Fiorello a Sanremo? Arriva l’indiscrezione con alcune curiosità

Per iniziare  il nuovo anno nel modo migliore abbiamo scelto il sorriso di Fiorello e di sua moglie, Susanna Biondo. Lo showman siciliano incarna le caratteristiche migliori del nostro Paese: empatico, orgoglioso, generoso, fiducioso nel futuro, ma anche malinconico, buono fino a quando qualcuno non si approfitta della sua bontà. Anche per questo è un patrimonio nazionale, il più grande intrattenitore italiano.

Perché sa intuire lo spirito dei tempi, interpretarlo e alleggerirlo. Basta che appaia sul palco per farci ritrovare il buonumore e la voglia di rimettersi in gioco, come ha fatto lui. E allora ecco il nostro testimonial per l’“anno che verrà”. Ogni riferimento al titolo del programma che ha condotto Amadeus a Capodanno su RaiUno non è casuale. Perché Fiorello sta facendo aspettare l’amico, che lo vorrebbe di nuovo a Sanremo, come se fosse Godot. «Sapremo se ci sarà solo all’ultimo minuto», ha confessato il conduttore.

Ma non è per sadismo che Fiorello tiene sulle spine Amadeus. Anzi, se tornasse a Sanremo, lo farebbe soprattutto per amicizia, come ha fatto l’anno scorso e due anni fa. È solo che, come dicevamo, è generoso ma non dimentica. Non dimentica che l’anno scorso fu costretto a intrattenere per cinque sere un teatro Ariston completamente vuoto, perché nessuno, fra i vertici Rai e nel mondo della politica, volle assumersi la responsabilità di battersi perché ci fosse il pubblico in sala.

Anzi, si penalizzò Sanremo proprio per dire che non ci sarebbero state eccezioni alle severe regole anticovid che avevano bloccato il mondo dello spettacolo. L’Ariston venne considerato un teatro e non uno studio televisivo. E così Fiorello si trovò sul palco senza avere il calore di una risata o di un applauso che potessero sottolineare le sue battute, se non addirittura offrirgli nuovi spunti. E, nella conferenza stampa finale, diede l’addio a Sanremo augurando un teatro stracolmo di pubblico ai suoi successori.

Senza considerare che, per la Rai, i successori di Amadeus e Fiorello sarebbero stati Amadeus e Fiorello. Lo showman è stato pregato di tornare sui propri passi e, allora, ha dettato le condizioni: non sarà presente tutte e cinque le sere e ci sarà solo a patto che ci sia il pubblico in sala. Anche quest’anno, con la crescita dei contagi, infatti, non è sicuro che fra un mese ci possa essere la cornice delle grandi occasioni. Amadeus ha fatto capire, negli spot di lancio del Festival, che non può esistere un Sanremo senza pubblico.

Vedremo. C’è, in ogni caso, un indizio che ci conferma che Fiorello si è tenuto libero per i giorni del Festival, in programma dall’1 al 5 febbraio. Il suo tour nei teatri, Fiorello presenta…!, che parte il 20 gennaio a Fermo e termina il 18 febbraio a Padova, prevede una pausa proprio dal 28 gennaio all’8 febbraio. Tempo, cioè, per essere a Sanremo. Forse non per le prove, le riunioni di scaletta, la lunga preparazione. Ma il Fiorello senza rete, cioè senza copione, è il migliore.

Quando recita un monologo è un bravo intrattenitore, quando improvvisa è unico. Quando si racconta e ci racconta, ipnotizzando il pubblico con la sua presenza e il suo carisma, ricorda i grandi come Walter Chiari o Gigi Proietti. Senza mai una parolaccia, una cattiveria, una caduta di stile, memore degli insegnamenti del suo capo animatore al villaggio vacanze Valtur di Brucoli, vicino ad Augusta: «Non prendere in giro il pubblico troppo pesantemente, immagina che fra quelle sedie ci siano tuo padre e tua madre».

Fiorello si è mosso sempre da battitore libero, da precario, senza un programma o un contratto di rete. A proprio rischio e pericolo. Anche a Sanremo, perché è più quello che può dare lui al Festival che viceversa. I suoi grandi one man show televisivi puntavano proprio sulla sua assenza dalle scene per due o tre anni, sull’attesa. Il suo tour nei teatri, ad esempio, parte a cinque anni di distanza dal precedente. Ma Fiorello non è uno che fa calcoli, non è uno che guarda il conto in banca.

Vuole essere amato, coccolato, al centro del progetto, per realizzare il sogno di Amadeus, cresciuto al fianco dei vari Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, nella gang di Claudio Cecchetto, e diventato, meritatamente, conduttore del più importante programma televisivo della tv italiana. Fiorello ha protetto Amadeus dalle critiche, nelle settimane del Festival ha dormito nella stanza di fronte alla sua facendogli scherzi di primo mattino, proprio come se fossero in vacanza.

Al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni Amadeus ha spiegato: «Con Fiorello c’è un rapporto speciale, noi non parliamo mai di Sanremo. Le sue presenze sono sempre state decise all’ultimo minuto. Quando mancheranno pochi giorni al Festival, ci confronteremo. E deciderà lui se e quando venire all’Ariston. L’anno scorso è stato eroico: uno come lui, che si nutre del pubblico e prende spunto dalle reazioni della platea, costretto a stare sul palco in un teatro vuoto.

Per lui non avere un pubblico è una tragedia». Per questo lo showman è stato lontano dai social e non ha lasciato indizi. Ci sta pensando, la sua non è una strategia. Vuol prendersi il proprio tempo per capire quale sarà l’energia che può portare al Festival. Nato come animatore nei villaggi vacanze, Fiorello è diventato l’intrattenitore dell’Italia, come aveva predetto il suo scopritore, Claudio Cecchetto. Da allora, se un comico non è cresciuto nei villaggi vacanze, non è nessuno.

E nei villaggi vacanze è pieno di aspiranti comici che vorrebbero diventare Fiorello. L’idea che ha cambiato la vita dello showman è stata di Fatma Ruffini, la quale, nel 1992, lo ha mandato nelle piazze con un microfono a far cantare gli italiani. Fiorello, una piazza, un microfono e le canzoni che si sentono nelle strade, nei bar, sui pullman delle gite scolastiche. Era il Karaoke. Da lì Fiorello ha ottenuto un successo personale incredibile, passando da simpatico sconosciuto a star, circondato dalle guardie del corpo.

La popolarità, gli eccessi mai nascosti, come la droga, l’isolamento e, ancora prima, il dolore più grande, la perdita del padre, che si sentì male durante una festa proprio mentre Fiorello era inviato a Sanremo per radio Deejay. Era facile per lui non avere più voglia di festeggiare. E, invece, si è rialzato. Il primo a capire il suo dolore è stato Maurizio Costanzo. E poi è arrivata nella sua vita Susanna Biondo, nel 1996, con la figlia Olivia, alla quale si è aggiunta, nel 2006, Angelica.

Susanna ha riportato equilibrio nella vita di Fiorello, lo ha aiutato ad affrontare i propri demoni, senza che questo nulla togliesse alla sua vena creativa, alla sua voglia di vivere al massimo. Che convive con una pigrizia tipica della “gente della notte”, per citare Jovanotti. «Il mio ideale è il nulla: casa, divano anatomico, telecomando, io non farei niente», ha confessato Fiorello. Ma poi, appena si trova di fronte un pubblico, che sia quello di un villaggio vacanze o la grande platea del teatro Ariston, si trasforma. Perché tutti si aspettano da Fiorello che faccia Fiorello. E, in fondo, anche lui.




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