Umberto Veronesi e la sua dieta contro il cancro: la spesa consigliata

Sempre più numerosi studi indicano che l’alimentazione sana è in grado di salvaguardare il nostro corpo dall’insorgenza di neoplasie .L’ipotesi che l’alimentazione di tutti i giorni possa avere a che fare con l’insorgenza o, al contrario, con la prevenzione dei tumori ha attirato l’attenzione dei ricercatori già a partire dagli anni ‘40 del secolo scorso. Oggi sappiamo con certezza, grazie ai numerosi studi scientifici pubblicati sull’argomento, che esiste una precisa relazione tra dieta e cancro. Agli inizi le ricerche si basavano su raffronti, condotti a livello internazionale, di tutti i dati disponibili sull’assunzione di cibo nella popolazione generale con i tassi di mortalità per tumore. La prima scoperta, sensazionale per quel tempo, fu che esisteva una correlazione tra assunzione di grassi alimentari e insorgenza di tumore al seno. Nei decenni successivi le tecniche di valutazione e i metodi usati negli studi scientifici sono migliorati al punto da definire un nuovo ramo della ricerca scientifica: l’epidemiologia nutrizionale.umberto-veronesi-ape10

DIETA EQUILIBRATA- Ci sono cibi che se assunti per lunghi periodi possono prevenire oppure favorire la trasformazione neoplastica di una cellula. E nonostante molti meccanismi e diverse molecole coinvolte siano ancora considerati semplici imputati, e non sicuramente colpevoli, la ricerca, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Lo stesso vale per la maggior parte dei cibi descritti spesso dai giornali come i “salvaprostata” o i “salvaseno” della situazione. Va detto però che, mentre i ricercatori continuano il loro lavoro quotidiano di analisi dei singoli cibi e dei loro componenti, utili o pericolosi che siano, oggi sappiamo con ragionevole certezza che una dieta sana ed equilibrata è in grado di ridurre fino a oltre il 30% il rischio di avere un tumore. Sono infatti ormai tantissimi gli studi, realizzati su diversi gruppi di popolazione nel mondo, che dimostrano quanto una maggiore o minore diffusione del cancro dipenda in larga parte anche da come si vive, da ciò che si mangia e perfino da quanto si mangia.

FATTORE TEMPO- I meccanismi biologici con cui gli alimenti favoriscono la trasformazione tumorale delle cellule sono numerosi e complessi e quindi è ragionevole pensare che un’alimentazione preventiva significhi essenzialmente condurre una dieta equilibrata, in cui si mangiano un ventaglio ampio di alimenti diversi, assunti costantemente nel corso degli anni. Il fattore tempo infatti gioca un ruolo fondamentale. Perchè i cambiamenti dietetici possano dare risultati tangibili, in termini di prevenzione oncologica, ci vuole tempo: per questa ragione è necessario che le abitudini alimentari “protettive” inizino già da bambini e siano portate avanti per molti anni. I segni tangibili dei cambiamenti nella dieta fanno la loro comparsa, a livello di prevenzione, dopo almeno 15 anni dal suo inizio.

FRUTTA E VERDURA- Uno dei dati ormai incontrovertibili che si trova in tutta o quasi la letteratura scientifica su questo argomento, oltre alla pericolosità dei grassi animali soprattutto per quanto riguarda il carcinoma mammario, è l’alto valore protettivo di frutta e verdura. Consumare questi alimenti in grandi quantità ostacola la comparsa della gran parte dei tumori: bocca, laringe, esofago, stomaco, intestino. Frutta e verdura sono infatti ricchissime di sostanze preziose, come vitamine, fibre e inibitori della cancerogenesi (flavonoidi e isoflavoni). Non mettere in tavola ogni giorno questi alimenti significa privare l’organismo di importanti scudi naturali, che da un lato neutralizzano gli agenti cancerogeni e dall’altro riducono la capacità delle cellule tumorali di proliferare.

