In Tv Roma – Juventus Diretta Streaming Gratis


Ci siamo in campo sono scesi Roma contro Juventus. A casa della pandemia molte partite si giocheranno con un numero di spettatori ridotto. Tutti coloro che non possiedono un abbonamento Premium per assistere alla partita sui vari canali digitali possono recarsi su internet e cercare qualche sito internet che trasmetta la partita integralmente. Ricordiamo che questo tipo di metodo è altamente sconsigliato per tantissimi motivi, soprattutto per quelli legali.

Dove e come vedere il match

Roma Juventus si giocherà oggi domenica 9 gennaio 2022. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 18.30. Il match sarà visibile su Smart TV grazie all’applicazione di dazn e sarà disponibile anche sulle console di gioco xBox ovvero One, One S, One X, Series S e Series X e PlayStation PS4 e PS5. Sarà anche visibile attraverso i dispositivi come Amazon Fire TV stick Google Chromecast e timvision box. Disponibile anche la diretta streaming di Inter Atalanta sempre su dazn o tramite pc collegandosi direttamente al sito ufficiale e inserendo le proprie credenziali per accedere al catalogo degli eventi. Si potrà assistere al match in diretta streaming, sempre attraverso Dazn collegandosi attraverso dei smartphone e tablet.

Massimiliano Allegri non sarà in panchina oggi all’Olimpico di Roma: lo sfogo contro l’arbitro Sozza al termine di Juventus-Napoli gli costa una giornata di squalifica e un’ammenda da 10 mila euro, inflitte dal Giudice Sportivo. «La squalifica ci stava, sono cose che capitano e quindi non c’è bisogno di aggiungere altro» si limita a dire in conferenza stampa, non riuscendo tuttavia a dissimulare un certo nervosismo, lo stesso che lo aveva portato a inveire giovedì contro il direttore di gara.

Ma tu, ti fidi di Fede? M Allegri ci ha pensato e ha detto che sì, in fondo si può fare. Federico Chiesa ha giocato dall’inizio col Napoli, giocherà dall’inizio contro la Roma (a meno di novità di giornata) e mercoledì sembra destinato a fare tris: come fa a star fuori in Supercoppa contro l’Inter? Se c’è un giocatore da cui ora comincia l’attacco della Juve non è Morata (triste il giusto), non è Dybala (appena rientrato) e non è Kean, che pure va verso una maglia da titolare. L’attacco in questo momento comincia dal ragazzo col 22, che è appena tornato da un infortunio muscolare ma già interpreta la partita come ai vecchi tempi, come se fosse una serie di ripetute sui trenta metri. Scattare. Fermarsi. Riposarsi (forse). Scattare di nuovo.

Calciare in porta. Scattare un’altra volta. Per uno così, lo stadio Olimpico, con la pista d’atletica più famosa d’Italia, è il posto giusto. Il paradosso Chiesa a suo modo è il giocatore simbolo di questo momento della Juve. Allegri ha sistemato la fase difensiva -due gol subiti nelle ultime sette -ma offensivamente fa ancora una gran fatica. Numeri e campo. Numeri: la Juve ha l’undicesimo attacco della A. Campo: la squadra non migliora in molte situazioni di gioco, fatica quando viene aggredita, non concede grandi occasioni ma non le crea nemmeno. Allegri pensa di avere una rosa limitata per qualità, certo non vicina a quella delle sue vecchie Juventus, ma in attacco si affida ancora all’iniziativa individuale. E contro il Napoli l’unico giocatore capace di fare la differenza è stato Chiesa. Federico non è il giocatore ideale di Max perché gioca poco coi compagni: «Ha qualità straordinarie nel tirare e puntare – ha detto Allegri a settembre -. Ci deve mettere lo smarcamento della palla e la gestione, altrimenti dopo un’ora è da buttare via». Ecco, lo strano paradosso. Chiesa non è il tipo di Max ma ha in mano l’attacco. E ancora: Chiesa nonaiuta a giocare un calcio organizzato, un calcio di palleggio, ma in assenza di palleggio i suoi strappi diventano fondamentali.

Due Chiesa giallorossi La Juve di stasera quindi sarà un’anticipazione della primavera: Chiesa e Dybala insieme. Federico e Paulo sono stati rivali per un posto a metà settimana contro il Napoli ma restano i due giocatori più decisivi per la squadra: un talento tecnico e un talento atletico. Non per caso, sono due dei primi sei calciatori del campionato per dribbling riusciti. Insomma, per quello che si è visto finora, è difficile che la Juventus possa crescere offensivamente senza passare dalle giocate dei suoi due talenti offensivi. Per chi cerca una storia nella storia, prego rivolgersi alla storia. La famiglia Chiesa è stata vicina alla Roma a più riprese. Titolo di un giornale del 2001: “Inter e Roma si contendono Chiesa”. Nome sottinteso: Enrico. Altro articolo, questa volta del 2018: “La Roma si è informata della situazione di Chiesa con la Fiorentina”. Federico ha scelto la Juve con decisione, ma la Roma aveva fatto sapere che insomma, in caso di apertura sarebbe stata interessata.

