All’inizio dell’emergenza coronavirus i prezzi di mascherine e igienizzante per le mani erano saliti alle stelle, con un rincaro che arrivava fino al 6mila per cento. A pochi giorni dalla Pasqua, è toccato anche a colombe e uova di cioccolata.

I prezzi online sono schizzati, con rincari addirittura fino al +168%. L’allarme è di Federconsumatori che definisce “necessaria ed urgente” un’attività di contrasto alle speculazioni e sottolineando che “la Pasqua si svolge quest’anno in un momento delicato e doloroso per il Paese, in piena emergenza coronavirus”. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha infatti monitorato i costi relativi ai prodotti caratteristici, prestando particolare attenzione ai prezzi applicati online, visto il forte ricorso a questo tipo di acquisti nell’attuale periodo di quarantena.

È proprio sulle piattaforme online che si rivelano gli aumenti più forti e le speculazioni più spinte. Una colomba normale online costa 19,90 Euro, a fronte dei 9,69 Euro di una buona colomba classica presso un negozio o un supermercato (con un aggravio del +105%). Ma, sempre online, si trovano colombe pasquali vendute anche a 29,99.

 

Stesso discorso per le uova di Pasqua, vendute online con rincari di oltre il 37%, che raggiungono anche il +168%. Sulla piattaforma Amazon sono spuntati annunci (rimossi dopo la denuncia di molti utenti) di uova Kinder in vendita a 55 euro (più 7,56 euro di spedizione) e 64,72 euro. Le uova di cioccolato del famoso marchio sono disponibili in 3 formati: il classico da 150 grammi, il cui prezzo rimane tra gli 8 e i 10 euro. Poi c’è la versione Maxi da 220 grammi (tra i 12 e i 14 euro) e il formato Gigante da 320 grammi, che viene venduto tra i 18 e i 22 euro.

“Gli aumenti descritti appaiono inaccettabili da ogni punto di vista”, spiega Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. “Non solo le famiglie si troveranno ad affrontare una Pasqua sottotono e, spesso, piena di angoscia e sofferenza, ma dovranno fare i conti anche con le ripercussioni economiche che questa emergenza sta già determinando, che rendono ancora più gravi i rincari dei prodotti alimentari, dei prodotti tipici, nonché gli atteggiamenti speculativi di alcuni venditori online.”

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