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Medicina estetica: bellezza senza bisturi

Quella ruga che proprio non  ci piace, quel po’ di grasso in più che vorremmo eliminare,  qualche pelo superfluo che dobbiamo togliere… ognuno di noi, prima o poi, scopre di voler “aggiustare” qualcosa nel proprio corpo. Non parliamo di veri e propri interventi invasivi, con bisturi e sale operatorie… però, qualche piccolo “ritocco” fa gola a un po’ a tutti. Sarà perché, con l’avanzare dell’età, qualche parte di noi “cede”; o perché, tra stress e vita frenetica, le rughe aumentano… sarà un po’ per tutto questo, fatto sta che il sogno segreto di tutte le donne (e, stando alle statistiche, anche di tanti uomini) è quello di rivolgersi a un esperto per modellare viso, gambe o seno.

Diciamolo subito: non esistono pozioni magiche per eliminare i segni del tempo e, molto spesso, si eccede nel volersi sottoporre a interventi (anche invasivi) che sono inutili, se non dannosi. A 20 anni, ad esempio, non serve voler raggiungere ideali di bellezza che sono imposti dalle mode del momento. Tuttavia, alcune volte, qualche piccolo trattamento è utile, anche dal punto di vista psicologico, perché ci sono alcuni inestetismi che ci condizionano la vita. Ma attenzione: occhio al medico che scegliete! Sui professionisti in medicina estetica c’è moltissima confusione e il rischio di rivolgersi a una persona che non è competente (con tutti i danni che ne derivano) è davvero alto. Ecco perché è importante conoscere nei dettagli gli interventi cui desideriamo sottoporci.

Come si vedono gli italiani?

La bella stagione ci impone di fare i conti con noi stessi: ben un italiano su quattro (il 25 per cento) dichiara, però, di non sentirsi fisicamente in forma e che le imperfezioni che si scorgono davanti allo specchio arrivano anche a minare l’autostima (lo afferma il 33 per cento degli intervistati). È quella che gli esperti hanno definito bikini blues, ovvero provare sentimenti negativi nel vedersi imperfetti. Insieme al giudizio negativo possono sorgere anche apprensione (23 per cento) e sconforto (21 per cento). È quanto emerge da uno studio di In a botile (inabottle.it) condotto su circa 3.000 italiani – tra i 20 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio sui principali social network, blog, forum e community.

Ma che cos’è che proprio non ci piace? Il girovita, per più di un italiano su due (68 per cento) è la prima zona che desta preoccupazione. Una donna su due si vede poco “soda”, mentre un uomo su tre ritiene di essere in sovrappeso. Per ben sette italiani su 10 la zona che più suscita malessere è la pancia e, a sorpresa, gli uomini battono le donne. Seguono le cosce, i glutei, i fianchi e le braccia.

«Per intendere meglio la relazione che intercorre tra aspetto fisico e autostima, dobbiamo definire il concetto di immagine corporea», afferma la dottoressa Emanuela Napoli, psicologa dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma, «che è una rappresentazione carica di aspetti personali, affettivi, cognitivi ed esperienziali, in cui confluiscono credenze, speranze e paure su se stessi e su come pensiamo ci vedano gli altri. L’auto-stima è, invece, una valutazione realistica del concetto di sé, dei propri punti di forza e di debolezza». Nella società odierna è fortissimo l’investimento sul corpo. «La rappresentazione di sé è sempre più veicolata da standard di perfezione fisica, corpi snelli e tonici, privi di imperfezioni. Non essere in grado di avvicinarsi a precisi standard può determinare un aumento della propria insoddisfazione, un sentimento di inadeguatezza del proprio corpo». E, quindi, se alimentazione e attività fisica non bastano, un piccolo aiuto può venire dalla medicina estetica.