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Dieta contro il cancro, ecco gli alimenti consigliati da Umberto Veronesi.

“Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione”, è la raccomandazione con cui Umberto Veronesi ci ha lasciati l’8 di novembre. Oggi sappiamo con certezza, grazie ai numerosi studi scientifici pubblicati sull’argomento, che esiste una precisa relazione tra dieta e cancro. La dieta anticancro è un regime vario ed equilibrato, nel quale gli alimenti vengono alternati e preparati con pochi grassi e cotture salutari.

Il consumo di alcuni alimenti dovrebbe essere ridotto e limitato; rientrano in questa sezione i salumi, gli insaccati e le carni rosse. In particolare i salumi devono essere consumati di rado per via di alcune sostanze utilizzate per la loro conservazione e che, alla lunga, potrebbero rivelarsi dannose. La carne rossa non è da eliminare ma semplicemente da consumare più di rado a causa dell’alta percentuale di grassi saturi.

Invece, è consigliabile il consumo di carni bianche e di pesce; quest’ultimo è ricco di proteine, contiene pochi grassi.  Nella prevenzione di molte patologie, l‘alimentazione gioca un ruolo importantissimo che mantiene anche quando si parla di prevenire i tumori. Naturalmente, i carcinomi non sono causati esclusivamente dal tipo di dieta seguita ma, secondo il Dottor Veronesi lo sono tra il 25 e il 30%. La natura fornisce una grande varietà di cibi che proteggono la nostra salute, favoriscono il benessere e tengono lontani i tumori. Si tratta di alimenti che sono particolarmente indicati per la prevenzione mentre se si è ammalati di cancro, è fondamentale continuare a seguire le indicazioni del centro presso il quale si è in cura.

La dieta dovrebbe essere più semplice e con alimenti più naturali e meno sofisticati. Gli alimenti cheindicava il professor Veronesi sono: i pomodori, i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche. E poi le fragole, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, le castagne. Ancora: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva. Fondamentale anche un buon bicchiere di vino rosso, sempre senza esagerare.

Un ruolo cardine è svolto dal tipo di cottura impiegato; fra quelli meno consigliati vi è quello alla piastra perchè il cibo raggiunge alte temperature, spesso si bruciacchia, e sviluppa così delle sostanze particolarmente dannose come gli idrocarburi policiclici. E’ meglio optare per una cottura al cartoccio o in umido, evitando quindi di impiegare grandi quantità di sostanze grasse. E’ anche importante ridurre il consumo di cibi fritti e preferiti o contenenti troppi grassi

Dieta equilibrata. Ci sono cibi – scrive http://www.improntaunika.it/ – che se assunti per lunghi periodi possono prevenire oppure favorire la trasformazione neoplastica di una cellula. E nonostante molti meccanismi e diverse molecole coinvolte siano ancora considerati semplici imputati, e non sicuramente colpevoli, la ricerca, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante. Lo stesso vale per la maggior parte dei cibi descritti spesso dai giornali come i “salvaprostata” o i “salvaseno” della situazione. Va detto però che, mentre i ricercatori continuano il loro lavoro quotidiano di analisi dei singoli cibi e dei loro componenti, utili o pericolosi che siano, oggi sappiamo con ragionevole certezza che una dieta sana ed equilibrata è in grado di ridurre fino a oltre il 30% il rischio di avere un tumore. Sono infatti ormai tantissimi gli studi, realizzati su diversi gruppi di popolazione nel mondo, che dimostrano quanto una maggiore o minore diffusione del cancro dipenda in larga parte anche da come si vive, da ciò che si mangia e perfino da quanto si mangia.

I nutrienti – proteine, carboidrati, grassi, minerali, vitamine e decine di altre sostanze contenute in piccolissime quantità negli alimenti – sono coinvolti nelle reazioni tipiche del nostro organismo, tra cui quelle del Dna e i processi a esso strettamente legati. Grazie a questa scoperta, negli anni è cresciuto l’interesse nei confronti della nutrigenomica, la scienza che studia gli effetti della dieta sul nostro organismo. In questo campo, molta attenzione è stata rivolta alle antocianine, pigmenti coloranti che si trovano negli alimenti di origine vegetale, per cui si consiglia un consumo complessivo di dieci porzioni al giorno (cinque di frutta e cinque di verdura).

