Ilaria Salis, deputata all’Europarlamento, ha suscitato scalpore per la sua scelta di abbigliamento informale durante una recente sessione. La sua ignoranza riguardo alla storia dei fondatori di Adidas, i fratelli Adolf e Rudolf Dassler, che si iscrissero al partito nazista il 1° maggio 1933, ha ulteriormente alimentato le critiche. Rudolf Dassler, in particolare, era noto per il suo attivo sostegno al regime nazista, e la loro azienda, la Gebrüder Dassler, produsse stivali e materiali per la Wehrmacht durante il conflitto. La separazione dei fratelli Dassler e la fondazione di Adidas e Puma avvennero successivamente, nel dopoguerra.
Avvisate sta cialtrona chel’Adidas era nazista pic.twitter.com/tVgsgkBP3w
— DC News (@DNews10443) February 12, 2026
L’abbigliamento scelto da Ilaria Salis durante un intervento al Parlamento Europeo ha suscitato un’ondata di critiche sui social media. L’ex insegnante, eletta nel 2024 dopo la lunga detenzione in Ungheria, si è presentata sul podio con una felpa sportiva rosa con zip, tipica da corsa o allenamento, dando l’impressione, secondo numerosi commentatori, di essere “appena tornata da una corsetta al parco”.
Il video, condiviso dalla stessa Salis, ha raccolto immediatamente reazioni e polemiche. Tra i commenti, si legge: “È appena tornata da una scampagnata? Possiamo evitare queste figure davanti a tutta Europa?”, “La prossima volta in costume, non ho mai visto un politico in tuta”, “Pronta per la lezione di personal?” o ancora “Della serie: dico 7 o 8 volte fascismo e poi di corsa alla lezione di pilates”. Le critiche si concentrano sul mancato rispetto per l’istituzione, pur riconoscendo che il Regolamento del Parlamento Europeo non impone regole rigide sull’abbigliamento, limitandosi a invocare il “buon senso” e a tollerare uno stile casual-chic (jeans, scarpe da ginnastica con camicia o giacca).
Questo non è il primo episodio che ha suscitato dibattito. L’8 giugno 2025, durante i referendum sul lavoro e sulla cittadinanza, Salis si era recata al seggio elettorale in canottiera e pantaloncini (tenuta percepita come “da mare” o “da spiaggia”), con sospetti di ciabatte o infradito ai piedi. Anche in quell’occasione, era scoppiata una bufera online: “Vestiti decentemente”, “Rappresenti l’Italia, vestiti con decoro”, “Tenuta da centro sociale”. Del resto, proprio con quest’ultimo outfit la Salis si trova perfettamente a proprio agio.



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