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Grande Fratello Vip, Andreas Muller confessa il difficile passato con il fratello Daniel: «Mi vergognavo di lui»



Andreas Muller racconta al Grande Fratello Vip il rapporto complicato con il fratello Daniel, dalla distanza durante l’infanzia alla passione condivisa per la danza.



Un racconto personale, che attraversa gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza fino ad arrivare al legame che oggi unisce due fratelli. Nella Casa del Grande Fratello Vip 2026, Andreas Muller ha parlato a lungo con Marina La Rosa di Daniel, suo fratello maggiore, che convive con una disabilità conseguente a una rara forma di meningite contratta quando era ancora neonato. Il ballerino ha ripercorso alcuni episodi familiari, ammettendo di aver avuto in passato atteggiamenti di rifiuto nei suoi confronti e di aver impiegato diversi anni prima di comprendere pienamente la sua condizione.

Non è la prima volta che l’ex vincitore di Amici affronta pubblicamente questo argomento. Già lo scorso febbraio, durante un’intervista a Verissimo, aveva spiegato quanto fosse stato complicato costruire un rapporto con Daniel, soprattutto in una fase della vita nella quale il desiderio di sentirsi accettato dagli amici aveva condizionato il suo comportamento.

In quell’occasione, Andreas aveva dichiarato: “Con mio fratello non avevo proprio rapporto, lo tenevo molto distante perché lo ritenevo diverso, mi sono comportato come si comportano oggi le persone che non riconoscono la malattia. Inizialmente l’ho escluso, perché ero molto piccolo, in quella fase d’età in cui sei adolescente, fai gruppo con gli amici, cerchi di essere solo dove c’è la cosa cool e mio fratello secondo me non era figo in quel momento, era diverso, quindi io in primis l’ho ignorato”.

Un’ammissione sulla quale il concorrente è tornato anche nel reality di Canale 5, aggiungendo ulteriori dettagli relativi alla quotidianità della sua famiglia.

Durante la conversazione con Marina, Andreas Muller ha spiegato che da bambino non riusciva a interpretare correttamente alcuni comportamenti del fratello. Sebbene i genitori avessero provato a parlargli delle conseguenze della meningite, non aveva compreso la portata di ciò che gli veniva raccontato.

“Io mi vergognavo di lui, perché era proprio strano, diverso. Però quando hai dieci anni… Io lo vedevo strano, non sapevo che ci fosse un problema, ma anche se me l’avessero spiegato non avrei capito. Da piccolo pensi agli affari tuoi, con gli amici parli delle ragazze, parli dei vestiti, parli del pallone. I miei genitori mi hanno detto che aveva un problema, ci hanno anche provato, però quando sei un bambinetto e non vuoi capire… Non ho dato un valore a quello che mi stavano dicendo e non avevo capito la gravità”.

Il distacco, secondo quanto riferito dal ballerino, non si limitava alla mancanza di dialogo tra le mura domestiche. Andreas ha ricordato che, quando incontrava Daniel per strada mentre si trovava con altri ragazzi, preferiva cambiare direzione per evitare di essere visto insieme a lui.

In alcuni momenti arrivò persino a nascondere la sua esistenza, raccontando alle persone che frequentava di avere soltanto un fratello, Alessio.

“Mi ricordo che io avevo proprio questo allontanamento, lo vedevo in giro e prendevo proprio l’altra strada. C’è stato anche un momento in cui ai ragazzi con cui uscivo dicevo che io avevo un solo fratello e non due. L’ho vissuta un po’ male, anche con lui in casa. Se c’era un piccolo avvicinamento, la parola più ricorrente con cui lo chiamavo era quella con la “m”, non l’ho vissuta bene. Poi c’è stato un momento in cui forse ero più lucido, mia madre mi ha preso in disparte, mi ha spiegato che lui ha avuto una meningite alla nascita e che poi la situazione si è complicata. Lui adesso ha dei problemi, ma non a livello motorio”.

Nel suo racconto, Muller ha affrontato anche le difficoltà incontrate da Daniel durante gli anni scolastici. Il fratello, stando alle sue parole, sarebbe stato ripetutamente preso di mira da altri ragazzi, subendo episodi di bullismo e aggressioni fisiche.

Andreas ha ricordato alcune immagini rimaste impresse nella sua memoria, tra cui quelle di Daniel che rientrava a casa con lividi e ferite. Ha inoltre riconosciuto che, proprio in quel periodo, il suo atteggiamento contribuiva ad aumentare la distanza tra loro.