Negli anni la comunità scientifica ha portato alla luce diversi benefici per la salute: dall’effetto antinfiammatorio e antiossidante alla salvaguardia della pelle dai raggi ultravioletti, dalla prevenzione delle malattie neurodegenerative alla lotta all’obesità. Ma i potenziali benefici apportati dalle antocianine alla salute sono molteplici. Un aspetto che ha spinto la Fondazione Umberto Veronesi a trattare il tema in maniera approfondita nell’ultimo quaderno della collana «La Salute in Tavola».

Fattore tempo. I meccanismi biologici con cui gli alimenti favoriscono la trasformazione tumorale delle cellule sono numerosi e complessi e quindi è ragionevole pensare che un’alimentazione preventiva significhi essenzialmente condurre una dieta equilibrata, in cui si mangiano un ventaglio ampio di alimenti diversi, assunti costantemente nel corso degli anni. Il fattore tempo infatti gioca un ruolo fondamentale. Perchè i cambiamenti dietetici possano dare risultati tangibili, in termini di prevenzione oncologica, ci vuole tempo: per questa ragione è necessario che le abitudini alimentari “protettive” inizino già da bambini e siano portate avanti per molti anni. I segni tangibili dei cambiamenti nella dieta fanno la loro comparsa, a livello di prevenzione, dopo almeno 15 anni dal suo inizio.

Uno dei dati ormai incontrovertibili che si trova in tutta o quasi la letteratura scientifica su questo argomento, oltre alla pericolosità dei grassi animali soprattutto per quanto riguarda il carcinoma mammario, è l’alto valore protettivo di frutta e verdura. Consumare questi alimenti in grandi quantità ostacola la comparsa della gran parte dei tumori: bocca, laringe, esofago, stomaco, intestino. Frutta e verdura sono infatti ricchissime di sostanze preziose, come vitamine, fibre e inibitori della cancerogenesi (flavonoidi e isoflavoni). Non mettere in tavola ogni giorno questi alimenti significa privare l’organismo di importanti scudi naturali, che da un lato neutralizzano gli agenti cancerogeni e dall’altro riducono la capacità delle cellule tumorali di proliferare.

Per ridurre le possibilità di contrarre un tumore è importante non consumare cibi e bevande bollenti. Numerosi studi, condotti nei Paesi orientali dove per tradizione si mangiano cibi caldissimi, hanno dimostrato che si assiste ad una percentuale maggiore di casi di cancro allo stomaco e all’esofago. Quindi è opportuno evitare di cibarsi di alimenti che scottano; questo suggerimento è valido anche per le bevande, come per esempio il caffè.

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1. Limitare il consumo di salumi per via di alcune sostanze utilizzate per la loro conservazione e che, alla lunga, potrebbero rivelarsi dannose.

2. Ridurre anche in consumo di carne rossa perché ricca di grassi saturi.

3. Semaforo verde a carni bianche , crostacei, molluschi e pesce in generale, ricco di proteine e povero di grassi.

4. Sì allo yogurt, all’olio d’oliva e a un buon bicchiere di vino rosso, sempre senza esagerare.

5. Il tè verde e la curcuma sono tra i più importanti alimenti anticancro a nostra disposizione.

6. Tra gli alimenti da preferire: pomodori, broccoli, arance, zucca, cavoli, fagiolini verdi, carota, verdure a foglia verde, legumi, aglio, cipolla, piselli, peperoni, patate, cetrioli, erbe aromatiche…

7. Tra la frutta: fragole, albicocche, lamponi, uva, melone, anguria, mirtilli, castagne….

8. Preferire frutta e verdura cruda e di stagione.

9. Le cotture più consigliate sono al cartoccio o in umido, evitando quindi di impiegare grandi quantità di sostanze grasse.

