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Cane aggredito e ucciso da un amstaff, 49enne incinta sotto shock perde il bimbo



Una tragica vicenda ha scosso la comunità di Merine, frazione di Lizzanello, in provincia di Lecce. Una donna di 49 anni, incinta di tre mesi, ha assistito all’aggressione e all’uccisione del suo bulldog da parte di un cane di razza amstaff. L’evento, avvenuto domenica 11 gennaio, ha portato la donna a sentirsi male e a perdere il bambino che portava in grembo, mentre si trovava ricoverata nel reparto di Ostetricia dell’ospedale ‘Vito Fazzi’.



Secondo le ricostruzioni fornite dai quotidiani locali, il bulldog della donna sarebbe stato attaccato dall’amstaff, che era libero e senza museruola, all’interno di un complesso residenziale. L’aggressione è stata così violenta che alcuni testimoni, dopo aver assistito alla scena, hanno immediatamente lanciato l’allerta, preoccupati per la salute della donna. Le forze dell’ordine, tra cui Polizia e Carabinieri, sono intervenute rapidamente sul posto. Quando sono arrivati, l’amstaff era ancora molto agitato, costringendo gli agenti a isolare l’area per garantire la sicurezza di tutti i presenti.

Attualmente, gli investigatori stanno conducendo ulteriori approfondimenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. Nonostante il malore della donna sia avvenuto poco dopo l’aggressione, al momento non ci sono elementi certi che possano stabilire un nesso diretto tra il malore e l’interruzione della gravidanza. Le forze dell’ordine stanno esaminando questa ipotesi, mentre la Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce sulla vicenda.

Il proprietario del cane aggressore, un uomo di 52 anni residente nella zona, è stato identificato e denunciato subito dopo l’incidente. Le accuse a suo carico includono omessa custodia e malgoverno di animali. La comunità locale è rimasta profondamente colpita da questo evento, che ha sollevato interrogativi sulla responsabilità dei proprietari di animali domestici e sulla sicurezza pubblica.

In seguito all’accaduto, si è aperto un dibattito sulla necessità di normative più rigorose riguardanti la custodia e il controllo dei cani, specialmente quelli di razze considerate potenzialmente pericolose. Molti residenti di Merine hanno espresso preoccupazione per la sicurezza degli animali e delle persone, sottolineando l’importanza di misure preventive per evitare simili tragedie in futuro.

La donna, nel frattempo, è sotto osservazione in ospedale, dove riceve le cure necessarie dopo il malore. La sua famiglia e gli amici sono accorsi per sostenerla in questo momento difficile, mentre la comunità si mobilita per offrire il proprio aiuto e supporto.

Questo drammatico episodio ha messo in evidenza non solo il dolore per la perdita dell’animale, ma anche le conseguenze emotive e fisiche che possono derivare da situazioni di violenza tra animali. Le autorità locali stanno monitorando la situazione e hanno promesso di collaborare con gli investigatori per garantire che giustizia venga fatta e che simili incidenti non si ripetano.



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