Coma_Cose chi sono: Fausto Zanardelli, Francesca Mesiano, età, carriera e vita privata

Il loro progetto ha fatto il boom, facendo accendere orecchie e visualizzazioni in pochissimi anni. I Coma_ Cose, un nome che non ha senso, come sono quasi tutte le loro canzoni, sono un duo musicale ma anche una coppia nella vita privata. Attualmente hanno pubblicato solamente un album.

Chi è Fausto Zanardelli, in arte Fausto Lama dei Coma_Cose

Fausto Lama, il cui vero nome è Fausto Zanardelli è nato a Gavardo il 21 novembre 1978. Cantante, autore e polistrumentista italiano è appunto metà della coppia Coma_Cose, anche se in passato aveva già tentato la strada della musica con un altro progetto, Edipo, che avevano pubblicato tre album e un Ep e con cui Zanardelli aveva anche partecipato a Festival come il Goa Boa e aperto a Caparezza. Nel 2010 pubblica “Hanno ragione i topi”, mentre nel 2012 è la volta di “Bacio battaglia”, mentre dall’incontro con Dargen D’Amico nascono l’Ep “Parchetti” del 2014 e l’album “Preistorie di tutti i giorni”. Nonostante ciò come Edipo Lama non riesce a trovare la strada voluta e così seza soldi e senza più tanta voglia per un po’ decide di lasciare la musica e solo l’incontro con Francesca Mesiano in un negozio di Porta Ticinese gli ridà la voglia di provarci e dar vita ai Coma_Cose.

Chi è Francesca Mesiano, in arte California dei Coma_Cose

California, vero nome di Francesca Mesiano è una cantautrice, che con Fausto Lama ha fondato, appunto, i Coma_Cose. Nata a Pordenone, si trasferisce a Milano per studiare scenografia e, come spiega in un’intervista a MarieClaire: “Mi ha sempre appassionato la manualità e l’aspetto artigianale, tanto che negli scorsi anni ho lavorato come scenografa, falegname, ho realizzato mobili per negozi e stand espositivi all’interno di varie fiere. Ho anche lavorato in un laboratorio di confezioni dove disegnavo e realizzavo zaini e borse”. Ex Dj, ritorna prepotentemente nel mondo della musica quando incontra Lama nel negozio in cui viveva. Sceglie il nome California perché, spiega al Corriere “volevo un nome geografico, in ballo c’erano anche Alabama e Anversa”.

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