Federico Ciontoli: chi è, età, lavoro, fidanzata, omicidio Marco Vannini

Federico Ciontoli è il fratello di Martina e anche il figlio di Antonio Ciontoli ovvero l‘ex militare accusato di aver ucciso Marco Vannini. Lo scorso 3 Maggio, la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni di carcere per Antonio e 9 anni invece per Federico. La condanna è arrivata a circa 6 anni di distanza dall’ omicidio di Marco Vannini. I fatti risalirebbero alla notte tra il 18 e il 19 maggio 2015, quando Vannini venne colpito da un proiettile vagante e la famiglia non fece niente per salvare il giovane che rimase in agonia per diverse ore.

Federico Ciontoli chi è

Sembra che Federico Ciontoli sia stato da sempre una figura centrale in questo caso di omicidio. E’ stato presente nel momento in cui Marco Vannini è stato colpito dal proiettile. Insieme a lui pare ci fosse anche la fidanzata Viola e sono in tanti a identificare Federico proprio come l’esecutore materiale della tragedia. Il giovane ha circa 29 anni ed è nato il 26 gennaio 1992 e uscirà dal carcere tra circa 10 anni. Ha frequentato la scuola militare Nunziatella e si è dedicato alla conoscenza delle armi. Secondo alcune interpretazioni sarebbe stato proprio lui a sparare quella notte, ma il padre non si sarebbe addossato la colpa.

Federico Ciontoli ha parlato ancora? Prendo atto che è improvvisamente diventato loquace. Peccato che nelle sue dichiarazioni continui a mentire spudoratamente, così come ha fatto in questi anni. Non si riscontra nessuna novità in quello che dice. Nulla! Ho saputo che si lamenta perché i giudici della Cassazione hanno fissato troppo presto la data dell’udienza che lo vede imputato, insieme con il resto della famiglia, per l’omicidio di mio figlio e che non avrà il tempo a sufficienza per dire alcune cose. Ma come può arrivare a dire una cosa del genere? Ha avuto sei anni per parlare e non l”ha fatto. Anzi, sino a oggi ha detto solo bugie”. Marina Conte, la mamma di Marco Vannini, ha commentato così le ultime esternazioni di Federico Ciontoli, imputato insieme con i genitori e la sorella nel processo per omicidio volontario. Tutta la famiglia Ciontoli è infatti accusata, a vario titolo, del delitto di Marco Vannini, il giovane bagnino di 20 anni ucciso la sera del 17 maggio del 2015 mentre si trovava a casa della sua $danzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli, sul litorale romano.

Quella maledetta sera un colpo di pistola, esploso da una potente Beretta calibro nove, trafisse il corpo di Marco, che morì dopo una lunga e sofferente agonia. Nessuno in quella casa chiamò i soccorsi. Soltanto dopo 110 minuti dall”esplosione del colpo la famiglia Ciontoli si decise finalmente a chiamare un”ambulanza. Quell”attesa, stando alle perizie medico-legali, è risultata fatale per Marco, il quale, se fosse stato soccorso in tempo, si sarebbe potuto salvare. I giudici della Cassazione hanno fissato l”udienza a carico dei quattro imputati per il prossimo 3 maggio. In quella occasione i magistrati della Corte Suprema dovranno decidere se accogliere il ricorso presentato dalla famiglia Ciontoli o se respingerlo.

Nel caso in cui il ricorso alla sentenza di Appello dovesse essere respinto, tutti e quattro gli imputati andrebbero direttamente in prigione. Quando si è diffusa la notizia della data della $ssazione dell”udienza, Federico Ciontoli, attraverso il suo profilo Facebook, ha tenuto un breve “monologo”. Eccone uno stralcio: «Ieri gli avvocati mi hanno comunicato che è stata fissata per il 3 maggio la data dell”udienza per la Cassazione. Pensavo fosse più in là, ma non è così.

Spero solo che questa volta non ci siano pressioni mediatiche o politiche e che si giudichi solo secondo giustizia. Pensavo di avere più tempo per chiarire quei punti di cui non avevo avuto la forza
di parlare in pubblico, ma non è così. Sto valutando di pubblicare un video o una diretta tra due o tre settimane per poter chiarire quei punti critici, per i quali c”è una spiegazione. In questi giorni ho lavorato anche a una delle strumentalizzazioni che i programmi televisivi hanno fatto su di me e spero che si possa capire quanto questo
tipo di operazioni vadano a influenzare le opinioni che ci facciamo».

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