La recente rinuncia di Andrea Pucci alla co-conduzione del Festival di Sanremo 2026, dovuta a forti polemiche riguardanti la sua partecipazione, ha suscitato reazioni significative nel panorama politico italiano. Tra queste, la premier Giorgia Meloni ha espresso la sua solidarietà nei confronti del comico, denunciando un “clima di odio e intimidazione” e parlando di una “deriva illiberale della sinistra”. Questo commento ha riacceso il dibattito pubblico, in particolare con la risposta della giornalista Rula Jebreal, che nel 2020 era stata oggetto di attacchi da parte della leader di Fratelli d’Italia durante la sua apparizione al festival.
Jebreal ha commentato le parole della premier, evidenziando l’incoerenza della sua posizione. “Meloni esprime la sua solidarietà accusando la sinistra di deriva illiberale, che non solo è una sciocchezza ma anche una macroscopica incoerenza,” ha dichiarato. Infatti, fu proprio Meloni a intervenire per impedire a Jebreal di parlare a Sanremo cinque anni fa, un episodio che mette in luce i “doppi standard” politici della premier.
La giornalista ha ricordato che Meloni contestava la sua partecipazione al festival sostenendo che il suo monologo non avesse contraddittorio. “Il mio era un monologo contro il femminicidio e gli stupri, non so che tipo di contraddittorio lei evocasse. Voleva forse un assassino o uno stupratore?” ha aggiunto Jebreal, sottolineando l’importanza di trattare temi fondamentali come la violenza contro le donne, che dovrebbero interessare tutti i cittadini.
In merito al post di Meloni a sostegno di Pucci, Jebreal ha messo in discussione l’idea di un liberalismo che non trova riscontro nell’opposizione. “È assurdo parlare di liberalismo in un momento in cui l’Italia sta cercando di far passare leggi contro il cosiddetto antisemitismo,” ha affermato, evidenziando come tali leggi possano essere strumentalizzate per colpire chi critica il governo israeliano.
La discussione ha toccato anche episodi di violenza e repressione del dissenso in Italia. Jebreal ha fatto riferimento agli attacchi di Forza Nuova alla CGIL, sottolineando come la destra utilizzi episodi di violenza per criminalizzare le manifestazioni pacifiche contro il governo. “Forse non si rende conto, ma all’estero l’Italia è vista come un Paese che sta subendo una deriva autoritaria chiarissima,” ha commentato.
L’intervista ha messo in luce anche la percezione di una campagna mediatica contro chi critica l’attuale governo. Jebreal ha affermato che Meloni sta guidando un governo che domina la Rai e che si lamenta di qualsiasi critica. “Quando ha lanciato una feroce campagna mediatica contro di me era all’opposizione,” ha dichiarato, evidenziando come ora le dinamiche siano cambiate.
La giornalista ha anche discusso dell’importanza della libertà di espressione e di come la destra radicale tenda a disumanizzare e criminalizzare i critici. “Il tentativo di disumanizzare, criminalizzare, oltraggiare è una delle pratiche collaudate della destra radicale mondiale, di cui Meloni è un degno esemplare,” ha affermato.



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