Durante un volo da Minneapolis a Londra, Rachel Green, 44 anni, si è addormentata sulla spalla della madre e non si è più risvegliata. La donna stava viaggiando nel Regno Unito per lavorare a un libro su Eleonora d’Aquitania. L’inevitabile tragedia si è consumata durante le sette ore e mezza di volo, e solo all’arrivo è emersa la drammatica realtà: Rachel era morta.
Un’inchiesta condotta presso il West London Coroner’s Court ha rivelato che nel corpo di Rachel erano presenti vari farmaci su prescrizione. A complicare ulteriormente la situazione, è emersa una condizione cardiaca mai diagnosticata: una malformazione congenita rara in cui una delle arterie coronarie era parzialmente ricoperta dal muscolo cardiaco. Gli esperti hanno concluso che la combinazione di questi fattori ha probabilmente portato al decesso della donna.
La sorella di Rachel, Roxanne Carney, ha descritto la donna come “una santa” e “la migliore zia del mondo” per suo figlio Jack. “Abbiamo perso un angelo sulla Terra e ne abbiamo guadagnato uno in cielo”, ha detto, ricordando i momenti difficili che Rachel aveva affrontato a causa di una malattia che l’aveva costretta a tornare nella sua città natale per la riabilitazione. “Ha affrontato tutto con coraggio e determinazione, con una forza che pochi possiedono. Era una persona incredibile e generosa: trovava gioia nell’aiutare gli altri. Se tutti potessimo essere anche solo un po’ come Rachel, il mondo sarebbe un posto migliore”.
I passeggeri del volo ricordano l’annuncio disperato: “Ci sono medici a bordo?”. Purtroppo, la richiesta è rimasta senza risposta, e i tentativi di rianimare Rachel si sono rivelati infruttuosi. Gli esami post mortem hanno rivelato nel suo sangue la presenza di antidepressivi, melatonina, cannabinoidi e una bassa concentrazione di alcol, senza segni di uso ricreativo di droghe.
Durante l’inchiesta, Roxanne ha espresso i suoi dubbi sulla gestione medica della salute di sua sorella, sottolineando che Rachel assumeva un mix di farmaci senza che fosse mai stata approfondita la patologia cardiaca di cui soffriva. “Come può accadere? Perché non è stata indirizzata a un cardiologo prima di ricevere questi farmaci?” ha chiesto, evidenziando il suo dolore e la sua frustrazione.
Il coroner senior, Lydia Brown, ha spiegato che, sfortunatamente, Rachel non aveva avuto alcuna possibilità di essere salvata. “La morte è stata istantanea. I farmaci e la condizione cardiaca hanno contribuito al tragico epilogo. Non ci sono prove che Rachel avesse usato sostanze in modo improprio”. Queste parole hanno cercato di chiarire la situazione, ma il dolore per la perdita di una vita così giovane e promettente rimane incolmabile.
La storia di Rachel Green ha suscitato una profonda commozione, non solo tra i familiari e gli amici, ma anche tra i passeggeri del volo e la comunità. La sua morte ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei viaggi aerei e sull’importanza di una corretta gestione della salute, soprattutto per chi assume farmaci.
La famiglia di Rachel si sta ora confrontando con la perdita e la mancanza di risposte, mentre cercano di onorare la memoria della donna che ha toccato così tante vite. Il suo amore per la scrittura e la sua dedizione alla ricerca storica rimarranno nel cuore di chi l’ha conosciuta.



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