Marco Liorni non si ferma tra Reazione a Catena e Italia Si mai un giorno di pausa

Marco Liorni non si ferma mai. Dopo una stagione televisiva impegnativa con “Italia Sì”, il pacato presentatore cinquantacinquenne è tornato alla guida di “Reazione a catena – L’intesa vincente”, il gioco di Rai Uno che appassiona i telespettatori durante le calde serate estive.

In onda dal lunedì al venerdì dalle 18,45 alle 19,55, in questa edizione ci sono alcune novità tra cui il gioco chiamato “Zot”, oltre al fatto che, causa pandemia, nello studio del quiz non c’è il pubblico. Marco Liorni non si è risparmiato nella preparazione di “Reazione a Catena” e con il suo staff di autori si è occupato personalmente del casting per la scelta dei vari concorrenti, sicuro che anche in questa edizione il format riscuoterà un grande successo come già accaduto in passato: questa è la terza estate che Liorni conduce il preserale estivo di Rai Uno.

Questo però non ha impedito al conduttore romano, nato sotto il segno del Leone, di interessarsi ad un tema importante che gli sta particolarmente a cuore, quello della salvaguardia del nostro pianeta. Per lanciare il suo messaggio ha usato i social in occasione dell’Earth Day, la giornata mondiale della Terra, ed ha scritto: «Noi umani siamo gli esseri viventi più intelligenti sulla Terra, ma quello che stiamo facendo con il nostro pianeta è veramente da idioti.

La pandemia ci ha dato la prova concreta di uno dei molti e terribili effetti degli squilibri della natura». Parlando ancora di pandemia ed attualità, il conduttore, che è sposato dal 2014 con Giovanna Astolfi ed ha tre figli, Niccolò, Emma e Viola, ha espresso la sua opinione su quanto secondo lui sia indispensabile servirsi dei vaccini contro il Covid: «Girano un sacco di boi***e. Non ci sono numeri, virologi, fatti che tengano contro chi ostenta scetticismo. – ha detto a “Voi” – Vivo la pandemia in apnea.

Quando è insorta sembrava un incubo. Adesso è una consapevolezza, la vita è ai minimi termini: apnea». Una presa di posizione molto forte per uno che si descrive come mite: «Sono di indole mite, ma questo non vuol dire che mi faccia mettere i piedi in testa… – disse tempo fa a “Oggi” – E comunque preferisco prevenire: di solito mando segnali chiari e se gli altri non si regolano, mi regolo io, per esempio chiudendo il rapporto. Temete l’ira del mite!».

Personaggio tv tra i più noti, Liorni sostiene la tv elegante, come ha detto nell’intervista del blog di Giulio Serri: una televisione di qualità, dove qualità sta a significare la cura del dettaglio. Un tratto che può benissimo essere intercettato anche in un programma leggero d’intrattenimento: l’importante è che le cose si facciano bene, con onestà.

D’altronde il presentatore non ama l’aggressività: «Si urla tanto, tutti urlano. Mi piacerebbe un Paese più riflessivo, più pacato. Poi si può benissimo urlare e litigare, purché non si vada avanti per frasi fatte, slogan e chiusure, altrimenti non si capisce a cosa serva confrontarsi».

Per lui, e ha ragione, urlare significa spegnere un po’ il cervello, e questo vale nella vita di tutti i giorni e in tv, ecco perché lui tiene una conduzione pacata: «Piuttosto che parlarsi addosso e strillare, la mia è una piccola riserva indiana di rispetto.

Se non ascolti l’altro non si fa un passo avanti, gonfiamo il nostro ego senza andare da nessuna parte», ha spiegato a “Repubblica”. Allo stesso modo non è un appassionato dei social e del modo in cui la gente li usa: «Ci sto, ma non mi piace in questo momento come vengono vissuti. Vedo anche grossi giornalisti che entrano in polemiche, discussioni, battibecchi via Twitter, che mi chiedo perché lo facciano».

La radio, invece, che in passato ha praticato con soddisfazione, lo entusiasma, come la tv. E da sempre: «Il mio gioco preferito era quello di realizzare modellini di telecamere e poi li facevo vedere alla mia famiglia. Inscenavo studi televisivi con tanto di messa in onda.

Ma non è finita, mi improvvisavo anche conduttore radiofonico per i miei genitori. A pensarci bene ho questa doppia passione, tra radio e tv, da sempre e sono stato molto fortunato a realizzare il sogno della mia infanzia». Per lui è molto importante anche la Fede, che ha sempre guidato le sue azioni.

La fede cristiana è una presenza molto forte nella vita del conduttore, che tra le varie esperienze tv annovera anche quella al timone della trasmissione “Angeli”: «Fu molto di più che una trasmissione televisiva. Ebbi modo di farmi svariate domande, mi sono messo in discussione parecchie volte. Credo che ognuno di noi abbia bisogno nella vita di un momento in cui interrogarsi, porsi quesiti e da lì ripartire».

Devoto di Padre Pio, stima moltissimo Papa Francesco per il quale ha speso delle parole di ammirazione: «Ogni giorno che passa è un miracolo del Signore che ha voluto regalarci un uomo così meraviglioso a capo della Chiesa. In poco più di un anno è riuscito ad illuminare i volti di tutti, anche di persone lontane dal messaggio cristiano. Ogni giorno, prima di andare in redazione, cerco su Google sue nuove dichiarazioni: le trovo sempre stimolanti e centrate». Una persona perbene, ecco perché agli italiani piace tanto.


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