Dopo un lungo periodo di incertezze e anticipazioni, Roberto Vannacci ha ufficialmente abbandonato la Lega per lanciare il suo nuovo partito, denominato Futuro Nazionale. Il logo del partito è stato registrato recentemente, ma ci sono ancora molte incognite riguardo alla sua struttura e al supporto che potrà ricevere dagli elettori. Le domande che circolano includono se il nuovo movimento riuscirà ad attrarre altri gruppi radicali e se i ‘vannacciani’, ovvero coloro che potrebbero uscire dalla Lega, si uniranno a lui portando con sé i loro consensi a livello locale.
Una delle questioni più rilevanti è il potenziale elettorale di Futuro Nazionale. Secondo una prima rilevazione di Youtrend per Sky Tg24, il partito è stimato intorno al 4,2%. Questo risultato sarebbe notevole, considerando che le formazioni radicali di estrema destra, più a destra di Fratelli d’Italia e della Lega, di solito ottengono meno dell’1% a livello nazionale. I dati suggeriscono che i consensi di Vannacci potrebbero essere sottratti principalmente a Fratelli d’Italia, con una perdita stimata dell’1,1%, mentre la Lega vedrebbe una diminuzione dello 0,9%. Forza Italia, invece, subirebbe un calo marginale dello 0,2%, senza effetti significativi sul centro e sul centrosinistra. Una parte significativa degli elettori di Vannacci proviene da partiti minori della destra sovranista extraparlamentare, e alcuni provengono da un gruppo di indecisi e astenuti.
Attualmente, la fiducia nei confronti di Vannacci è piuttosto bassa, con il 53% degli intervistati che esprime sfiducia e solo il 14% che mostra una visione positiva. Questo dato è più accentuato tra gli elettori di centrodestra, mentre è quasi nullo nel centrosinistra. Tra gli elettori della Lega, il 48% ha risposto “Non so” a una valutazione su Vannacci.
È importante notare che le elezioni si svolgeranno tra poco più di un anno, un periodo durante il quale molte dinamiche potrebbero cambiare. Il nuovo partito potrebbe guadagnare visibilità e attrarre candidati scontenti della Lega o di Fratelli d’Italia, oppure potrebbe perdere l’interesse degli elettori, arrivando alle elezioni come una forza marginale, lontana dai principali schieramenti di centrodestra e centrosinistra.
Inoltre, c’è in gioco anche la riforma della legge elettorale. Se la soglia di sbarramento venisse innalzata al 4%, anziché mantenere l’attuale 3%, l’ingresso dei sostenitori di Vannacci in Parlamento diventerebbe molto più incerto.
Per quanto riguarda la composizione di Futuro Nazionale, la situazione è ancora poco definita. Il partito sarà costruito attorno alla figura di Vannacci, e il programma, delineato in un manifesto pubblicato insieme all’annuncio della sua uscita dalla Lega, riprenderà temi tipici dell’estrema destra europea. Tuttavia, non è chiaro chi farà effettivamente parte della nuova formazione.
Un think tank, il centro studi Rinascimento Nazionale, con sede nel castello Sforzini di Castellar Ponzano (Alessandria), supporterà il partito, rimanendo sotto la direzione di Vannacci. Attualmente, la lista dei candidati è ancora breve. Tra i sostenitori di peso c’è l’ex leghista Mario Borghezio, che ha già annunciato il suo passaggio. Anche Massimiliano Simoni, unico consigliere regionale della Lega in Toscana, ha confermato il suo sostegno. La situazione è simile per Stefano Valdegamberi, consigliere veneto che sta ancora valutando la sua adesione.
Altri esponenti della Lega mostrano toni cauti. Il deputato Edoardo Ziello ha commentato “Avanti” sotto il post di Vannacci, ma non è chiaro se ciò indichi un passaggio ufficiale al nuovo partito. Secondo alcune ricostruzioni, ci sarebbero altri tre parlamentari in fase di valutazione. Domenico Furgiuele, che ha organizzato una conferenza stampa con Casapound, non ha ancora preso una posizione pubblica. Emanuele Pozzolo, già condannato in primo grado per il caso dello sparo a Capodanno ed espulso da Fratelli d’Italia, ha affermato: “Si vedrà. Una cosa è certa, Vannacci indica con coerenza la linea di una destra forte che non accetta di ridursi a un fan club”. Infine, Rossano Sasso ha espresso indecisione, sottolineando la sua gratitudine verso Salvini per la fiducia ricevuta nel passato.
Se i sostenitori convinti sono pochi, ci sono già stati dei rifiuti. Manlio Messina, deputato che si era allontanato da Fratelli d’Italia, ha negato in modo chiaro la sua adesione: “Il mio partito, in oltre 35 anni di onorata carriera politica, è stato uno solo e continuerà a esserlo”. Anche Casapound ha chiarito che non intende unirsi, pur condividendo alcune posizioni con Vannacci.



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