La madre che affoga il figlio in mare e viene assolta: ora nessuno vuole accoglierla



La Corte d’Assise di Milano ha recentemente autorizzato il dissequestro dell’abitazione di Senago, dove la 29enne Giulia Tramontano, incinta al settimo mese, è stata uccisa con 37 coltellate dal compagno Alessandro Impagnatiello. In un caso parallelo, la giustizia italiana si è trovata di fronte a una difficile decisione riguardo Adalgisa Gamba, accusata di aver ucciso il figlio di due anni e mezzo, Francesco.



Secondo i giudici, Adalgisa Gamba non era in grado di intendere e di volere quando, la sera del 2 gennaio 2022 a Torre del Greco, uccise il figlio Francesco. La donna, che aveva autodiagnosticato l’autismo del bambino consultando Internet, è stata assolta per vizio totale di mente. Tuttavia, non ci sono strutture sanitarie né familiari disposti ad accoglierla, quindi i giudici hanno disposto il trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario in regime di REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

Cos’è una REMS

Le REMS sono strutture sanitarie destinate all’accoglienza degli autori di reati affetti da disturbi mentali e ritenuti socialmente pericolosi. Hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia e sono gestite dalle regioni. Attualmente, nel Paese ne funzionano 30.

Il provvedimento di trasferimento è stato firmato dalla prima sezione della Corte d’Assise di Napoli, che aveva emesso la sentenza di assoluzione il 4 giugno scorso. Non essendo disponibili strutture sanitarie o familiari che potessero ospitarla, i giudici hanno accolto la richiesta della procura di Torre Annunziata e disposto il trasferimento in una REMS.

Gisa è stata prosciolta perché è una persona malata,” ha dichiarato l’avvocato Salvatore Del Giudice, legale di Adalgisa Gamba, sottolineando la difficoltà del processo. “Adesso, passo dopo passo, dobbiamo aiutarla affinché torni alla normalità”.

La reazione del marito

La sentenza è stata accolta con rabbia dal marito di Adalgisa, che ha accusato la moglie di essere un mostro. “Non ha avuto il coraggio di abortire, e l’ha ucciso dopo… È un diavolo, un mostro, che ha ingannato me, mio figlio e anche i periti. La vogliono far passare per santa ma è un mostro,” ha dichiarato, promettendo di spendere la sua vita per ottenere giustizia per il figlio.

Il 2 gennaio 2022, Elio, il marito di Adalgisa, ha chiamato le forze dell’ordine perché non riusciva a rintracciare la moglie e il figlio Francesco. Adalgisa è stata trovata sul lungomare di Torre del Greco, stringendo il corpo senza vita del figlio. In stato confusionale, ha confessato di aver gettato il bambino in mare perché convinta fosse malato. L’autopsia ha accertato che Francesco è morto per soffocamento, con segni di occlusione di naso e bocca, e presenza di filamenti di cellulosa vegetale nei polmoni.

Condizioni mentali di Adalgisa Gamba

Durante il processo, è emerso che Adalgisa era entrata in depressione dopo il parto e credeva che il figlio fosse autistico. È stata sottoposta a tre perizie psichiatriche che hanno confermato la sua incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. La Corte d’Assise di Napoli ha quindi deciso per la sua assoluzione per vizio totale di mente, prevedendo inizialmente la libertà vigilata in una struttura terapeutica. Tuttavia, la mancanza di strutture disponibili ha portato alla revoca di questa misura e al suo trasferimento in una REMS.

Il caso di Adalgisa Gamba solleva questioni complesse riguardo la gestione dei pazienti psichiatrici autori di reati. La decisione di ospitarla in una REMS riflette la necessità di strutture adeguate per garantire cure specifiche e sicurezza. Nel frattempo, la famiglia e la comunità rimangono segnate da una tragedia che continua a suscitare profonda emozione e dibattito.



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