Chi era Angelo Licheri, la vicenda dell’uomo che provò a soccorrere Alfredino Rampi a Vermicino



Angelo Licheri, conosciuto come “l’Angelo di Vermicino“, ha dedicato la sua vita al coraggio e all’altruismo. A 36 anni, con tre figli, ha tentato di salvare Alfredino Rampi, un bambino caduto in un pozzo artesiano. Originario di Gavoi, Nuoro, Licheri lavorava a Roma come fattorino di tipografia e la sua corporatura esile lo spinse a calarsi nel pozzo, un atto che ha segnato la sua esistenza.



Il racconto di Angelo Licheri e le parole ad Alfredino Rampi

Angelo Licheri ha narrato con emozione ciò che accadde durante quei tragici momenti nel pozzo. “Appena sceso, ho toccato Alfredino, gli ho pulito la bocca e gli occhi. Gli promettevo una bicicletta per tranquillizzarlo mentre cercavo di liberargli le mani per l’imbracatura”, ha raccontato Licheri. Il primo tentativo di risalita fallì drammaticamente: “Ho intimato di tirare su, ma il moschettone si è sganciato. Ho provato a prenderlo sotto le ascelle, ma gli strattoni erano troppo forti. Alla fine, gli ho spezzato il polso sinistro. Il bambino non si è lamentato e mi sono sentito in colpa”. Nel disperato ultimo tentativo, Licheri dovette arrendersi: “L’ho preso per l’indumento, ma cedeva. Gli ho lanciato un bacio e sono risalito”.

La vita di Angelo Licheri dopo la morte di Alfredino

La vita di Angelo Licheri dopo il tragico evento fu segnata dal dolore e dall’indifferenza. Tullio Bernabei, capo della delegazione Lazio del Soccorso Alpino e Speleologico, ha raccontato a Fanpage.it come Licheri, nonostante il suo eroico gesto, non abbia ricevuto alcuna medaglia o riconoscimento. Pietro Badaloni, giornalista e protagonista della diretta Rai delle operazioni di soccorso, ha evidenziato l’abbandono istituzionale subito da Licheri: “Era umile e se n’è andato in condizioni di indigenza. Non ha avuto alcun tipo di sostegno psicologico né economico. Una volta spenti i riflettori, è stato messo in un angolo”.

Come perse la gamba Angelo Licheri e quando è morto

Il peso del fallimento nel salvare Alfredino accompagnò Licheri per tutta la vita. All’età di 77 anni, Licheri era ricoverato in una clinica a Nettuno, dopo aver subito l’amputazione di una gamba e trascorso otto anni su una sedia a rotelle. Le sue condizioni di salute si aggravarono fino al decesso.

Angelo Licheri rimane un esempio di straordinario coraggio e altruismo. La sua storia è un monito sull’importanza del riconoscimento e del supporto per coloro che compiono gesti eroici, spesso a costo della propria vita.



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