Davide Federico non ha mai segnato all’Olimpico e l’anno scorso, quando la Juve ha giocato in trasferta contro la Roma, nemmeno era in squadra: era ancora tesserato per la Fiorentina, in attesa di un ok al trasferimento. Il suo ricordo giallorosso del cuore, così, resta la tripletta di un altro gennaio. Era il 2019 e la Fiorentina vinse 7-1 in Coppa Italia contro la Roma. Chiesa segnò tre volte, esultò in scivolata come fa ora e finì con gli occhi lucidi e le braccia al cielo, con una dedica in testa: Davide Astori. A pensarci, si commuoverebbe anche oggi.Qualche cambio ci sarà»: Massimiliano XX I I Allegri lo conferma a inizio conferenza e il motivo non è soltanto legato alle nuove assenze (Alex Sandro, uscito per un risentimento in Juve-Napoli, non è stato convocato), ma soprattutto alla Supercoppa. Tra tre giorni a San Siro Madama contenderà all’In-ter il primo trofeo della stagione e Max vuole dosare le energie. Perciò dentro De Sciglio a sinistra, unica novità in difesa rispetto all’ultimo match, dove la coppia centrale sarà ancora composta da De Ligt e Rugani e Cuadrado, sebbene diffidato e quindi a rischio squalifica per la Supercoppa, sarà regolarmente al suo posto sulla corsia di destra. Questo perché Bonucci e Danilo sono ancora out, Chiellini è guarito dal Covid ma andrà in panchina e Luca Pellegrini, che ha smaltito l’influenza come Kaio Jorge ed è stato convocato, non ha i 90 minuti nelle gambe. Max squalificato Le novità saranno a centrocampo e in difesa, dove Allegri ha qualche soluzione in più. Davanti Dybala dovrebbe partire dall’inizio dopo la mezzora positiva contro il Napoli, ci sarà ancora Chiesa ma non Morata, che il tecnico ha intenzione di far riposare per la sfida di mercoledì. Toccherà a Kean, che potrebbe agire da centravanti nel 4-2-3-1, con McKennie a destra per completare la linea a tre. A centrocampo, Bentancur è favorito per fare coppia con Loca-telli, praticamente intoccabile. In panchina ci sarà Marco Landucci, perché Allegri è stato squalificato per le «espressioni gravemente offensive nei confronti del direttore di gara» al termine di Juve-Napoli. «La squalifica ci stava, sono cose che capitano e non c’è niente da commentare», ha detto l’allenatore, che sulla partita ha aggiunto: «Veniamo da un periodo positivo e gennaio sarà un mese importante. Dobbiamo migliorare nella fase rea-lizzativa e nella qualità dei passaggi. La Roma ha ottime individualità e Mourinho nei momenti di difficoltà tira fuori il meglio. Io sono venuto alla Juve sapendo che bisognava iniziare a cambiare per tornare competitivi per lo scudetto nel giro di 1-2 anni».

Niente stretta di mano con José Mourinho, niente urla in campo, Allegri sarà costretto a seguire la sfida contro i giallorossi dalla tribuna, in costante contatto conia panchina per darne indicazioni. Ha avuto soltanto due giorni di tempo per preparare la partita e non si fida dell’avversario. «Giochiamo contro una squadra che ha ottime individualità, Mourinho nei momenti di difficoltà tira sempre fuori il meglio». E c’è una sorta di parallelismo tra Allegri e il tecnico portoghese, allenatori di grande esperienza chiamati a risollevare le sorti di Juventus e Roma ed entrambi alle prese con parecchie difficoltà. «La Roma e Mourinho stanno facendo bene, sono a tre punti da noi – dice Allegri -. In un mese non si cambia tutto, i miracoli non li fa nessuno. C’è tanto lavoro da fare, stiamo migliorando ma dobbiamo farlo nella fase realizzativa, nella costruzione: ci vuole pazienza, lo sapevo».

Continua dunque la ricostruzione della Juventus: la squadra ha lavorato sodo da quando i giocatori sono rientrati dalle vacanze, consapevoli che il mese di gennaio, con tanti scontri diretti, la Supercoppa e il debutto in Coppa Italia, sarà un po’ da spartiacque per sapere fino a dove possono arrivare. «Stiamo lavorando per migliorare la qualità del gioco e quella realizzativa, e su questo dobbiamo lavorare per arrivare fino in fondo ed entrare nelle prime quattro. Più giochiamo e più esperienza accumuliamo e comprendiamo cheper vincere bisogna avere determinate qualità e non basta soltanto la tecnica Su questo sono sereno. A parte l’Inter, la più forte, e ilMilan che sta facendo molto bene, le altre squadre giocano per i tre posti. Noi siamo un po’ più indietro, dobbiamo pensare partita per partita e dopo gli scontri diretti vedremo a che punto saremo».

