Massimiliano Ossini avete mai visto la moglie Laura Gabrielli ed il dramma della sua malattia?

«Ho una bella famiglia e siamo felici»  «Abbiamo vinto e superato molti ostacoli, perché sicuramente c’è un angelo che ci protegge» • «Ai tempi di “Linea verde” mi tolsero il programma ed entrai in crisi con me stesso»  «Mia moglie ha combattuto un tumore»  «Lo scorso anno ci siamo ammalati di Covid»

Massimiliano Ossini, con un gilet rosso natalizio, brinda al 2022 e al suo nuovo programma “Kalipè” con i suoi tre figli; sotto, gioca con loro a tombola, un classico di queste festività, nel soggiorno della loro bellissima villa. «Sono molto legato ai miei ragazzi, che in questo periodo della loro vita sono in piena adolescenza, un momento affascinante ma delicato al tempo stesso. Per questo quando parto per lavoro cerco comunque tutti i giorni di parlarci attraverso le videochiamate, per dare loro consigli e fargli sentire sempre la mia vicinanza», dice Massimiliano.

Brindo a questo 2022 con gioia nel cuore, essere arrivato dopo vent’anni di carriera, la prima serata televisiva con Kalipè – A passo d’uomo, un programma unico nel suo genere, un incredibile viaggio nelle bellezze del nostro pianeta. Ma se penso a questo traguardo, non posso dimenticare anche i momenti difficili, professionali ma anche personali, che ho vissuto prima di arrivare fin qui. Pezzi di vita che, ne sono certo, mi hanno reso un uomo migliore».

Così ini dice Massimiliano Ossini, già conduttore di Linea bianca, uno dei volti più amati della nostra televisione, che da mercoledì 29 dicembre fa il suo debutto in prima serata su Raidue con un nuovo, atteso programma, Kalipè. «Sì, è una grande sfida per me, cinque puntate di una sorta di spettacolo a tutto tondo che, le dicevo, ruota intorno alla natura in tutte le sue forme», continua Ossini. «Da uno studio televisivo incredibile, allestito “in cielo” sulle cime del Monte Bianco, mostro i filmati che ho girato anche io da un capo all’altro del globo, dagli Stati Uniti alle Maldive, alle Hawaii, alla nostra Italia. E a tanta magia si aggiungono ospiti e la musica, tra spettacolo e divulgazione».

Massimiliano sorride e mi fa strada nella sua casa di Ascoli Piceno addobbata per questi continua da pag. 12 giorni di festa e dove posa con i suoi tre figli: Carlotta, Melissa e Giovanni, diciassette, sedici e tredici anni, avuti con la moglie, l’imprenditrice ascolana Laura Gabrielli, sposata quasi venti anni fa.

«I miei ragazzi sono la mia forza, la mia roccia», mi dice Massimiliano aprendo uno spaccato inedito sulla sua vita. «E, in fondo, devo ringraziare proprio loro e mia moglie se, nel corso degli anni, sono riuscito ad andare avanti nonostante i periodi bui. Per fortuna c’è un angelo che ci protegge».

A quali periodi si riferisce? «Be’, ce ne sono stati diversi. Sul lavoro, non è mai stato tutto rose e fiori. Ho cominciato come volto di Disney Channel, il popolarissimo canale televisivo per bambini, appena ventenne, dove sono stato per sei anni e la strada sembrava in discesa. Ma poi, quando proprio credevo di essere ormai lanciato ho avuto una battuta di arresto. Stavo conducendo da quattro anni Linea verde con successo, ma quando in Rai è cambiato il direttore di rete sono stato messo in panchina. Di punto in bianco, insomma, ho perso il lavoro, quel lavoro per cui avevo faticato tanto».

Massimiliano Ossini nasce a Napoli il 22 dicembre 1978, ha 42 anni e quest’anno ne compirà 30. Il suo segno zodiacale del Capricorno. Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 1997 e si è laureato in Scienze delle comunicazione a Milano e ben presto inizia a lavorare nel mondo della pubblicità. Nel 2000 lui debutta nel mondo dello spettacolo ed in poco tempo per lui arriva una grande popolarità grazie al canale Disney Channel. Massimiliano Ossini partecipa poi a numerosi programmi televisivi e conduce importanti programmi per la Rai come Uno Mattina, Mezzogiorno in Famiglia.

Laura Gabrielli: chi è?

Laura Gabrielli nasce ad Ascoli Piceno nel 1973, ha 47 anni e quest’anno ne compirà 48. Dal 2003 è sposata con il conduttore ed ex modello Massimiliano Ossini. Lei è un’imprenditrice di successo e lavora da sempre nel suo campo.
La coppia sta insieme da moltissimi anni e si amano moltissimo, dal loro matrimonio sono nati tre figli: Carlotta nata nel 2004, Melissa nel 2005 e Giovanni nel 2008.

Nel 2008 alla donna viene diagnosticata una brutta malattia, ovvero un tumore alla tiroide che ha messo a dura prova tutta la famiglia. La coppia si è trovato davanti ad una scelta difficile se proseguire o meno la gravidanza.
Tutto è andato per il verso giusto e Laura Gabrielli è riuscita a sconfiggere la malattia ed hanno avuto il loro terzo figlio.

Aprire una finestra sul mondo con uno stile televisivo a metà strada tra la divulgazione scientifica e lo spettacolo. È questa l’ambiziosa missione di Kalipè – A passo d’uomo: il nuovo programma condotto da Massimiliano Ossini, in onda dal 29 dicembre ogni mercoledì in prima serata su Raidue. Il conduttore, che continua a scalare le montagne più belle d’Italia alla guida di Linea Bianca su Raiuno, ma anche le classifiche dei libri più venduti con le sue due ultime fatiche editoriali: Kalipè – A passo d’uomo e Giganti di ghiaccio e di pietra, si racconta al nostro settimanale con la solita generosità e simpatia.

