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Teo, 23 anni, eroe a Crans Montana: rientra con un estintore per aiutare gli altri e non esce più



Nella tragica notte di Capodanno, un incendio divampato nella discoteca Constellation di Crans Montana, in Svizzera, ha provocato la morte di 41 persone, tra cui il DJ francese Matéo Lesguer, conosciuto con il nome d’arte “neoshy”. Il giovane, appena 23enne, ha perso la vita nel tentativo disperato di spegnere le fiamme che avevano avvolto il soffitto del locale.



Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia elvetica, l’incendio è stato innescato da una bottiglia di spumante con fuochi artificiali accesa all’interno del locale. Le telecamere di sicurezza hanno permesso di ricostruire gli ultimi istanti di vita di Lesguer, che, accortosi del pericolo, ha abbandonato la consolle per cercare un estintore e tentare di domare le fiamme. Tuttavia, il fumo denso e tossico ha rapidamente invaso l’ambiente, rendendo impossibile la fuga per lui e per molte altre persone.

Nato ad Haiti, Matéo Lesguer si era trasferito in Francia da giovane e si era fatto un nome come DJ nei locali notturni. Da tre anni lavorava in Svizzera, dove animava le serate del Constellation durante la stagione invernale. La sera del 31 dicembre si trovava al suo posto in consolle quando è scoppiato il caos. Inizialmente concentrato sulla musica, non si era reso conto immediatamente dell’incendio. Solo quando ha alzato lo sguardo verso il soffitto ha compreso la gravità della situazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, intorno all’una e mezza di notte, Lesguer ha lasciato la sua postazione senza nemmeno spegnere la musica per recuperare un estintore. Tornato nella sala principale, ha cercato di spegnere le fiamme insieme a Stefan Ivanovic, una guardia di sicurezza presente sul posto. Purtroppo, i loro sforzi non sono stati sufficienti a controllare il rogo e i due uomini sono rimasti intrappolati nel locale.

Il Constellation, situato in un seminterrato, si è rivelato una trappola mortale per molte persone. La mancanza di uscite di sicurezza e l’unica via d’uscita rappresentata da una stretta scala verso l’ingresso principale hanno reso impossibile l’evacuazione tempestiva. “Alcune persone si muovono piegate in avanti, con il viso vicino al pavimento”, hanno descritto gli agenti nel rapporto consultato dal quotidiano Repubblica.

La madre di Matéo Lesguer, disperata per la mancanza di notizie del figlio dopo l’incendio, aveva cercato informazioni anche attraverso i social media. Tuttavia, le speranze si sono spente quando è stato confermato che il giovane DJ era tra le vittime del tragico evento.

Le autorità svizzere stanno ora indagando sulle responsabilità legate alla tragedia. Tra gli indagati ci sono anche il sindaco di Crans Montana e quattro amministratori comunali, accusati di non aver effettuato i dovuti controlli sulla sicurezza del locale. L’incidente ha sollevato interrogativi sulla gestione delle misure antincendio e sulla conformità delle strutture ai requisiti normativi.

La comunità musicale ha espresso cordoglio per la perdita di Matéo Lesguer, definito da molti colleghi un “piccolo genio dei dischi”. La sua tragica morte ha colpito profondamente non solo i suoi cari, ma anche tutti coloro che lo conoscevano e apprezzavano il suo talento.

Mentre le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto, resta il dolore per una tragedia che ha segnato indelebilmente l’inizio del nuovo anno a Crans Montana.



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