Acqua minerale, ritirati lotti per tricloetilene oltre i valori di guardia: tutti i dettagli

Il Ministero della salute ha provveduto al ritiro di alcune bottiglie di acqua minerale Acqua Fonte Italia effervescente chiarissima e frizzante venduta in bottiglie Pet da 1,5 litri. Il provvedimento si deve al riscontro di tricloroetilene in concentrazioni oltre valori di guardia stabiliti dalle norme. Questi i lotti di acqua minerale richiamati dal Ministero: L110918, L120918, L130918 e L15091 con termine minimo di conservazione 09/2019. L’acqua minerale viene imbottigliata presso lo stabilimento di contrada La Francesca ad Atella, in provincia di Potenza di Fonte Italia Srl. I consumatori sono invitati a controllare le confezioni già acquistate. Nel caso in cui le bottiglie acquisatte rispondono ai lotti segnalati vanno riportate nei punti vendita oppure scartate nei rifiuti.

Effetti sulla salute

Il tetracloroetilene ed il tricloroetilene vengono rapidamente e completamente assorbiti attraverso il tratto gastrointestinale. Attraverso il circolo sanguigno, si distribuiscono ampiamente nei tessuti e si concentrano soprattutto nel fegato, nel rene, nel sistema nervoso centrale, nei tessuti adiposi. Nel fegato sono metabolizzati da enzimi di un citocromo P450. Ambedue i composti vengono eliminati dal corpo principalmente attraverso l’aria espirata o come metaboliti attraverso le urine.

Dal punto di vista tossicologico ad alte concentrazioni il tetracloroetilene causa depressione del sistema nervoso centrale, mentre concentrazioni più basse danneggiano il fegato ed i reni. Studi di cancerogenicità hanno evidenziato che l’esposizione per via inalatoria e per somministrazione orale induce nei topi sia maschi che femmine un incremento di carcinomi epatocellulari. Nei ratti maschi alcuni studi evidenziano l’incremento dell’incidenza di leucemia a cellule mononucleate e di tumori renali. Nell’uomo ad alte concentrazioni il tetracloroetilene causa depressione del sistema nervoso centrale, mentre concentrazioni più basse danneggiano il fegato ed i reni.

Lo IARC lo ha classificato nel gruppo 2A (probabile cancerogeno per l’uomo). Il tricloroetilene sebbene appaia debolmente genotossico sia in vitro che in vivo, diversi suoi metaboliti sono genotossici e probabilmente cancerogeni per l’uomo. Anche il tricloroetilene è inserito dallo IARC nel gruppo 2A (probabile cancerogeno per l’uomo). La tossicità dello sviluppo è considerata l’effetto critico non cancerogeno, a causa della gravità dei danni osservate a basse concentrazioni , quali ad es. malformazioni cardiache.

Valore guida La OMS ha stabilito un valore guida di 40 µg/L, per il tetracloroetilene ed un valore guida provvisorio di 20 µg/L per il tricloroetilene. La provvisorietà del valore guida del tricloroetilene è attribuibile alla mancanza di sufficienti dati tossicologici La Dir. 98/83CE ed il suo recepimento il D.Lvo 31/2001e s.m.i hanno fissato un valore di parametro di 10 µg/L, espresso come somma delle concentrazioni dei due composti. Efficacia dei trattamenti Mediante trattamento con air stripping delle acque destinate al consumo umano è possibile ottenere una concentrazione di 1 µg/L per il tetracloroetilene e di 2 µg/L per il tricloroetilene utilizzando la tecnica dell’air stripping associata all’adsorbimento su filtri a carbone attivo granulare (GAG).

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