Il tribunale di Milano salva il referendum: respinto ricorso di Onida Read

Il referendum  costituzionale di  Renzi e’ salvo. Il tribunale di Milano ha respinto anche l’ultimo ricorso, quello dell’ex presidente della corte costituzionale Valerio Onida. Secondo il giudice Loretta Dorigo, che avrebbe fatto volentieri a meno dei riflettori non ha ravvisato restrizioni alla libertà del diritto di voto.
Respinto anche un altro ricorso, depositato da un gruppo di legali composto da Aldo Bozzi, Claudio e Ilaria Tani con il supporto” ad aduvantium” di Felice Carlo Besostri lo stesso pool che ha scritto il ricorso che ha determinato la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta.
Secondo la legge ricorrente istitutiva del referendum (la 352 del 1970) che a loro giudizio violerebbe la Costituzione perché non prevede lo spacchettamento del quesito.
In effetti, l’unico quesito chiede di approvare o bocciare  una riforma non omogenea che contiene vari provvedimenti.Quali; il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione del Cnel, e la revisione del titoloV della Costituzione. Da qui’ la richiesta di Onida di sollevare la questione di illegittima costituzionalita.'( Gli elettori sono chiamati a sceglierla o rifiutarla). Istanza bocciata dal giudice civile che oggi ha sciolto la sua riserva, e ritenendo di non ravvisare una manifesta lesione al diritto di voto: “in quanto è la stessa Costituzione all’art.138 “a connotare l’oggetto del referendum costituzionale come unitario e non scomponibile”.

“E’ del tutto evidente  che competerà a ogni singolo elettorale formulare una valutazione complessiva di tutte le ragioni a favore e di quelle contrarie di tutte le parti di cui è composta la riforma, insieme considerate, esprimendo infine un voto sulla base della prevalenza del giudizio favorevole o sfavorevole formulato in ordine a talune sue parti, ovvero, secondo ogni altra valutazione”.

 C’è  da dire che un eventuale accoglimento del ricorso avrebbe  paradossalmente favorito il fronte del Sì, contro cui lo stesso Onida è schierato.

In sostanza, una zappata sui piedi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*