Raffaella Carrà, Sergio Japino ha portato le ceneri a San Giovanni Rotondo

Per il suo ultimo viaggio terreno Raffaella Carrà ha voluto essere riaccompagnata a San Giovanni Rotondo, in Puglia, nella terra di Padre Pio, il santo cui si era avvicinata nel corso della vita. Prima di mancare improvvisamente dopo una breve malattia il 5 luglio a 78 anni, la grande artista aveva espresso il desiderio che le sue ceneri visitassero ancora una volta quel luogo che lei aveva imparato ad amare vent’anni fa, quando aveva inaugurato la sede del Centro di comunicazione dei frati.

Ad accompagnarla ancora una volta, come allora, Sergio Japino, ex compagno e grande amico che ha espresso il dolore della mancanza con una frase: «Ascoltate il mio silenzio». Dopo una solenne processione, l’urna con i resti della showigirl è stata deposta accanto alla statua del santo di Pietrelcina, all’esterno della sede di Tele Radio Padre Pio, mentre veniva inaugurata una targa in sua memoria. A seguire, una messa nella chiesa dove il santo celebrò l’ultima eucarestia, quindi un concerto commovente in onore della Carrà.

Pochi conoscevano l’aspetto spirituale di Raffaella. Nel 2001, durante la conferenza stampa, prima del taglio del nastro dell’emittente, lei stessa si diceva stupita di essere stata scelta per quell’inaugurazione. «Vengo da una terra, l’Emilia Romagna, molto pragmatica», aveva detto, «dove Padre Pio è una figura lontana. Sono nata in una famiglia cattolica, ma non sono mai stata una praticante assidua. Eppure ho una mia vita interiore e prego quando mi capita, rivolgo una speranza al cielo o un pensiero a chi non c’è più».

Quello che l’aveva colpita di San Giovanni Rotondo era stata la vita devota dei religiosi che si davano da fare per i poveri e i bisognosi: Raffaella si era avvicinata a Padre Pio attraverso loro. «Ho voluto conoscere più da vicino la sua vita le sue opere», aveva detto Raffaella. «Ho visitato la sua casa di Pietrelcina, ho sentito come Dio operava attraverso quest’uomo e ho scoperto che pregarlo porta assolutamente benefici ». In occasione delle canonizzazione del frate, nel 2002, la Carrà aveva dedicato una puntata speciale di Carramba!

Che sorpresa al santo e forse, da allora, il dialogo intimo con Padre Pio non si era mai interrotto. Nei mesi precedenti la sua morte, la Carrà aveva fatto anche cospicue donazioni rimanendo nell’ombra: un respiratore per l’ospedale di Grosseto in piena emergenza Covid e un immobile di sua proprietà alla Confraternita di Misericordia di Porto Santo Stefano, la località maremmana dove amava trascorrere le sue vacanze. Ed è lì, sul Monte Argentario, che Raffaella è stata riportata per la sepoltura definitiva. Ora il viaggio terreno di questa donna e artista straordinaria si è davvero concluso.


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