Di che cosa si tratta

Per medicina estetica intendiamo tutti gli interventi, non invasivi (quindi, senza bisturi) che riguardano le tecniche di ringiovanimento e di correzione del viso e del corpo. «I trattamenti non devono essere assolutamente fatti in estate, il periodo migliore è l’autunno», spiega il dottor Maurizio Priori, presidente Sies (Società italiana di medicina e chirurgia estetica). «Quindi, i giorni che passiamo sotto l’ombrellone sono il momento giusto per pianificare che cosa di noi non ci piace e come vogliamo agire».

La prima cosa da fare è un’analisi attenta e oggettiva del nostro corpo. Con la consapevolezza che i difetti li abbiamo tutti e nessun trattamento, per quanto mini invasivo, è completamente esenfg dai rischi. Per questo, occorre ponderare bene se quel “ritocchino” è davvero indispensabile (dal momento, poi, che ha il suo costo), oppure se è soltanto frutto di un capriccio momentaneo.

Afferma il professor Giuseppe Scarcel-la, medico chirurgo, specialista dermatologo: «Ricorrere alla medicina estetica è una moda senza confini. Gli Stati Uniti, anche in questo, sono apripista: nel 2016 sono stati eseguiti oltre 15 milioni di trattamenti mini invasivi». L’Italia tiene il passo e, secondo i dati Isaps (Società internazionale di chirurgia plastica estetica), si conferma al quarto posto della classifica mondiale, dopo America, Brasile e Giappone, per spesa in medicina estetica. E se le rughe restano il nemico più temuto, il trend è quello del ringiovanimento mani, la parte del corpo che più tradisce l’età anagrafica.

Le ultime tendenze

La novità del momento è l’intralifting, chiamato anche lifting di Berverly Hil-ls: «Si pratica attraverso un unico fiorellino», chiarisce Priori, «non sono previsti tagli, ma si lavora con sonde sottopelle, che raggiungono anche 70 gradi di calore e che stirano la pelle. È un trattamento veloce, dura appena un’ora, si toglie il bendaggio dopo un giorno e non lascia cicatrici». In generale, secondo i dati raccolti dalla Sies, va di moda la “medicina invisibile” – niente più labbra canotto o zigomi da Ridge Forrester – e si modificano, di conseguenza, gli strumenti in mano al professionista: «Le cannule per i lifting», precisa Priori, «sono sempre più fini, gli aghi non lasciano traccia, le sostanze offrono compattezza e lucentezza del viso, senza però determinare quegli aumenti di volume dei lineamenti tipici di appena qualche anno fa».

A fare tendenza, oggi, è la ragazza della porta accanto: «Le attrici e le modelle non sono più idoli», rileva il medico, «perché la richiesta è quella di un canone europeo di bellezza». Fatto sta che si è abbassata l’età dei trattamenti. «Sì, è vero, ma questo avviene anche perché è cresciuta la consapevolezza che alcuni piccoli interventi sono importanti per la salute e per la prevenzione. Ad esempio, la cellulite è un inestetismo che, se non curato, può far sorgere gravi malattie, come problemi di accumulo di liquido o ai capillari. Questo spiega perché oggi molte pazienti sono ventenni, mentre prima l’età dei trattamenti era intorno ai 35 anni».

Per quanto riguarda le richieste maschili, in particolare, le ultime sono, precisa Priori, «l’epilazione permanente e i trattamenti per ridurre le maniglie dell’amore. Gli uomini seguono la moda, ma soprattutto danno retta alle fidanzate, che li vogliono più asciutti e atletici, che sanno prendersi cura di se stessi».

Il laser

Si chiama skin rejuvenation la nuova frontiera della medicina estetica. «Ci sono laser», spiega il professor Giuseppe Scarcella, che ha un’esperienza trentennale nell’utilizzo dei laser in Dermatologia chirurgica, oncologica ed estetica, «in grado di emettere impulsi ultrabrevi della durata di picosecondi. La tecnologia a picosecondi ha cambiato il panorama dei moderni trattamenti mini invasivi di ringiovanimento facciale e della pelle invecchiata e fotoinvecchiata del collo e delle mani». Adesso, questi laser sono diventati più performanti e utilizzano due lunghezze d’onda – 532 e 1.064 nanometri – anziché una singola: in tal modo, consentono un trattamento più efficace e completo dei tessuti, sia che si tratti di rughe, tono della pelle e consistenza, sia per il ringiovanimento e il miglioramento estetico di lesioni pigmentate e di cicatrici di diversa origine.

