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Tre punti per continuare a sognare, l’ultimo sforzo per confermarsi in vetta e continuare a lottare per un posto in Champions League. Questa sera allo stadio Dall’Ara di Bologna, fischio d’inizio ore 20.45, l’Atalanta cercherà un altro risultato importante senza Gomez (fuori dai convocati e sempre più lontano dalla Dea) ma con tante certezze in più rispetto a qualche partita fa.
«Abbiamo avuto un periodo con ai box diversi giocatori – ha spiegato Gasperini – ora stiamo recuperando quasi tutti.

Ilicic lo abbiamo visto, Miranchuk è con noi da una settimana ma sta tornando al top, Malinovskyi sta migliorando e con loro abbiamo più possibilità di scegliere in base alle partite. Io cerco sempre di mettere in campo squadre offensive, a volte lo faccio dall’inizio e a volte a gara in corso». In vista della sfida di questa sera, difficile capire se toccherà prima a Ilicic o a Muriel: «È una scelta che devo fare, loro due più Malinovskyi, Miranchuk e Zapata permettono di ragionare molto meglio sulle scelte».

Già, le scelte. Contro la Roma quelle fatte a gara in corso hanno pagato tantissimo. «Rivedendola, ho avuto la sensazione che non abbiamo fatto male anche nel primo tempo. A parte l’inizio, abbiamo man mano sempre avuto più sicurezza nel gioco. Con Malinovskyi sono arrivate situazioni importanti, le partite vivono anche di episodi e se ti fanno il raddoppio puoi anche perdere. Però la squadra nei 90 minuti è cresciuta e ha macinato anche di più della Roma. È un risultato largo con prestazione superiore all’avversario, la Roma viaggia nei quartieri alti e aver fatto questa gara ci regala tanta fiducia».

Quella stessa fiducia che, nelle ultime settimane di gran baccano mediatico attorno alla questione Gomez, ha permesso al gruppo di non perdere mai la bussola. «I giocatori hanno una forte concentrazione sul campo. Su quello che serve fare. Fuori a volte ci sono delle situazioni che possono togliere attenzioni ma questo è un gruppo di giocatori che sono sempre sul pezzo, concentrati su quello che dobbiamo fare nelle partite. Negli ultimi dieci giorni abbiamo fatto risultati importanti».

Fatti i complimenti al Bologna («Sono una squadra pericolosa, davanti possono sempre fare gol e servirà un’Atalanta molto attenta. Vogliamo portare a casa i tre punti»), Gasperini ha spostato l’attenzione sulla grande vocazione offensiva dei suoi: in 206 gare ufficiali sono 403 i gol segnati. «Produciamo sempre molto – ha osservato il condottiero della Dea – sono pochissime le partite in cui non abbiamo segnato. La capacità di creare occasioni e fare gol è sempre stata una caratteristica molto importante della nostra squadra. È ciò che ti permette di vincere le partite, fondamentale con i 3 punti mentre il pari ti serve negli scontri diretti».

Sul mercato il tecnico non ha voluto approfondire («Pensiamo a valorizzare bene i giocatori che abbiamo» il suo mantra) ma intanto a brevissimo è atteso lo sbarco a Bergamo dell’esterno Maehle del Genk: qualcuno parla di arrivo già in giornata, l’operazione è conclusa per 8 milioni più bonus e alla ripresa dei lavori prevista per il 28 dicembre dovrebbe esserci anche lui.

Bologna contro Atalanta, storia di un’invidia reale. I rossoblù vorrebbero tanto essere la Dea. E invece no. Sinisa Mihajlovic dà la colpa al virus, anziché a politiche societarie discutibili e ai tanti giocatori sbagliati negli ultimi anni: «Senz’altro dobbiamo pensare che col Covid si è fermato tutto. Eravamo sulla strada giusta, ma ci vuole tempo e pazienza, come è avvenuto anche per loro. Ora bisogna essere lucidi, adattarsi alla situazione. Quando finisce, si riparte».

Giusto per ricordare i dati nudi e crudi, al primo anno di A del Bologna dell’era Saputo (2015-16) alla fine ci furono 3 soli punti di differenza in classifica. Non è quindi che l’Atalanta – a cui il Covid evidentemente non ha fatto un baffo – aveva chissà quali basi da cui spiccare il volo. Nei quattro anni seguenti i punti di svantaggio sono stati 27 di media. Alla settima stagione di guida canadese la forbice tecnica è sotto gli occhi di tutti. Stasera il Bologna punterà sui soliti quattro attaccanti, con Orsolini pronto a subentrare. Mihajlovic a lui e a Barrow farebbe il seguente regalo: «Un po’ di carattere e di sana cattiveria. Loro invece dovrebbero regalarmi più gol e prestazioni. E meno infortuni».


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