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Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1, l’Italia festeggia il titolo dopo 73 anni

Il pilota della Mercedes ha conquistato il campionato iridato a vent’anni sul circuito di Città del Messico



Il pilota della Mercedes ha conquistato il campionato iridato a vent’anni sul circuito di Città del Messico



Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il titolo Mondiale di Formula 1 al termine di una stagione dominata con la monoposto della Mercedes. Il pilota bolognese, all’età di vent’anni, ha interrotto un digiuno che durava da settantatré anni per l’automobilismo italiano. L’ultimo connazionale a trionfare nella massima categoria era stato Alberto Ascari nel 1953, anno del suo secondo successo iridato con la Ferrari. La consacrazione matematica è arrivata domenica 1 novembre sul circuito Hermanos Rodríguez, in concomitanza con la ricorrenza messicana del Día de Muertos. Per assicurarsi il primato in classifica, al giovane debuttante sarebbe bastato un piazzamento a punti ma la condotta di gara si è rivelata molto ambiziosa.

La corsa sul tracciato di Città del Messico si è sviluppata attraverso una serie di eventi complessi, caratterizzati da strategie differenziate, contatti in pista e interruzioni con bandiera rossa. Lo schieramento di partenza vedeva il portacolori della scuderia tedesca fermo dalla quarta casella. Nel corso della competizione, il principale avversario per il titolo e compagno di box George Russell ha ricevuto una penalità di dieci secondi a seguito di uno scontro con Isack Hadjar.

Un ulteriore momento decisivo si è verificato dopo la bandiera rossa causata dall’incidente di Valtteri Bottas. Alla nuova ripartenza, Lewis Hamilton è riuscito a superare Charles Leclerc, mentre Antonelli ha trovato il varco per attaccare il ferrarista alla prima curva del giro successivo. Quel sorpasso gli ha consegnato il terzo posto, poi difeso fino alla bandiera a scacchi nonostante un’ulteriore Safety Car per l’incidente di Arvid Lindblad. Quindici punti conquistati in una domenica in cui ne sarebbero bastati soltanto due per chiudere i conti.

Sul podio messicano, il ventenne italiano ha potuto finalmente festeggiare il risultato più importante della sua straordinaria carriera, guadagnando la terza posizione finale dietro a Max Verstappen e allo stesso Hamilton, suggellando così la propria superiorità nel campionato.

Il percorso che ha condotto alla conquista del campionato si fonda su una serie di risultati di alto livello ottenuti nei mesi precedenti. Prima dell’appuntamento messicano, il ventenne aveva già collezionato nove vittorie parziali, inaugurando la propria marcia trionfale in Cina e proseguendo con l’affermazione in Giappone. Tra le prove più complesse spicca quella disputata sul tracciato di Monza, dove il successo era arrivato nonostante una partenza dalla diciannovesima casella dello schieramento. Anche sul circuito di Austin il pilota aveva imposto il proprio ritmo, gestendo con autorità la vettura e accumulando un margine consistente nei confronti dei concorrenti più esperti.

La scelta di puntare sul giovane esordiente porta la firma di Toto Wolff, responsabile della gestione sportiva della Mercedes. Il dirigente austriaco aveva individuato le qualità del bolognese durante il percorso nelle categorie minori, accelerandone l’approdo nel circus Mondiale. Nel 2025, a diciotto anni, il pilota aveva ereditato la vettura lasciata libera da Lewis Hamilton, affrontando una fase iniziale segnata da errori e incidenti che avevano alimentato dubbi sulla decisione della squadra. Il supporto costante della dirigenza ha permesso all’atleta di compiere un salto di qualità nel corso del 2026, riducendo le sbavature e convertendo la velocità pura in risultati concreti per la classifica iridata.

Il traguardo raggiunto rappresenta il punto di arrivo di un percorso vissuto con il sostegno della famiglia, in particolare del padre Marco, che ha seguito la crescita del figlio sin dalle prime esperienze sui kart. Alla vigilia della prova messicana, lo stesso pilota aveva ammesso di avvertire una tensione considerevole, legata all’importanza della posta in palio. Con questo risultato, l’Italia ritrova un campione iridato nell’albo d’oro della Formula 1, affiancando il nome di Andrea Kimi Antonelli a quello di Alberto Ascari e aprendo una nuova pagina nella storia dello sport nazionale.



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