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“Troppi sbagli nell’indagine”: lo sfogo della mamma di Riccardo Minghetti dopo la tragedia in Svizzera



La tragedia che ha colpito Riccardo Minghetti, un ragazzo di 16 anni tra le vittime dell’incendio della discoteca «Le Constellation» di Crans-Montana, continua a suscitare emozioni forti e richieste di giustizia. La madre di Riccardo, Carla Lavina Scotto, ha espresso la sua indignazione riguardo alle responsabilità che vanno oltre i titolari del locale, sottolineando che ci sono errori sistematici che hanno contribuito a questa tragedia. In un’intervista, ha affermato: “La procuratrice svizzera ha commesso molti errori fin dall’inizio.”



Durante la commemorazione avvenuta a Roma in via del Corso, Carla e il marito, Massimo Minghetti, hanno partecipato insieme a una folla di circa 700 persone per rendere omaggio al loro figlio. Carla ha continuato a dire che “ci sono responsabilità del Comune che, come si è scoperto, non ha fatto i controlli necessari.” Ha anche evidenziato come la gestione del paese sia in mano a poche famiglie, suggerendo che “penso che ci siano anche responsabilità da parte del governo svizzero.”

Riguardo all’arresto dei titolari della discoteca, Carla ha dichiarato: “Credo che sia una cosa positiva, era ora. Ma è anche vero che i delinquenti ci sono dappertutto e non è che ci possiamo fermare all’inchiesta su quelle due persone.” Ha sottolineato che le responsabilità sono diffuse e coinvolgono sia il governo che il Comune di Crans.

In merito all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Roma, Carla ha espresso ottimismo: “Penso proprio di sì. In questo modo potrà mettere pressione a chi sta indagando in Svizzera.” Ha riferito di aver consultato diversi avvocati che hanno descritto la situazione come complessa, aggiungendo che stanno ancora valutando le prossime mosse legali.

Il padre di Riccardo, Massimo, ha detto: “Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani,” sottolineando l’importanza dell’intervento della Procura in questo momento difficile. Entrambi i genitori hanno espresso una forte necessità di giustizia per la morte del loro figlio e per le altre vittime, affermando che il mondo si è mobilitato per ottenere risposte.

Riguardo alla mancanza di scuse da parte dei titolari della discoteca, Massimo ha detto: “A noi non interessa questo. La mancanza di rispetto c’era stata non tanto nei nostri confronti ma di ragazzi di quindici anni che hanno perso la vita.” Ha insistito sul fatto che la vita di ogni persona è sacra e merita rispetto, affermando che “questo in quel locale non è successo.”

La sorella di Riccardo, Matilde, era presente alla festa e ha raccontato ai genitori gli eventi drammatici di quella notte. Matilde ha spiegato di essere stata riaccompagnata a casa intorno all’1:20 e di aver sentito un’esplosione poco dopo. “Ho cercato di contattare Riccardo ma non rispondeva,” ha detto Carla, aggiungendo che il telefono di Riccardo aveva perso la geolocalizzazione. Quando Matilde l’ha avvisata dell’esplosione, Carla è corsa subito al locale, dove ha visto “scene drammatiche, ragazzi feriti stesi sui divani del locale accanto.”

Carla ha anche riflettuto sulla sicurezza del locale, affermando: “Era un locale carino, con una bella vetrata che consentiva di vedere il cielo mentre prendevi il caffè. Mai pensato che non fosse sicuro.” Nonostante fosse un ingegnere e avesse sempre prestato attenzione alla sicurezza, non ha mai immaginato che ci potessero essere problemi.



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