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Emilio Fede: ” Mi hanno arrestato come un delinquente a 89 anni”

E’stato terrorizzante. Mi sono venuti ad arrestare per evasione perché non ho atteso le disposizioni per i servizi sociali. In un ristorante si sono presentati un capitano dei carabinieri, peraltro gentilissimo, con tre militari, come se fossi il peggiore dei delinquenti”.

A raccontarlo è il giornalista Emilio Fede, 89 anni, arrestato nei giorni scorsi a Napoli con l”accusa di evasione. Nell”aprile del 2019 l”ex direttore del Tg 4 era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 7 mesi nell”ambito del processo “Ruby Bis”, per aver favorito la prostituzione di alcune ragazze spinte a partecipare alle cene organizzate nella casa dell”ex premier Silvio Berlusconi.

Il giorno in cui è stato arrestato, per l”accusa, si sarebbe spostato senza le necessarie autorizzazioni dalla sua abitazione di Segrate (Milano), dove stava scontando i domiciliari, fino al capoluogo campano. La vicenda si è conclusa due giorni dopo, quando il giudice di Napoli ha convalidato l”arresto senza tuttavia disporre alcuna misura cautelare per il reato di evasione. Lo stesso giudice, che ha inviato gli atti a Milano per competenza territoriale, ha dunque stabilito che Fede sarebbe dovuto tornare a Segrate per finire di scontare la pena ai domiciliari per i reati per cui era già stato condannato.

Ma che cosa è accaduto la sera dell”arresto? Erano le 20.30 del 22 giugno scorso. Emilio Fede era appena arrivato a Napoli per festeggiare il compleanno. Mentre cenava in un ristorante con la moglie Diana De Feo, alcuni carabinieri erano entrati nel locale e gli avevano intimato di tornare in hotel senza più uscire. Fede aveva subito spiegato di aver comunicato il suo spostamento ai carabinieri attraverso un messaggio. Per questo era convinto di potersi allontanare senza problemi. In verità non aveva ancora ricevuto alcuna autorizzazione.

Al giornalista, infatti, è stato contestato il fa!o di aver avvisato i carabinieri non prima di partire, come avrebbe dovuto, ma solo dopo. Il suo legale, Salvatore Pino, ha precisato che il suo assistito aveva l”autorizzazione a muoversi «per comprovate esigenze di cura». Il giornalista, subito dopo l”arresto, aveva ribadito: «Il Tribunale di Sorveglianza mi aveva comunicato che mi era stata concessa una liberazione anticipata».

Arrabbiata anche la moglie: «Mio marito viene spesso a Napoli per ragioni di salute. Hanno iniziato a cercarlo come se fosse un pericoloso criminale». In realtà, dopo questo iniziale senso di frustrazione, Fede si era mostrato più sereno: «Alla fine è stata un”esperienza positiva, intorno a me si sono stretti tanti amici e colleghi». Il giudice, in#ne, ha permesso il suo ritorno a Milano.

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