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Noemi Durini chi è, mamma, fidanzato assassino

Questa è la lettera scritta dalla mamma di Noemi Durini, una bellissima ragazza appena sedicenne ammazzata dal fidanzato Lucio. La lettera è stata scritta dopo che il ragazzo ha chiesto il permesso di uscire dal carcere per lavorare. La mamma, ovviamente indignata per la richiesta ha scritto:

Io mi rivolgo alle istituzioni, al carcere dove è detenuto. Io credo nella giustizia e nelle persone che portano avanti questi ideali, e voglio credere che anche in questo caso vengano fatte le giuste e accurate valutazioni, per far sì che un soggetto del genere sconti la sua pena all’interno della struttura detentiva e non al di fuori di essa”. È questo l’appello che dalle pagine del Corriere della Sera ha lanciato la mamma di Noemi Durini, uccisa tre anni fa a Specchia, nel Leccese, dal suo fidanzato. Lo ha fatto dopo aver appreso la notizia che l’assassino della figlia, Lucio Marzo, reoconfesso, ha richiesto dei permessi per lavorare fuori dal carcere.

Nei giorni scorsi già la sorella di Noemi, Benedetta, aveva espresso tutto il dolore della famiglia con un lungo post su Facebook. Ed ora è direttamente la mamma ad intervenire. “L’assassino di mia figlia è stato condannato a soli 18 anni e 8 mesi, nulla in confronto alla vita stroncata di Noemi. Spero che vengano scontati fino all’ultimo minuto all’interno di una struttura detentiva – si legge ancora nella missiva -. Se vuole lavorare, lo faccia nella sua cella o tra le mura del carcere. Spero che questa lettera porti molte persone a riflettere, perché ora l’unica cosa che mi resta è dare giustizia a mia figlia e tutelarla con ogni strumento possibile”.

La storia di Noemi Durini aveva lasciato senza parole il popolo italiano quando nel 2017 si è venuta a conoscenza del fatto che ad ucciderla era stato il suo fidanzato Lucio. Lei solo 16 anni lui semplicemente 17, due vite spezzate. Il 1 giugno 2019 la corte però ha deciso di confermare la condanna all’ergastolo per Lucio.

Noemi Durini uccisa a 16 anni

Come abbiamo appena spiegato, la storia di Noemi Durini ha lasciato tutti senza parole. Come può un ragazzo 17 anni uccide la con tanta pioggia la fidanzatina di 16? All’epoca dei fatti i genitori di nuovo mi avevano denunciato la sua scomparsa, quando una sera è l’uscita di nascosto lasciando il telefono a casa. Alcuni filmati la mostrano insieme a fidanzata anche nei giorni precedenti, ma di Noemi nessuna traccia. Solo qualche giorno dopo sarà Lucio, quel ragazzino così piccolo ma già con tanti problemi e violento, che confesserà di aver accoltellato Noemi per poi se parla viva estremamente convinto che questa fosse morta.
Sarà sempre Lucio portare gli inquirenti sul luogo del delitto, dando vita così alla sua guerra personale in tribunale e a quella dei genitori che avevano allestito un tribunale mediatico.

Confermata la condanna per Lucio

Nel corso della giornata del 6 giugno 2019 è stata diffusa la notizia secondo cui o giudici, con presidente Maurizio Petrelli, hanno confermato la condanna a 18 anni e 8 mesi per il giovane che ha tolto la vita a Noemi Durini in quel tragico agosto del 2017. Lucio, infatti, si trova in carcere da settembre, fino a quando ha confessato il delitto, facendo ritrovare il corpo della ragazza. In questo frangente i genitori del ragazzo hanno accusato i familiari della vittima di averlo cambiato e non solo. Sarebbe stata Noemi Durini ad aver cambiato in peggio il giovano, fino al punto di compire quell’atroce atto, mentre il padre della vittima parla di un ragazzo che lui stesso si era proposto di aiutare ospitandolo a casa.

“Non sarò mai soddisfatta”

A commentare la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Lecce è stata la mamma di Noemi Durini che, come riporta TgCom ha dichiarato: “Non lo perdonerò mai. Ha tolto a mia figlia il bene più prezioso, la vita. Non sarò mai contenta, ma posso ritenermi soddisfatta. Ho incrociato i suoi occhi in aula per un istante ma lui ha abbassato subito lo sguardo- conclude la mamma di Noemi-. La nostra battaglia giudiziaria continua perché ci sono tanti lati oscuri in questa vicenda che devono essere chiariti, confidiamo nella magistratura che sta lavorando molto bene“.

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