“Lui ha vissuto tutta la prima parte della sua infanzia in modo tremendo. Non sa come approcciarsi a una donna, quindi alle medie, alle superiori, questo può avergli dato abbastanza problemi. Anche solo interfacciarsi con una ragazza che fosse occupata, sicuramente qualche pizza gli è arrivata. Io ho queste immagini da piccolo, che lo vedo tornare con un occhio nero, oppure con delle ferite al fianco. Lo bullizzavano molto, era la pecora nera delle situazioni, come lo era per me, lo era per gli altri, per loro era l’handicappato. Nei paesini piccoli è peggio, uno pensa che in un paesino piccolo uno sia più protetto, non è vero, è molto peggio! Nei piccoli centri sei preso di mira”.

Il rapporto tra i due fratelli ha iniziato a cambiare grazie a un intervento della madre, che ha individuato nella passione di Daniel per la danza una possibile occasione di avvicinamento.

Anziché limitarsi a spiegare ad Andreas le difficoltà del fratello, la donna gli ha chiesto di dedicargli del tempo e di ascoltarlo quando parlava di ciò che amava fare. Daniel, infatti, seguiva con particolare interesse il mondo del ballo e desiderava condividere questa passione anche con lui.

Dopo diverse richieste, Andreas ha accettato di partecipare a una lezione insieme al fratello. Un’esperienza inizialmente affrontata con imbarazzo, ma che avrebbe segnato l’inizio del suo percorso artistico.

“Piano, piano ho capito quello che mia madre voleva provare a dirmi. Lei è stata bravissima, non si è concentrata nel dirmi cosa avesse Daniel. Mia madre ha iniziato a dirmi che le volte che Daniel cercava di comunicare con me, mi diceva quanto fosse appassionato del ballo. Mi è stato chiesto di fare un piccolo sforzo e di ascoltarlo e quindi dopo tanto tempo che me lo chiedeva, io sono andato a fare questa lezione di danza con lui, ma vergognandomi. Da quel momento ho lasciato il calcio e ho iniziato a ballare, mi è piaciuta da subito la danza. Non ero fatto per il calcio, quando la palla mi arrivava addosso mi scansavo, non ho mai avuto quella vena aggressiva”.

Quella prima lezione rappresentò dunque un cambiamento importante non soltanto per la relazione familiare, ma anche per il futuro professionale del ballerino. Attraverso Daniel, Andreas scoprì una disciplina che negli anni successivi lo avrebbe portato a partecipare ad Amici e a costruire una carriera nel mondo dello spettacolo.

Rispondendo alle domande di Marina La Rosa, il concorrente ha ricordato che il fratello non si limitava a seguire la danza come spettatore. Per un periodo aveva praticato personalmente hip hop, entrando anche a far parte di un gruppo.

“Daniel mi ha sempre seguito nella danza. Lui è sempre stato un vero appassionato, a casa si guardava Step Up 1, Step Up 2, Flashdance. Era ossessionato, parlava sempre e solo di ballo. Se fosse qui con noi parlerebbe solo di quello, ricordando anche quando faceva parte di una crew e ballava. C’è stato un periodo in cui ha ballato davvero”.

Oggi il rapporto tra Andreas Muller e Daniel è profondamente diverso da quello descritto nei ricordi dell’infanzia. Il ballerino ha più volte riconosciuto il ruolo avuto dal fratello nella sua crescita personale e professionale, collocandolo tra le persone più importanti della propria vita, insieme alle figlie.

Lo aveva già sottolineato durante la precedente intervista televisiva: “Sono arrivato a costruire quello che secondo me oggi è un rapporto speciale perché viene prima di tutto, come le mie figlie. Mi ha dato l’input a realizzare tante cose nella mia vita, non avrei mai ballato se non fosse stato per lui, gli devo tanto”.

La confessione al Grande Fratello Vip ha riportato così all’attenzione del pubblico una parte della storia familiare del concorrente. Nel confronto con Marina, Andreas non ha omesso gli episodi nei quali riconosce di essersi comportato in maniera sbagliata, ricostruendo il percorso che ha trasformato una relazione segnata dalla distanza in un legame quotidiano.

Un cambiamento passato anche attraverso quella prima lezione di ballo condivisa con Daniel, dalla quale sarebbe nata la passione destinata a diventare il lavoro di Andreas Muller.

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