Amanda Lear era un uomo: quello che sappiamo e cosa non convince sulla leggenda

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La leggenda del cambio di sesso di Amanda Lear è di nuovo al centro del gossip. Dal vero nome di Amanda Lear da uomo ai racconti del suo primo incontro con Salvador Dalì, ecco tutto quello che c’è da sapere. Una star che ha sempre prosperato sull’ambiguità. “Non c’è una sola Amanda, ce ne sono molte”, disse Denis Taranto nel 1970, e questa risposta potrebbe essere sufficiente per tutto.

Si dice che Salvador Dalì sia stato talmente ammaliato dalla cantante francese Amanda Lear da dichiarare il suo desiderio di cambiare sesso e diventare lei. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul presunto cambio di sesso di Amanda Lear, dal suo vero nome di battesimo da uomo ai racconti del suo primo incontro con Salvador Dalì. Un’artista che ha sempre incuriosito il pubblico giocando con l’ambiguità. “Ci sono molte Amanda”, disse Denis Taranto nel 1970, e avrebbe potuto dire tutto.

Salvador Dalì sostenne e amò Amanda Lear a metà degli anni Sessanta, quando era all’apice della sua popolarità. A causa del legame con il surrealismo, si attribuisce alla storia di Alain René Tap, un transessuale che avrebbe subito un’operazione di cambio di sesso a Casablanca sotto la supervisione di Burou, il più grande chirurgo transessuale dell’epoca, l’inizio della leggenda.

Alain René Tap cambia il suo nome in Peki D’Oslo e balla negli spettacoli di burlesque en travesti diretti dalla popolare Ladybird, incontrando la transgender April Ashley che, nel suo libro di memorie, divulgherà tutto ciò che sa su Peki D’Oslo prima e dopo le foto.

“Non sono nata uomo, è una fake news”

Amanda Lear ha poi raccontato la sua versione in una recente intervista a La Stampa. La diva ottantaduenne ha detto basta alle “fake news”, accostando chi crede a questa storia del cambio sesso ai terrapiattisti:

È la stessa ragione per cui qualcuno continua a dire che la terra è piatta. Io sono stata la prima vittima delle fake news e dei complottisti. Dicevano che quelle foto erano ritoccate. La gente sparlava di me pensando forse di distruggermi. E invece hanno contribuito alla mia fama. Ecco, do questo consiglio alle vittime delle fake news di oggi sui social: utilizzatele a vostro vantaggio.

L’espediente pubblicitario che creò ambiguità

“Uomo? Donna? Io sono ciò che mi si crede” recitava un suo battage pubblicitario. Anche lei ha sempre giocato molto su questa ambiguità che tale resta, anche oggi. “Non c’è una sola Amanda, ce ne sono tante” dirà di lei il fotografo Denis Taranto nel 1970. E questa risposta può forse bastare per tutto.




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