10. Ridurre il consumo di cibi fritti o contenenti troppi grassi ed evitare la piastra (la parte bruciacchia è ricca di sostanze dannose come gli idrocarburi policiclici).

11. È necessario che le abitudini alimentari “protettive” inizino già da bambini.

12. Non eliminare i carboidrati sostituendoli in toto con le proteine: i reni, e non solo loro, ne soffriranno.

L’alimentazione fa la differenza contro i tumori

Umberto Veronesi, dopo anni di ricerche, concluse che l’alimentazione può fare la differenza nella lotta contro i tumori. Ecco perché raccomandava il consumo di determinati cibi e ne bandiva altri. Del resto, oltre a Veronesi, molti studiosi sono concordi nel ritenere cancerogeni certi alimenti e metodi di cottura. Cuocere i cibi a una temperatura troppo elevata, ad esempio, potrebbe favorire la dispersione di sostanze cancerose, quindi venefiche per l’organismo umano. Umberto Veronesi raccomandava di non consumare o ridurre molto il consumo di grassi e alimenti contenenti molte proteine animali. Sarebbe bene tenere alla larga anche additivi come nitriti e nitrati, presenti ad esempio negli insaccati,in quanto potrebbero trasformarsi in molecole cancerose a causa di alterazioni chimiche. E’ stato riscontrato che i grandi consumatori di insaccati rischiano seriamente il cancro allo stomaco.

 Dieta anti cancro per ridurre il rischio del 30%

Uno stile alimentare adeguato e salutare, secondo le ricerche condotte dal professor Veronesi, possono ridurre del 30% il rischio di tumori. Sembra insomma, che una dieta anti cancro esista veramente. Non tutti, però, sono a conoscenza degli alimenti ‘alleati’ contro le neoplasie. Veronesi sosteneva che, ogni giorno, tutti dovrebbero consumare molta frutta e verdura, in quanto cibi ricchi di fibre, vitamine e sostanze che ostacolano la formazione delle neoplasie come flavonoidi e isoflavoni. Assumendo ogni giorno una buona dose di frutta e verdura potremmo allontanare il rischio di cancro alla laringe, alla bocca, all’intestino, allo stomaco e all’esofago. Verdura e frutta sono determinanti per impedire la sviluppo delle cellule neoplastiche. Importanti anche i cereali come il farro, il grano, l’orzo e la frutta secca. Ovviamente, quest’ultima va assunta moderatamente, soprattutto da chi ha problemi di linea. Tra i condimenti bisogna assolutamente preferire l’olio d’oliva, possibilmente a crudo.

Bere almeno 2 litri di acqua al dì

Anche il professor Veronesi raccomandava di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno per purificare l’organismo e tonificare il sistema immunitario. Umberto Veronesi era un grande salutista e fautore della dieta vegetariana. Volete sapere quali alimenti, secondo il noto oncologo, dovrebbero essere eliminati dalla propria dieta o comunque, consumati con moderazione? In seguito riportiamo un elenco di cibi che aumenterebbero il rischio di neoplasie:
Se volete invece contrastare il cancro dovete mangiare più spesso frutta e verdura, specialmente cavoli, broccoli, pomodori, zucca, legumi, finocchi, frutti di bosco e uva. Grazie a innumerevoli studi, dunque, oggi sappiamo che c’è una precisa relazione tra dieta e tumori. E’ certo che determinati alimenti favoriscono o contrastano la conversione cancerosa di una cellula. I cambiamenti di dieta, però, non producono effetti tangibili subito; ci vogliono anche anni. E’ necessario perciò che già i bimbi siano avviati in un percorso alimentare sano. Secondo recenti studi, i mutamenti di stile alimentare producono i primi effetti positivi dopo 15 anni; quindi prima si inizia a mangiare cibi genuini e meglio è.
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