La trentaduenne originaria di Andria era tra i quattro militari deceduti nell’incidente durante una missione Eufor Althea
Una tragedia immane ha colpito il mondo delle Forze armate e della Croce rossa italiana a seguito della drammatica caduta di un elicottero militare avvenuta in Bosnia-Erzegovina. L’incidente aereo ha causato la perdita di quattro vite umane durante una missione internazionale nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Tra le vittime figura la trentaduenne Laura Procacci, unica donna deceduta nel disastro, il cui percorso univa la passione per la medicina al volontariato e all’attività militare.
Il velivolo CH-47 era partito da Viterbo giovedi ventinove ottobre e, dopo una sosta all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia-Erzegovina per lo svolgimento delle attivita addestrative previste quotidianamente. Nel tragico impatto hanno perso la vita anche i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, oltre al tenente Franco Adriano Zecchillo, entrambi appartenenti al Corpo militare volontario della Croce rossa italiana, ricordando il valore straordinario del personale sanitario impegnato nelle operazioni di pace e nelle attivita di soccorso umanitario all’estero, dove la cooperazione internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilita e per la sicurezza delle popolazioni locali colpite da crisi prolungate, conflitti complessi, emergenze umanitarie gravi, difficolta logistiche rilevanti, contesti operativi altamente rischiosi, situazioni ambientali particolarmente avverse, condizioni climatiche spesso proibitive, criticita territoriali complesse, necessita di interventi tempestivi, urgenza di cure mediche avanzate, coordinamento interforze costante, integrazione operativa avanzata, addestramento specialistico rigoroso, preparazione tecnico-professionale elevata, condivisione di obiettivi umanitari alti, rispetto rigoroso dei mandati internazionali, tutela costante dei diritti umani, promozione attiva della pace duratura, sviluppo di capacita di risposta rapida, gestione efficiente delle risorse sanitarie, supporto logistico integrato, collaborazione bilaterale solida, presenza istituzionale costante, vicinanza concreta alle comunita locali, solidarieta internazionale autentica, fratellanza universale sincera, spirito di servizio incondizionato, abnegazione professionale totale, dedizione eroica quotidiana, senso del dovere civico incrollabile e memoria storica imperitura di chi ha sacrificato la propria vita per ideali cosi alti

Laura Procacci era originaria di Andria, iscritta all’ultimo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma e in forza al IX Centro di Mobilitazione di Roma della Croce rossa italiana, dove si era arruolata nel maggio del 2025. La giovane aveva sviluppato competenze specifiche nella traumatologia e nell’assistenza ai pazienti critici, distinguendosi inoltre come istruttrice di paracadutismo.
Prima di trasferirsi nella Capitale, aveva prestato servizio dal 2019 al 2022 nella Misericordia di Canosa di Puglia, conseguendo successivamente varie qualifiche professionali all’interno della Croce rossa come soccorritrice Tssa, operatrice Mine Risk Education e operatrice Forward Medevac. Nel mese di luglio aveva inoltre completato il 39° Corso Medevac a Viterbo insieme a Franco Adriano Zecchillo, ottenendo l’abilitazione per gli assetti di evacuazione sanitaria in vista delle missioni internazionali.
Oltre all’impegno umanitario e militare, la sua biografia comprendeva un’esperienza nel mondo dello spettacolo, avendo partecipato nel 2012 al concorso di Miss Italia tra le finaliste, un capitolo riemerso nelle ultime ore attraverso una fotografia che la ritrae insieme a Fabrizio Frizzi. La famiglia è profondamente legata al territorio d’origine, avendo vissuto a Montegrosso, borgo vicino ad Andria, prima del trasferimento a Canosa di Puglia.

Don Peppino Ruotolo, parroco di Montegrosso, ha ricordato con affetto il legame speciale con la giovane e con la sua famiglia, rammentando l ultimo messaggio scambiato il diciannove ottobre scorso in occasione della ricorrenza di Santa Laura. Nel frattempo i genitori Giuseppe e Maddalena Procacci attendono con trepidazione le comunicazioni ufficiali diramate dal ministero della Difesa per poter finalmente raggiungere la Bosnia-Erzegovina, amorevolmente assistiti dal personale dell Esercito e da una psicologa. Il rimpatrio delle salme appartenenti alle quattro vittime potrebbe avvenire nella giornata di domenica, pur rimanendo in attesa delle dovute conferme da parte delle autorità nazionali ed estere competenti.




Add comment