Il trattamento utilizza un manipolo laser che fraziona il raggio principale in fasci più piccoli e identici, del diametro di circa 0,1 millimetri ciascuno, per il trattamento di cicatrici da acne e rughe, che spesso derivano dalla perdita di collagene ed elastina della pelle. Il laser d’impulsi ultra-brevi, a picosecondi (un trilione-simo di secondo), arriva al di sotto della superficie della pelle, l’epidermide e crea delle piccole cavità che nei giorni successivi al trattamento vengono poi riempite da nuovo collagene prodotto dalle cellule e stimolate da questi minuscoli, precisi e potentissimi piccoli raggi frazionati. Tutto ciò stimola la produzione anche di elastina, lasciando integri gli strati cutanei più esterni; limita notevolmente eventuali effetti collaterali e complicanze e produce degli ottimi risultati sul ringiovanimento, miglioramento della texture e lassità cutanea, delle discromie e di eventuali cicatrici presenti.

«Nel 90 per cento dei casi», evidenzia Scarcella, «viene richiesto da donne tra i 35 e i 65 anni di età. Quando invece bisogna trattare le cicatrici acneiche, l’età media dei pazienti si aggira sui 20-30 anni, nel 60 per cento sono donne, nel 40 per cento uomini. Tale tecnica non è dolorosa, può provocare solo un lieve pizzicore. È sufficiente un ciclo di 2-5 sedute in base alle condizioni della persona e, subito dopo il trattamento, si utilizza una comune crema idratante, la stessa che impieghiamo quotidianamente, e dei normalissimi filtri solari; qualora la paziente lo desiderasse, può tranquillamente truccarsi subito dopo il trattamento. Ogni anno si consiglia una seduta di mantenimento. Per quanto riguarda i costi, sull’intero viso si può arrivare a spendere in media 400 euro a seduta».

La sicurezza

«Gli effetti della medicina estetica», specifica Priori, «sono tutti transitori: eventuali problemi che dovessero presentarsi, quindi, sarebbero destinati a sparire. Anche per quanto riguarda le sostanze utilizzate non ci sono problemi: il botulino, ad esempio, viene utilizzato a bassissimi dosaggi, tanto che in 20 anni di utilizzo non ci sono mai stati effetti collaterali gravi. L’importante è che sia un botulino certificato e ammesso dal ministero della Salute. Il discorso invece cambia se si tratta di botulini arrivati in Italia di contrabbando: in quel caso, il rischio per la salute è grave».

Evitare il fai da te è la prima regola, ma occorre prestare anche attenzione ai medici. «Come Sies», annuncia il medico, «stiamo lavorando per creare un albo che raggruppi i professionisti di medicina estetica: oggi non esiste un corso di laurea specifico, tuttavia ci sono master e scuole quadriennali post-laurea, riconosciuti dalle società scientifiche del settore e dai ministeri della Sanità e dell’Istruzione». Il consiglio è quello di visionarne il curriculum e l’appartenenza a una società scientifica di categoria, «recandosi da medici che utilizzano materiali certificati secondo le norme europee». E ricordiamoci che la bellezza non è questione di rughe: «Ci si deve rivolgere alla medicina estetica quando davvero essa può essere utile a ridurre un estetismo o a risolvere un problema, un difetto grave, non per un capriccio», chiosa Priori. «Bisogna piacersi, per piacere. Senza però cercare un’immagine di noi irrealizzabile e impossibile. Da uomo, non cerco la perfezione femminile: guardo, invece, una donna che ha stile. Che sa essere sicura di se stessa. Che sa comunicare con lo sguardo, con il sorriso: è questa la vera bellezza»