Enrico Montesano minaccia cause e chiede un incontro con l’Associazione nazionale partigiani italiani


Una cosa così in Germania non sarebbe mai successa. Lì neonazisti e neofascisti non vanno in televisione. Sono movimenti dichiarati fuorilegge». Lo dice chiaro Roberto Cenati, presidente provinciale di Milano dell’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi), commentando lo tsunami che sabato 12 novembre si è abbattuto sulla televisione pubblica.

Protagonista, il comico Enrico Montesano, che è apparso in una clip di Ballando con le Stelle su Rai Uno indossando una maglietta nera con il simbolo della famigerata X Mas sul petto (un teschio con la rosa in bocca) e la scritta Memento audere sempre, sulla schiena.

Al di là del latino maccheronico (la dicitura esatta è “Memento audere semper”), il motto coniato da D’Annunzio per inneggiare ad alcune particolari armi (i Motoscafi Armati Siluranti, i Mas appunto) fu mutuato dal regime di Benito Mussolini e da allora ha assunto una chiara connotazione fascista. Cosa è stata la X Mas è presto detto: corpo di élite della Marina Italiana, l’8 settembre 1943, dopo l’Armistizio, si divise in due tronconi, uno fedele ai Savoia che lottava al fianco degli alleati; l’altro al diretto comando di Mussolini, guidato dal famigerato “Principe nero”, Junio Valerio Borghese, che combatteva per la Repubblica di Salò insieme con i nazisti di Hitler. Tra il 1943 e il 1945 la X Mas si macchiò di alcuni dei crimini più orrendi della Lotta di liberazione: azioni di polizia e rastrellamento di partigiani.

Sollevato il caso dalla giornalista Selvaggia Lucarelli, la Rai non ha potuto fare altro che cacciare dal programma Montesano con parole durissime. «Quanto accaduto ieri sera a Ballando con le stelle, in onda su Raiuno, è inaccettabile», ha dichiarato dopo la messa in onda, la Rai, che ha anche aperto un’inchiesta interna, «Chiediamo scusa a tutti i telespettatori». Questione chiusa? Neanche per sogno, perché Montesano si è opposto all’esclusione e ha promesso cause legali contro l’azienda.

Il comico ha minimizzato l’accaduto: «la maglietta fa parte di una mia collezione da anni è in vendita pubblica nei negozi italiani senza che alcuno abbia mai pensato trattarsi di uno strumento di propaganda antidemocratica». E ha sottolineato: «La maglietta è stata vista dai rappresentati della Rai sia durante le mie prove della prestazione artistica, sia durante la registrazione della stessa, senza alcuna obiezione. Aggiungo che il materiale montato e messo poi in onda è stato ulteriormente esaminato dai rappresentati della Rai che non hanno minimamente dubitato della regolarità e della liceità delle immagini ».

Montesano ha chiesto anche un incontro all’Anpi, «affinché io possa rammentare il mio passato di uomo legato al rigoroso rispetto dei valori della libertà e della democrazia». «Ho dei forti dubbi che Montesano possa qualificarsi come antifascista, visto ciò che ha fatto», commenta Cenati, «la sua richiesta è imbarazzante». Per l’alto dirigente dell’Anpi, però, il problema è più generale: «L’Italia non ha mai fatto i conti col fascismo. C’è stata la Resistenza, la Costituente e il voto alle donne. Ma mai una cesura netta con il regime di Mussolini. Basta ricordare il terrorismo nero degli Anni 70 e che nei momenti di difficoltà nel nostro Paese si invoca sempre “l’uomo forte”». E manca la conoscenza storica: «Dubito che se chiedessimo, non dico a 18enni, ma anche a molti 40enni, cosa fosse la X Mas, in molti saprebbero rispondere… ».

Per Cenati il nostro Paese è differente dalla Germania anche perché lì sono stati creati strumenti giuridici per vietare ogni rigurgito: «Lì, se fai il saluto nazista, vai in galera. Qui la magistratura spesso non rinvia neanche a giudizio quelli che ogni anno partecipano a raduni fascisti, con tanto di saluti romani e chiamata del Presente». E senza scomodare i tribunali, la stessa Tv stenta a prendere provvedimenti, come dimostra il caso dell’influencer Micol Incorvaia, che poco prima di entrare nella casa del Grande fratello Vip, ha pensato bene di intonare Faccetta nera. Senza incorrere in alcuna conseguenza.

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