Un episodio di violenza ha colpito la pista di pattinaggio su ghiaccio di Guastalla, dove Giulio Teveri, professore all’Istituto Sanfelice di Viadana e presidente dell’associazione Love Generation, è stato aggredito dopo aver cercato di allontanare un gruppo di ragazzi che disturbava gli altri pattinatori. Questo scontro ha portato a gravi conseguenze fisiche per il docente, che ha subito una costola incrinata e un dito rotto, con una prognosi di 21 giorni.
Teveri, che è anche volontario della Croce Rossa, ha spiegato che, dopo aver pazientato per ore, ha deciso di intervenire. «Erano una decina — racconta — e dalle 15, orario di apertura pomeridiana, continuavano a infastidire gli altri ragazzi in pista. Qualche spintone, schegge di ghiaccio lanciate in mezzo alla pista, schiamazzi. Ho portato pazienza, poi attorno alle 19 ho detto ai ragazzi di uscire. Attendevamo l’afflusso serale e non volevamo altri problemi». Tuttavia, la situazione è degenerata poco dopo.
Dopo che Teveri ha chiuso il cancello, i ragazzi sono usciti ma hanno continuato a minacciarlo. «Alcuni sono nordafricani, altri invece italiani. Per evitare problemi ho contattato i carabinieri. Quando i militari sono intervenuti, purtroppo il pestaggio era già avvenuto», ha aggiunto il professore. A guidare l’aggressione è stato un genitore di uno dei giovani, che ha forzato il cancello e ha colpito Teveri con violenza. Al suo fianco si trovavano il figlio e altri ragazzi del gruppo.
Il professore ha cercato di difendersi, ma si è trovato in netta inferiorità numerica. «Ho provato a difendermi ma erano in 7-8 e ho fatto quello che ho potuto», ha dichiarato. Fortunatamente, i carabinieri sono arrivati in tempo per identificare l’adulto e alcuni dei ragazzi coinvolti. Teveri ha sottolineato che le telecamere di sorveglianza potrebbero fornire ulteriori prove sull’accaduto.
Oltre al dolore fisico, Teveri ha ricevuto la solidarietà del sindaco di Guastalla, Paolo Dallasta, che ha espresso il suo sostegno in un momento così difficile. Il professore ha anche espresso la sua amarezza come educatore, affermando: «Per quest’anno la pista andrà avanti fino alla chiusura prevista, per non darla vinta ai violenti. Ma per l’anno prossimo dovremo fare alcune riflessioni: se un genitore si comporta così, anziché dare il buon esempio, a livello educativo sentiamo di avere fallito un po’ tutti».
L’incidente ha messo in luce le problematiche legate alla sicurezza e al comportamento dei giovani, nonché l’importanza del ruolo degli adulti nel dare l’esempio. La pista di pattinaggio, gestita da Love Generation, continuerà a funzionare fino alla chiusura programmata, nonostante gli eventi recenti. Teveri, che ha dedicato tempo e impegno a creare un ambiente sicuro e divertente per i ragazzi, si trova ora a dover affrontare le conseguenze di un’aggressione ingiustificata.



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