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Omicidio di Marta Russo: che fine hanno fatto Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro

Sono passati oltre 20 anni dall’omicidio di Marta Russo, ovvero la giovane studentessa di soli 22 anni che purtroppo è stata raggiunta da un colpo vagante, partito molto probabilmente dalla facoltà di giurisprudenza all’interno della città universitaria di Roma. Si è trattato di un caso di cronaca che sicuramente ha sconvolto l’Italia intera e del quale si è continuato a parlare negli anni a venire. Purtroppo la ragazza è morta dopo 5 giorni di agonia senza aver mai preso conoscenza.

Omicidio di Marta Russo, chi era la giovane studentessa

Era arrivata al Policlinico primo di Roma ancora in condizioni davvero drammatiche. Le indagini sono state molto difficili e purtroppo per tanti anni non si è riusciti a fare luce su cosa effettivamente fosse accaduto. Sono stati comunque condannati due ragazzi che all’epoca avevano 30 anni e che si sono sempre dichiarati innocenti. Non è stata mai presentata alcuna prova schiacciante che potesse riportare a loro come colpevoli di questo fatto.

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Chi è stato condannato per l’omicidio di Marta

Ad ogni modo ,furono condannati per omicidio colposo preterintenzionale due giovani che all’epoca avevano 30 anni. Nel 1999 Infatti venne condannato Giovanni Scattone in primo grado a sette anni di carcere per omicidio colposo e possesso di arma da fuoco. Ferraro invece venne condannato a 4 anni per favoreggiamento e possesso illegale di arma da fuoco che in realtà non è mai stata ritrovata. Dopo tante ipotesi e piste seguite alla fine la tesi finale fu che Scattone per sbaglio sparò un colpo di pistola che aveva portato all’università. La condanna venne confermata in appello e annullata poi dalla Corte di cassazione per manifesta illogicità.

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La giustizia ha condannato quindi nel 2003 Giovanni Scattone per omicidio colposo aggravato a 5 anni e 4 mesi. Per la morte della giovane viene condannato per favoreggiamento all’omicidio Salvatore Ferraro con una pena di 4 anni e 2 mesi che finì di scontare dal 2005 agli arresti domiciliari. Non si sa se sia stato uno stupido gioco e quindi il colpo sarebbe partito per errore e per una serie di rimbalzi arrivato a Marta Russo.

Che fine hanno fatto i due condannati

Oggi Giovanni Scattone lavora come insegnante di filosofia a Roma. Nel 2011 come supplente ha lavorato presso il liceo scientifico Cavour e poi all’Enaudi di Roma ma ovviamente ha dovuto rinunciare a diversi opportunità proprio per gli strascichi dei fatti che hanno sicuramente segnato la sua vita. In questi anni ha lavorato anche come Traduttore, come editor e giornalista ed è sposato con Cinzia Giorgio dal 2001. Ferraro invece dopo la condanna ha iniziato a fare politica e nello specifico ha militato nel Partito Radicale. Ha avuto diversi ruoli all’interno dello stesso partito ,ma anche presso la Camera dei Deputati come consulente.

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