Diabete, nuovo metodo con rilascio di insulina ogni 5 minuti

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Per la prima volta in Umbria è stato applicato ad un paziente affetto da diabete tipo 1 dall’età adolescenziale un nuovo sistema di erogazione dell’insulina. “La novità – dice il Dottor Gabriele Perriello, direttore della struttura complessa di Endocrinologia e Malattie metaboliche del S. Maria della Misericordia – consiste nel fatto che il nuovo presidio dispone di un algoritmo che permette di somministrare insulina in modo automatico dopo l’acquisizione dei valori del glucosio da parte di un sensore”.

Fino ad ora il sistema veniva programmato dal diabetologo e quindi per la persona affetta da diabete non era possibile apportare modifiche contestuali. La nuova procedura, autorizzata dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) è attiva da poco tempo e il paziente che ora ne usufruisce è tra il ristretto numero cui è stato applicato in Italia.

Rilascio di insulina ogni 5 minuti

Il sistema, che ha avuto l’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco, eroga insulina ogni cinque minuti durante il corso dell’intera giornata, in base ai valori individuati dal sensore. Inoltre, può sospendere il rilascio dell’ormone quando il rilevatore segnala che il livello del glucosio interstiziale raggiunge o è in procinto di raggiungere tassi di ipoglicemia. Il dottor Gabriele Perriello, direttore della struttura complessa di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’ospedale perugino, spiega: “Il nuovo presidio dispone di un algoritmo che permette di somministrare insulina in modo automatico dopo l’acquisizione dei valori del glucosio da parte di un sensore”. “Attualmente – aggiunge la dottoressa Francesca Porcellati – sono circa 50 i pazienti in Italia che utilizzano questo nuovo dispositivo, rimborsabile dal Sistema sanitario nazionale alle persone affette da diabete tipo 1, su richiesta del diabetologo, che ne ravvede l’utilità per la presenza di ripetuti episodi di ipoglicemia, a volte inavvertita, o che necessitano di migliorare il compenso glico-metabolico”.

CHE COS’E IL DIABETE

Il diabete mellito è una malattia cronica causata dall’aumento della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero nel sangue, che l’organismo non è in grado di riportare alla normalità. Questa condizione può dipendere da una ridotta produzione di insulina, l’ormone secreto dal pancreas per utilizzare gli zuccheri e gli altri componenti del cibo e trasformarli in energia, oppure dalla ridotta capacità dell’organismo di utilizzare l’insulina. È possibile convivere con il diabete e prevenire le complicanze, ma è fondamentale conoscere che cosa, nella vita di ogni giorno, provoca un aumento o una diminuzione della glicemia in modo da mantenerla il più possibile vicino ai livelli normali.

DIABETE MELLITO DI TIPO 1

È causato dalla perdita o dal malfunzionamento delle cellule che producono l’insulina nel pancreas (cellule beta), si manifesta soprattutto prima dei 40 anni, in modo spesso improvviso e con sintomi sempre palesi quali la sete consistente e la poliuria (aumento del bisogno di urinare). Questo tipo di Diabete è sempre curato con iniezioni di insulina per tenere sotto controllo la glicemia.

DIABETE MELLITO DI TIPO 2

Oggi nel mondo 1 adulto su 14 ha il diabete di tipo 2. È conosciuto anche come “diabete dell’anziano” o “diabete alimentare”, si manifesta generalmente dopo i 40 anni, soprattutto in persone sovrappeso od obese. La sua evoluzione è lenta. Questo tipo di diabete viene curato con una dieta bilanciata, l’esercizio fisico e la riduzione del peso in eccesso. La cura si basa anche sull’uso di farmaci e, se necessario, di insulina. Il diabete tipo 2 compare lentamente, nel corso di vari anni e viene diagnostica spesso in maniera occasionale.

GLI ALTRI TIPI

Esistono anche altre forme di diabete: quali il diabete gestazionale, che può apparire durante il periodo della gravidanza e altri meno frequenti come il diabete genetico, il diabete causato da alcuni farmaci (cortisonici, ad esempio) e il diabete causato da alcune malattie del pancreas.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas e che controlla il glucosio nel sangue. Non ha né effetti collaterali né controindicazioni, anche se il suo utilizzo aumenta il rischio di ipoglicemia e di aumento di peso. Quando si inietta l’insulina, il livello di zucchero nel sangue scende, perché essa funziona come una chiave in grado di sbloccare le porte delle cellule nel corpo. Una volta che le porte delle cellule sono aperte, lo zucchero può muoversi dal sangue nelle cellule e da qui fornire energia al corpo. La terapia insulinica può prevedere una o più iniezioni al giorno; in genere nella zona dell’addome, nelle cosce, nei glutei e nel braccio. È importante che il paziente vari il sito di iniezione, che può avvenire anche nella stessa zona, ma con una distanza minima tra una iniezione e l’altra pari alla larghezza di un dito.

L’AUTOMONITORAGGIO

Glucometro, pungi-dito e diario glicemico sono i tre strumenti per tenere monitorati i valori glicemici. Per controllare la glicemia è sufficiente una piccola goccia di sangue, generalmente prelevata dal polpastrello con il pungi-dito e posta su un’apposita striscia reattiva che va inserita all’interno del glucometro. Una buona conoscenza dei propri livelli glicemici facilita la gestione del diabete. È consigliabile misurare la glicemia almeno 6 volte al giorno, prima di ogni pasto compresi gli spuntini e prima di andare a dormire.

LA PENNA INSULINICA

Per l’iniezione si utilizza la penna iniettiva pre riempita o usa e getta, strumenti discreti e che possono essere portato ovunque. Per essere certi del suo buon funzionamento è bene tenere le penne che non sono in uso nel frigo e dopo il primo utilizzo conservarla a temperatura ambiente. Fare attenzione alle data di scadenza e proteggere l’insulina dal caldo eccessivo, dall’umidità e dalla luce. Rimuovere l’ago dopo ogni uso e smaltire secondo le norme vigenti.

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