SUPERARE AMAREZZA E CRITICHE

Certo, ci sono ancora le scorie del pari della Befana contro il Napoli che sono difficili da digerire. «Tutti ci aspettavamo di poterci avvicinare al Napoli battendolo – ammette il tecnico livornese -, l’altra sera abbiamo fatto cose buone e altre meno, bisogna aumentare la qualità dei passaggi, abbiamo subito gol in modo sciocco contro un Napoli che è bravo a gestire la palla anche perle caratteristiche dei giocatori. Dovevamo essere più aggressivi nella nostra metà campo e sfruttare meglio le situazioni d’attacco. Però stiamo crescendo, veniamo da un periodo positivo, gennaio sarà un mese importante».

Ormai il Napoli è il passato e Allegri preferisce guardare avanti, con il calendario che gli riserva subito un altro big match. La vittoria è d’obbligo per evitare rimpianti e per restare sulla scia del quarto posto. Il tecnico bianconero recupera anche qualche giocatore, sebbene non siano al top. «Abbiamo fuori Alex Sandro, ritorneranno Kaio Jorge e Chiellini ma non sono in condizioni ottimali. PeUegrini è rientrato, ma ha fatto soltanto due giorni di allenamento. Arthur era positivo al Covid ora sta trovando una buona condizione, se non ha 90 minuti nelle gambe è un cambio importante. Dobbiamo arrangiarci perché abbiamo poi la Supercoppa, le sfide con Udinese e Milan. L’importante è avere lo spirito giusto e uscire con un risultato positivo da Roma». Però nell’arco di due settimane Allegri potrà riabbracciare altri bianconeri. «Danilo da lunedì sarà in gruppo, Bonucci lo farà a breve, un bel segnale, nel giro di quindici giorni avrò tutti a disposizione».

Insomma, Allegri spera che le cose inizino a girare per il verso giusto. E con il sor-riso risponde alle critiche di Sami Khedi-ra, uno dei suoi pupilli quando vestiva la maglia bianconera, che parla di assenza di leader e di giocatori di esperienza «Quando hai giocatori di grande esperienza sei in condizioni diverse rispetto a una squadra giovane. Con questi bisogna migliorare e lo faremo ma i giocatori non sono come le macchine: due macchine possono essere uguali, le persone no perché ognuno ha le sue caratteristiche. Per questo ci sono i cicli». E Allegri confida di poterne iniziare uno vincente anche con questa Juventus.

Per una volta non lo vedremo voltarsi continuamente e rivolgersi (urlando, spesso e volentieri) verso la panchina dove siede chi è deputato anche ad ascoltarla Di più: a condividere ogni virgola di un lavoro in cui i dettagli segnano la differenza tra vincitori e vinti. Per una volta Massimiliano Allegri si accomoderà in un posto riservato all’Olimpico dove seguirà la sua Juve da una prospettiva privilegiata, comoda, certamente diversa dalle abitudini. Max nella veste di allenatore bianconero non era mai stato punito dal giudice sportivo, o meglio aveva subito una sanzione simile dopo Juventus-Sampdoria del 14 dicembre 2014 ma allora la squalifica fu commutata in un’ammenda dopo il ricorso del club. E allora colui che solitamente sbuca dalle retrovie per studiare mosse e strategie con il primo allenatore, oggi si siederà al suo posto. Il suo nome è Marco Landucci.

In campo lo ricordavamo portiere dalle ottime qualità, espresse fin dagli anni trascorsi nella “cantera” della Fiorentina alla fine dei Settanta. Landucci, che ora di anni ne ha 57, a Firenze cominciò anche a lavorare dopo aver smesso: allenava i portieri delle giovanili. Poi arrivò Grosseto dove Allegri lavorò per pochi mesi in due periodi distinti, mentre lui non cambiava mestiere. Nel 2008 ecco il Cagliari dove nello stesso molo ritrova Max. Tra Livorno e Lucca corre una cinquantina di chilometri, tra toscanacci veri ci s’intende bene e allora l’intesa si affina, tanto che pure al Milan la coppia

lavora insieme. E senza modificarei rispettivi moli vince scudetto e Supercoppa. Finché nell’estate 2014, quella del burrascoso addio ad Antonio Conte, i due si trovano a condividere l’esperienza più bella dellaloio carriera. La più soddisfacente, perché è la più vincente. Solo che nella Torino juventina il buon Landucci diventa vice allenatore, vista la presenza dell’intoccabile (ancora oggi) Claudio Filippi.

Allegri e Landucci in cinque anni vincono di tutto e di più in Italia, sfiorando per due volte la Champions League. Il feeling tra i due è a prova di bomba e man inano emerge la straordinaria bravura del vice diMaxnel consigliare mosse tattiche o sostituzioni, nel prendere decisioni complicate e/o coraggiose, nel partecipare alle riflessioni dell’amico di mille battaglie per il bene della Juventus. Oggi sulla panchina dell’Olimpico e nelle interviste del postpartita ci sarà Landucci. Allegri due battute a Dazn le regalava anche prima del match. Al buon vice l’occasione servirà magari per rompere il ghiaccio.

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