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Juventus Lazio dove vedere diretta live tv Streaming Gratis No Rojadirecta

Manca pochissimo e sarà tutto pronto per assistere alla partita tra Juventus Lazio oggi sabato 6 marzo 2021 alle ore 20:45: La partita è valida per la 26esima giornata di Serie A. Dopo aver vinto contro lo Spezia, la squadra bianconera di Andrea Pirlo proverà a portare a casa altri 3 punti.
Dove e come vedere la partita

Juventus Lazio si giocherà oggi alle ore 20:45 presso lo stadio Allianz. Sarà visibile in diretta a partire dalle ore 20.30 su Sky Sport Uno, canale 201 del satellite, 472 e 482 del digitale terrestre.

Ed ancora, si potrà assistere al match su Sky Sport canale 252 del satellite. La telecronaca è affidata a Fabio Caressa con il commento dell’ex calciatore Fernando Orsi. Ovviamente si potrà anche seguire il match attraverso la finestra diretta sul canale 251.

Tutti gli abbonati Sky potranno guardare la partita attraverso l‘applicazione Sky Go anche sui vari dispositivi mobili come tablet e smartphone scaricabile sui principali Market Store e riservata Ai titolari di abbonamenti. La partita sarà anche disponibile sull’app di Now TV in streaming ovviamente dopo aver sottoscritto un abbonamento. Questo servizio live e on demand di ‘Sky‘, permette di vedere tra tutti gli eventi sportivi previsti.

Se la stagione 2019-20 era stata insolita tra ampiezza dell’arco temporale e stadi vuoti, quella attuale ha mantenuto una sua singolarità. Gli impianti continuano a restare desolatamente vuoti, in attesa che un giorno la pandemia possa entrare a far parte dell’album dei ricordi (in Inghilterra proveranno a riaprire alla gente a metà maggio, nel resto d’Europa vedremo), e l’annata calcistica si è straordinariamente compressa: perché il campionato precedente si era conclusa il 2 agosto e perché quello attuale è cominciato il 19 settembre con obbligo di chiusura al 23 maggio, causa impegni della Nazionale in vista della fase finale dell’Europeo rinviato nel 2020. Non un calo degli impegni, per chi è presente su più fronti, ma un loro straordinario concentrarsi. Basti pensare alla Juventus.

Il 17 gennaio ha avviato un ciclo di un mese con 10 partite. Il 22 febbraio ne ha avviato un altro con 8 partite ancora in 30 giorni. Giorni in cui si intersecano campionato, Champions League, Coppa Italia e finali di Supercoppa. Un ritmo da un match ogni 72 ore, che impedisce di recuperare appieno da una gara all’altra; che nega la possibilità di allenarsi con un calendario adeguato fatto di lavoro e riposi; che obbliga, in ultimo, a sfruttare fino all’ultima stilla di energia i giocatori a disposizione. Con effetti complicati per chi deve gestire infortuni e con ricadute di superlavoro per chi deve sottoporsi a un surplus di minuti in campo, quando invece dovrebbe riposare.
Prendiamo la Juventus di quest’anno, con i dati riportati in tabella. Sono sei gli elementi che hanno superato i 2.000 minuti di utilizzo: dai 2.761 di Danilo ai 2.052 di Adrien Rabiot. Il difensore brasiliano ha già superato (per partite e minutaggio) il totale della passata stagione. Tutti gli altri, tranne Leo Bonucci, potranno ampiamente lasciarsi dietro i numeri 2019-20, se non avranno a loro volta problemi (vedi la recentissima positività di Rodrigo Bentancur) e se verranno sempre utilizzati da Andrea Pirlo fino alla fine di una stagione caratterizzata dai tanti infortuni: la Juventus deve disputare ancora 16 incontri, che diventerebbero 18, 20 oppure 21 in caso di passaggio ai quarti di Champions. Nella ipotesi più beneaugurante per i colori bianconeri, in quattro sfonderebbero quota 50 (Danilo 54, Rabiot 52 e Cristiano Ronaldo 51, Bentancur chissà), con Wojciech Szczesny a 47 e Bonucci a 46, il solo sotto rispetto alla scorsa stagione.

Una sovraesposizione di cinque uomini di movimento che porta a conseguenze singolari e generali. Le singolari possono essere gli errori in fase di appoggio e di gestione del pallone, causati da una testa non libera e da gambe che non girano come si vorrebbe. Le generali possono essere partite come quella di Verona, quando la Juventus dopo una ora discreta, è stata messa sotto sul piano del ritmo dai padroni di casa, fino a subire una rete del pareggio parsa quasi inevitabile. Oppure come l’ultima contro lo Spezia, quando i bianconeri hanno faticato per quasi un’ora. Il cambio di marcia è stato dato dai panchinari, quelli che non c’erano al Bentegodi e che invece c’erano all’Allianz: l’ingresso di Alvaro Morata e Federico Bernardeschi ha cambiato gli equilibri in campo, spostandoli sul fronte juventino. A ricordare come qualità (dei singoli) e quantità (del gruppo) siano condizione essenziale per ottenere risultati.


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