Patreon è la piattaforma di finanziamento dal basso più amata dagli youtuber

Pubblicato il: 9 Gennaio 2019 alle 4:52

Attiva già da oltre 5 anni, Patreon è una piattaforma di crowdfunding utilizzata per diversi scopi, soprattutto legati al mondo artistico e letterario. Non per niente è stata più volte salutata come l’ultima speranza per consentire la sopravvivenza degli autori indipendenti di mini- serie televisive sul web, ma anche dei fumettisti e dei creatori di videogiochi lontani dalle grandi case di produzione. su Patreon possiamo trovare creativi che appartengono ai settori più disparati, come musicisti e ideatori di giochi di ruolo, ma anche pittori, scultori, performer. E persino qualche voce fuori dal coro, tra cui giornalisti d’inchiesta e inventori visionari. Che il nostro interesse sia personale, perché magari abbiamo intenzione di provare a farci finanziare un’idea, oppure nasca dalla semplice curiosità, vale davvero la pena di fare un giro sulla piattaforma, www.patreon.com.

Anche su commissione Una volta sul sito, facciamo clic su Explore creators. La piattaforma per ora non è tradotta in italiano ma la navigazione risulta comunque di facile accesso anche a chi non conosce la lingua. La community di Patreon è formata dai creativi alla ricerca di fondi e dai loro mecenati. La cosa interessante è che non ci sono particolari restrizioni alla tipologia di progetto da proporre per il finanziamento. Inoltre, gli artisti hanno la possibilità, e questo è l’aspetto più innovativo di Patreon, di ricevere una sovvenzione mensile che consenta loro di lavorare con continuità. Ma l’originalità della piattaforma non finisce qui. Ogni creativo può accettare lavori su commissione, un po’ come avveniva ai pittori di bottega del ‘500. In generale su Patreon possiamo trovare 3 tipologie di artisti. Quelli che hanno già una base di fan da sviluppare ulteriormente e che attraverso Patreon trovano il modo di continuare a fare quello che amano, come nel caso di molti youtuber. Poi ci sono musicisti e videomaker che offrono contenuti in esclusiva ai propri sostenitori e infine chi propone parte del proprio lavoro come extra ai mecenati, ad esempio le puntate precedenti di una mini-serie televisiva non reperibili altrove o scatti del backstage e molto altro ancora.

Funziona eccome! Vediamo qualche esempio di proposte creative finanziate con successo. Kinda Funny è il progetto di 4 veterani del mondo dei videogame, nato a inizio 2015 per coniugare cultura nerd e comicità. Il primo banco di prova dei 4 pionieri di Kinda Funny è stato GameOverGreggy, un podcast settimanale (ovvero una trasmissione radiofonica on-demand, che chi vuole può scaricare), nato come canale su YouTube, che prevede una serie di ospiti che gravitano attorno a giochi, fumetti, film e serie TV. Nel giro di un paio di anni Kinda Funny moltiplica il numero di podcast, trasmissioni e contenuti in diretta proposti ogni giorno. Nel 2016 inaugura una serie d’animazione realizzata con il contributo dei fan. Nel 2017 Kinda Funny ha circa 9.000 clienti paganti su Patreon che sostanzialmente funzionano come dei datori di lavoro, che lasciano ai propri “dipendenti” un buon grado di libertà di creazione ma allo stesso tempo li spronano e li indirizzano a realizzare trasmissioni con alcuni contenuti e non altri. Un buon compromesso. Non tutti gli utilizzatori di Patreon dichiarano sulla propria pagina quanto riescono a raccogliere, ma alcuni lo fanno. Come N. K. Jemisin, scrittrice di romanzi di fantascienza, che ogni mese riceve dai suoi fan 6.138 dollari, l’equivalente di circa 6.000 euro, per sovvenzionare la propria carriera. N. K. Jemisin descrive per filo e per segno cosa vuole fare con i soldi che riceverà e perché ne ha bisogno (lasciare il proprio lavoro a tempo pieno per dedicarsi totalmente alla scrittura) specificando perfino quanto paga di affitto! Una strategia, questa della chiarezza, che pare funzionare bene sulla piattaforma e probabilmente tranquillizza e fidelizza i sostenitori. In cambio della donazioni, N. K. Jemisin si è impegnata a pubblicare, solo per i suoi mecenati, una nuova storia al mese, ambientata in uno degli universi dei quali solitamente scrive e alcuni contenuti in fase di bozza o riscrittura che condivide con i fan.

Un po’ di storia Patreon nasce a maggio 2013 per rispondere a un’esigenza specifica: dare la possibilità ai creativi indipendenti, quelli che non hanno l’appoggio di nessun nome importante all’interno del settore, di monetizzare le proprie creazioni mostrandole al potenziale pubblico interessato, direttamente sul web. Una necessità che il creatore di Patreon ha vissuto in prima persona. Musicista noto per i suoi remix di brani da hit, Jack Conte ha pensato di offrire a chi come lui ha una cerchia di fan ma non è famoso al punto da ottenere le attenzioni di case discografiche, produttori cinematografici e simili, di continuare a lavorare e trovare i soldi necessari a registrare, pubblicare, girare. siamo nel 2013 e nel giro di poche settimane Conte mette online la piattaforma oggi conosciuta come Patreon, anche grazie al fondamentale contributo di Sam Yam, presidente e cofondatore della società. In breve tempo Patreon registra risultati molto interessanti. A un anno dal lancio il sito di crowdfunding di Conte vanta oltre 10.000 creatori iscritti, in maggioranza filmmaker, e 2 milioni di pagine visualizzate al mese, con una donazione media pari a 7 dollari a persona al mese, circa 6,15 euro.

Consigli per il successo Patreon dà l’opportunità, a chi mastica un po’ di inglese, di leggere le interviste di coloro che già utilizzano la piattaforma per farsi un’idea di cosa funziona e cosa no. In tanti sottolineano come l’onestà sia un elemento chiave per mantenere una base di fan paganti, oltre all’importanza di curare l’aspetto social, interagendo con i sostenitori attraverso Patreon ma anche sulle tante piattaforme social più note e diffuse come Twitter, Instagram e Facebook. Inoltre è importantissimo poter offrire contenuti spesso. Che si tratti di brani, trasmissioni live o racconti, l’importante è poter mostrare e condividere il proprio lavoro. Come suggerisce il team alle spalle di Patreon, quando si fa fatica a ottenere fondi, il modo migliore per cambiare le sorti della propria avventura sulla piattaforma è cambiare le ricompense. se una base di fan c’è già meglio chiedere direttamente a loro cosa vorrebbero!

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