Uccide la fidanzata e poi si spara, Genoa in lutto per l’ennesimo omicidio-suicidio


Martedì scorso, 3 gennaio, a Genova, una guardia giurata, Andrea Iarcovaia, ha tragicamente tolto la vita alla sua fidanzata, Giulia Donato, prima di togliersi la vita. Il 31enne sospettato è stato trovato con la pistola d’ordinanza ancora in pugno nella camera da letto. Questo non è il primo caso di omicidio-suicidio avvenuto in Italia nelle ultime settimane.Un tragico incidente è avvenuto a Genova, dove una guardia giurata ha sparato fatalmente alla sua fidanzata prima di togliersi la vita con la sua arma d’ordinanza.

Un tragico evento ha avuto luogo in Via Anfossi, Pontedecimo, Genova, Italia, dove una guardia giurata di 31 anni, Andrea Iarcovaia, ha sparato fatalmente alla sua ragazza di 23 anni, Giulia Donato, prima di togliersi la vita. La sorella di Andrea ha trovato i loro corpi quando è arrivata a casa dopo non aver sentito il fratello la sera prima. Giulia è stata trovata a letto, probabilmente uccisa mentre dormiva, mentre Andrea è stato trovato nella stessa stanza con l’arma del delitto ancora in pugno.

In seguito al ritrovamento, la donna ha allertato le forze dell’ordine che sono prontamente arrivate insieme al personale medico del 118. Durante le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Genova, è emerso che Giulia e Andrea avevano una relazione da circa un anno, tuttavia le amiche di lei hanno riferito che il rapporto l’aveva cambiata, allontanandola dagli altri, probabilmente a causa della forte gelosia di Andrea. Non risultano precedenti denunce o segnalazioni di abusi. L’esame autoptico disposto sui corpi fornirà ulteriori informazioni.

Il 22 dicembre, due uomini sono stati trovati morti in una villetta di via Belvedere a Serramazzoni, Modena. Era l’abitazione di Claudio Belloi, 77 anni, noto commerciante di pellami della zona. A seguito di un’indagine, sembra che Belloi abbia sparato a Francesco Bordone, muratore di 48 anni, al piano superiore dell’abitazione, prima di togliersi la vita al piano inferiore.

Il movente non è noto, ma sembra che i due avessero un rapporto stretto in quanto il giovane risiedeva in una proprietà dell’uomo più anziano e lo assisteva nei lavori di muratura e nelle faccende domestiche. L’allarme è stato lanciato dai colleghi dell’imprenditore, che la mattina del ritrovamento avrebbe dovuto aprire la sua bancarella in un mercato ambulante, ma non si è presentato. Secondo le persone a lui vicine, era noto per essere puntuale e affidabile, il che ha fatto nascere il sospetto che ci fosse qualcosa che non andava.

Gli investigatori stanno attualmente cercando di ricostruire gli eventi accaduti all’interno della villa. Di particolare interesse è la storia criminale di Bordone; il bolognese era salito alla ribalta nel 2017 per una serie di rapine a Rimini, alcune delle quali condotte indossando una maschera, tra cui una gioielleria. Nel 2018 è stato condannato a cinque anni di carcere. Tuttavia, sembra che tra i due non esistesse alcun litigio. Se l’ipotesi di omicidio-suicidio venisse confermata, il caso sarebbe chiuso dal punto di vista legale.

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