni non è un esordiente nel panorama sciistico, anche se all’inizio della stagione era ancora un atleta in fase di sviluppo, con un pettorale intorno al numero 40. La sua ascesa è iniziata ai Mondiali juniores di Bansko nel 2021, dove ha trionfato nel Supergigante e ha ottenuto un secondo posto nello Slalom gigante. L’anno successivo, ha continuato a brillare con una medaglia d’oro in Discesa libera e un bronzo in SuperG ai Mondiali juniores di Panorama. Questi successi hanno dimostrato il suo potenziale, ma c’erano ancora sfide da affrontare per raggiungere il podio olimpico.

Una delle principali sfide per Franzoni è stata il miglioramento fisico e atletico, poiché oggi lo sci richiede una potenza e una resistenza eccezionali. La pista della Stelvio ha messo alla prova tutti gli atleti, e solo coloro che sono riusciti a mantenere la forza fino alla fine hanno avuto la possibilità di competere per le medaglie. Negli ultimi due anni, Giovanni è diventato un atleta completo, combinando forza, potenza, dinamicità e leggerezza, qualità essenziali per affrontare le difficoltà delle gare.

Un altro ostacolo significativo era la componente tecnica. La squadra svizzera, guidata da Marco Odermatt, ha introdotto un nuovo standard nelle competizioni di discesa, con atleti come Franjo von Allmen e Alexis Monney che hanno dimostrato abilità tecniche straordinarie. Per competere con questi sciatori di alto livello, Franzoni ha dovuto adattare il suo stile e le sue tecniche di gara. Nella seconda parte della discesa olimpica, ha mostrato la sua crescita, eseguendo curve precise e controllate, simili a quelle di un esperto gigantista.

Giovanni Franzoni non si è accontentato di aspettare che il suo talento emergesse da solo. Ha affrontato le sfide con determinazione e ha ottenuto vittorie a Wengen e Kitzbühel, culminando con un argento olimpico sulla Stelvio. Questa stagione ha rappresentato un cambiamento significativo per lui, non solo a livello tecnico e fisico, ma anche psicologico. A 24 anni, ha iniziato a comprendere meglio le dinamiche delle gare e ha avuto l’opportunità di apprendere dai migliori, tra cui Dominik Paris, il campione degli ultimi dieci anni.

Un evento tragico ha influenzato profondamente la sua carriera: la morte di Matteo Franzoso, suo amico, avvenuta il 15 settembre scorso durante un allenamento. Questo evento ha segnato un punto di svolta per Giovanni, che ha deciso di correre con il ricordo di Matteo nel cuore e nelle gambe. Questa motivazione ha alimentato la sua determinazione e la sua voglia di vincere.

Oggi, sul podio, Giovanni e Dominik rappresentano non solo il presente, ma anche il futuro dello sci italiano. La loro presenza insieme simboleggia un legame profondo e un cammino condiviso. La filosofia di Aristotele, secondo cui “l’amicizia è una sola anima che abita in due corpi”, trova una nuova dimensione in questa storia, in cui due anime si uniscono per raggiungere traguardi straordinari.



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