Massimiliano, come sarà il tuo nuovo programma?

«È un prodotto televisivo davvero innovativo, un programma di divulgazione in cui non abbiamo inserito documentari altrui, ma solo nostri approfondimenti. Abbiamo viaggiato attraverso l’Italia, l’Europa e il mondo: un lavoro faticoso, ma incredibilmente gratificante».

In quali magnifici posti ci porterai?

«Siamo stati in Spagna, negli Stati Uniti, alle Maldive, solo per citare alcune delle nostre tappe. Ogni puntata avrà come focus il benessere del Pianeta. Affronteremo questa importante tematica anche con alcuni volti noti del mondo dello spettacolo, che si racconteranno con generosità.

E rifletteremo sul regalo più grande che quotidianamente ci fa la natura: quello di vivere in un mondo di autentica bellezza. Fotograferemo i problemi del Pianeta, ma ne tracceremo anche una mappa all’insegna della positività e dell’ottimismo, sottolineando come ciascuno di noi possa e debba fare la sua parte per regalare alle nuove generazioni un mondo migliore. Lo meritano».

Da dove deriva il titolo del format?

«Kalipè è una parola himalayana che significa le bellezze del mondo da cui ci siamo dovuti tenere lontani per le ragioni che tutti conosciamo. Ma è anche uno stile di vita che ci impone di vivere questo nuovo incontro, dopo l’astinenza forzata e dolorosa dai viaggi, con tempi nuovi, non più frenetici, ma calmi, riflessivi, equilibrati e misurati».

Qual è il momento più particolare e indimenticabile che hai vissuto durante questi lunghi viaggi? «Ho nuotato all’alba nell’oceano in mezzo agli squali alle Hawaii. Ce ne saranno stati una cinquantina. L’ho fatto, ovviamente, dopo una lunga preparazione, imparando come muovermi per non correre rischi. Avevo paura, ma la conoscenza, così come sempre accade nella vita, ti permette di evitare errori.

La pandemia ci ha dimostrato, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, di quanto si viva in un mondo in cui ciò che accade anche in un posto lontanissimo abbia poi ripercussioni importanti altrove. «Abitiamo tutti lo stesso Pianeta, spesso ce ne dimentichiamo. E uno ne abbiamo.

Quanto di sbagliato facciamo qui si ripercuote negativamente anche dall’altra parte del mondo. Spetta a noi scegliere come vogliamo vivere. Ecco perché vanno evitati sprechi alimentari, dispersione d’acqua. Questi e altri piccoli atteggiamenti virtuosi possono innescare un reale cambiamento.

Ci sono paesi che lo hanno capito e che, intelligentemente, stanno facendo molto su questo fronte anche dal punto di vista dell’educazione a una cultura rispettosa dell’ambiente da diffondere ai più giovani. Altri invece puntano tutto sullo sviluppo, perché magari vengono da una situazione di povertà e arretratezza, e poco si curano dei gravi danni che possono arrecare all’ambiente. Anche il nostro programma può fare la sua parte».

Un programma che vanta anche un particolare record…

«Ho voluto fortemente che il nostro studio fosse ubicato in un punto preciso. È lo studio televisivo più alto al mondo, si trova, infatti, a 3462 metri di altitudine, presso la stazione di arrivo Punta Elbronner della cabinovia Skyway Monte Bianco».

«Riscoprite le vostre passioni»

Le istanze ecologiste negli ultimi anni sono alla base delle battaglie delle giovani generazioni. Tu, già da ragazzo, avevi attenzione ai temi legati all’ambiente? «Si, non ho mai sopportato gli sprechi e con gli scout ho imparato tanto.

Penso, per esempio, all’acqua che avevamo a disposizione durante le nostre escursioni e che andava intelligentemente razionata. Peraltro pochi capiscono che ne deriva anche un risparmio economico oltre che di risorse naturali da un atteggiamento virtuoso come questo: meno sprechi e meno paghi. Sono attento anche in casa: all’irrigazione del giardino, a non sprecare acqua quando mi lavo i denti o mi faccio la doccia, a non lasciare inutilmente le luci accese nelle stanze, a non avere il frigorifero strapieno di prodotti che poi scadono e vanno buttati. Un atteggiamento che ho insegnato anche ai miei figli, con l’esempio, oltre che a parole».

Che Natale hai trascorso?

«Un Natale di rinascita con la mia famiglia. Io che sono sempre in viaggio per lavoro, finalmente ho potuto goder-mi i miei’ affetti. E se lo scorso anno i miei figli erano dovuti stare lontani dai nonni, un grosso dolore per tutti, quest’anno grazie ai vaccini, sono potuti tornare a festeggiare assieme.

Questa situazione così difficile che speriamo di lasciarci presto alle spalle ci ha insegnato quanto fossero importanti quelle cose a cui non davamo importanza, penso al calore di un abbraccio».

Che augurio fai agli italiani per questo 2022 alle porte?

«Oltre alla salute, e ne abbiamo quanto mai bisogno, auguro a tutti di rintracciare dentro di sé una passione da rincorrere ogni giorno della propria vita. E il motore della vita, ciò che ci impedisce di stare fermi, anche mentalmente . Tornare a vivere i n modo attivo, però lento e calibro questo agli italiani».




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